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Riflessione della settimana

Legami d'amore.
La Bibbia è un libro straordinario, non solo per il messaggio di salvezza che contiene e per i suoi insegnamenti etici e dottrinali, ma anche per tutte quelle verità psico-spirituali, veicolate attraverso l’esperienza di vita di uomini e donne che, pur nella loro fragilità, riescono a esprimere in tutta la loro bellezza.
Una fra le tante è quella dei “legami”: ciò che lega l’uomo a Dio e al suo simile.
Sin dagli albori, la Bibbia presenta l’uomo legato a Dio e all’altro (Genesi 2).
Quando questi legami sono stati spezzati, Dio è andato alla ricerca dell’uomo per cercare di recuperarli (Genesi 3).
Scrive il profeta Osea: “Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:4 )... Leggi tutto

Parole di vita

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore».

Cristianesimo e Buddismo

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Approfondimenti - Evangelizzazione
Scritto da Ravi Zacharias - Articolo letto 2227 volte   

Una breve analisi del Buddismo.
Gesù ha promesso che il premio, o la rimunerazione, finale del cristianesimo, è di godere un rapporto intimo con il Re dell'Universo.
Nessuno può negare che questo insegnamento è esclusivo.
In tutte le altre religioni non si trova nulla che somigli neppure lontanamente alla dichiarazione di Cristo di essere il pane che sazierà per sempre.
Il Buddismo è definito come una religione semplice, fatta di compassione e di etica, ma in realtà è tra i sistemi di fede più complessi del mondo.
Il Buddismo parte da quattro verità nobili che riguardano la sofferenza e poi indica il sentiero con otto componenti per mettere fine alla sofferenza.
Fino a questo punto sembra tutto molto lineare, ma quando un seguace devoto s'inoltra lungo il suddetto sentiero, si trova davanti a centinaia di altre regole che determinano come si deve comportare nelle varie circostanze della vita.

Nel Buddismo vengono imposte regole di condotta moltiplicate all'infinito.
Da una base semplice di quattro offese che servono a determinare lo stato di un buddista come vero discepolo, si innalza un labirinto incredibile di sentieri per la restaurazione.
Coloro che seguono gli insegnamenti di Buddah ricevono una lista di trenta regole su come evitare gli sbagli.
Ma prima che queste regole diventino pertinenti, esistono novantadue regole che si applicano a una sola delle suddette offese.
Per diventare un monaco buddista invece, ci sono settantacinque regole.
Per gli uomini esistono duecentoventisette regole di disciplina e per le donne trecentoundici.
Tra l'altro, è stato fatto un arduo sforzo di persuasione per indurre il Buddah a permettere che le donne potessero ottenere lo stato di "discepolo".
Egli acconsentì solo in seguito alle suppliche e alle insistenze di uno dei suoi discepoli, ma nel farlo, si preoccupò di aggiungere delle regole fatte appositamente per loro.

Una questione di etica.
In un sistema non teista, qual è il Buddismo, ossia un sistema nel quale non è contemplato tra le regole fondamentali un Dio o dèi personali, la questione dell'etica è centrale.
Il sistema intero del Buddismo concentra la sua attenzione sulle decisioni che definiscono il bene e il male.
Come risultato si verifica uno straordinario accumulo di regole.
La preghiera per il perdono più comune nel Buddismo, tratta dalla Preghiera Comune del Buddista, riflette questo groviglio numerico:
"Prego pietà! Prego pietà! Prego pietà Signore...Che io possa essere liberato in ogni momento dalle quattro condizioni dei Guai, dai Tre Flagelli, dalle Otto Circostanze Errate, dai Cinque Nemici, dalle Quattro Deficienze, dalle Cinque Sfortune e così possa velocemente attenere il Sentiero, la Fruizione, e la Legge Nobile del Nirvana".
Anche nelle condizioni migliori, l'insegnamento si limita ad additare il valore della moralità, ma non è in grado, di per se, a rendere morali. L'insegnamento è come uno specchio: può farci vedere che abbiamo la faccia sporca, ma nessuno specchio ha mai lavato la faccia a nessuno.
In confronto al Buddismo anche le cose più complicate di questo mondo appaiono semplici.

La conversione porta a Dio. 
Nel Cristianesimo, invece, si accede alla presenza di Dio, usufruendo di tutti i benefici che questo comporta con la CONVERSIONE.
Il termine "conversione" descrive ciò che accade nella vita di una persona quando, per la prima volta, mette la sua fede in Gesù.
La conversione implica che ogni individuo entra in un rapporto con Dio, non grazie alla sua famiglia, alla sua cultura o al luogo di nascita, ma in virtù di una scelta consapevole di cedere a Lui il governo della e nella propria vita.
Il Regno di Gesù non è di questo mondo, e non vi si entra con la nascita fisica o seguendo alcuni principi o aderendo a delle religioni o scuole di pensiero.
La vera conversione porta alla Nuova Nascita, che è quella che ci fa accedere al Regno di Dio e, nello stesso tempo, lo fa accedere (il Regno di Dio) nel nostro cuore.


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