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Guardando al mondo che ci circonda, in tensione e pronto ad esplodere, diventiamo ogni giorno più sicuri che si avvicina la notte in cui non sarà facile come oggi proclamare il messaggio di Cristo e Lui stesso crocifisso. Dovunque, vi sono persone confuse, deluse e perdute. Molte di esse hanno raggiunto il fondo dell'abisso e cercano disperatamente una via di uscita, si aggrapperebbero volentieri ad un filo, se ciò potesse aiutarli nella loro situazione disperata. Altre migliaia di persone sono tossicomani, dediti all'alcool o alla droga e vivono in un mondo falso, cercando disperatamente di sfuggire alle realtà della vita. Molte persone sono anche preda dell'idea di evasione, invece di affrontare le realtà del peccato e della sconfitta di cui sono vittime nella loro vita, cercano di nascondersi in un mondo illusorio ed immaginario. La Bibbia dice che non v'è possibilità di fuga, presto o tardi dovremo abbandonare il nostro mondo di sogno per trovarci dinanzi alla realtà di Dio, del peccato e della condanna. Cercano la fuga attraverso i piaceri della carne, un'evasione nella passione e nel desiderio. Queste povere anime deluse, corrono come bestie spaventate, addentrandosi nella giungla dei piaceri offerti dal mondo per riemergerne più miserevoli di prima. La Bibbia ammonisce che è insensato cercare di sfuggire a Dio, rifugiandosi nel piacere. "La fine dei quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna", dice la Sacra Scrittura (Filippesi 3:19 ). La Bibbia ammonisce con le parole del profeta: "Quand'anche penetrassero nel soggiorno dei morti, la mia mano li strapperà di là; quand'anche salissero in cielo, di là io li trarrò giù" (Amos 9:2 ). Non vi è possibilità di sfuggire alle responsabilità di questa vita e della vita a venire. Il tossicomane è qualcuno che si abbandona all'azione di sedativi, o stimolanti, allo scopo di ottenere momentaneo sollievo dalla realtà. A mano a mano che la noia cresce, aumenta anche la vendita degli alcolici e dei narcotici. Il cocktail-party è divenuto negli Stati Uniti quasi un'istituzione nazionale. La famosa giornalista Elsa Maxwell organizzatrice di cocktail parties ha affermato recentemente che la maggior parte degli invitati ai cocktail-party è gente annoiata. Poche nazioni possono paragonarsi all'America per il numero di alcolizzati e di drogati, le statistiche parlano d'insuccesso non di successo. Le cifre riflettono una mancanza di fede, la mancanza di uno scopo e la mancanza di carattere. Si potrebbero presentare così anche delle statistiche per la Gran Bretagna, l'Europa, l'Australia ed altre parti del mondo.
Ma voglio parlare di un tipo d'intossicazione o inebriamento a cui si pensa raramente. Come alcune persone prendono la droga e l'alcool per sentirsi momentaneamente meglio, molte persone si sono rivolte alla religione per avere un sollievo momentaneo dalle tensioni e dalle pressioni esercitate dalla vita. Migliaia di persone ogni domenica entrano per una breve ora in un santuario o in una cattedrale per una endovena di religione. Ma essa si esaurisce presto, perché il lunedì mattina ci si toglie la maschera della domenica per rimetterla di nuovo la domenica successiva. Migliaia di persone ottengono una specie di sollievo della coscienza con l'adempimento dei loro doveri religiosi, con il superficiale omaggio reso a Dio. Per pochi fugaci momenti essi si sentono santi; hanno un'ora di intossicazione religiosa e poi ritornano ciò che sono in realtà. Ma non è questa la religione di Gesù Cristo! Ciò non soddisfa le richieste avanzate dal nostro Salvatore. Questa è una religione fabbricata dall'uomo, è lontana dagli insegnamenti di Cristo, come il levante dal ponente. Milioni di persone hanno un'affiliazione ecclesiastica e frequentano la loro chiesa con una certa assiduità, ma questo non è altro che intossicazione religiosa. La loro è ipocrisia appariscente, peggiore anche di quella dei Farisei del tempo di Cristo. Il Salvatore dovette affrontare lo stesso problema duemila anni or sono. Nel ventitreesimo capitolo dell'Evangelo di Matteo Egli denunziò causticamente i Farisei e gli ipocriti. Per prima cosa, Cristo deplorava la religione delle apparenze: "Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti... fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna...". Una religione piena di apparenze non è altro che intossicazione religiosa. Il segno distintivo della fede cristiana è la sincerità. La fede nacque nel fuoco del conflitto spirituale e non sarà vera fede quella di discepoli pusillanimi, che non mantengono gli impegni e che si tengono sempre a mezza strada. La preghiera che Paolo elevava per la chiesa di Filippi, era che essi potessero essere "sinceri e irreprensibili per il giorno Cristo".
La parola "sincero" viene, secondo alcuni, da due parole latine: "sine" e "sere" che significano "senza cera", cioè "senza trucco, completamente puliti". Nessuna intossicazione domenicale della durata di un'ora è ammessa dalle Sacre Scritture; Essa non ha posto per i cristiani a mezzo servizio, ma dice: "Affinché siate sinceri e irreprensibili per il giorno di Cristo" (Filippesi 1:10 ). Il mondo è stato offeso dalla nostra insincerità; il mondo è stato sviato dalla nostra insincerità, scoraggiato dalla nostra insincerità. Questa è la più grande pietra d'inciampo per l'evangelismo nel mondo d'oggi. Milioni di cristiani con apparenze di religiosità costruiscono belle chiese, scuole e istituzioni varie, ma mancano di potenza spirituale, di spirito di sacrificio e di consacrazione. Servono Cristo con le loro labbra, ma il cuore è lontano da Lui; essi fingono di essere qualcosa che non sono. La Bibbia insegna che il cristiano deve essere diverso, unico nel suo genere, deve levarsi in netto contrasto con la folla. Ma cosa avviene oggi? Vi è poca differenza tra i cristiani e l'uomo del mondo esteriore, sono praticamente uguali. Questo ci fa domandare se essi siano o no passati attraverso un'esperienza spirituale. Molte persone che appartengono ad una chiesa non sono mai nate di nuovo realmente; non si sono mai completamente convertite a Cristo. Credono con la testa, ma il loro cuore non è stato mai riscaldato da un atto di preciso impegno, e molti veri cristiani sono poi divenuti freddi e mondani. Per questo motivo vi è un tale disperato bisogno di un risveglio nella Chiesa. In secondo luogo, Gesù ha dichiarato che la religione che non cambia l'uomo dall'interno non è altro che illusione religiosa: "Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro siete pieni di rapina e d'intemperanza... Guai a voi... perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro siete pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia..." (Matteo 23 ), risuonano le sue parole. Il cuore dell'uomo è pieno d'ogni sozzura ed ha bisogno del perdono che solo Cristo può dare. Senza Dio il migliore uomo del mondo è capace dei crimini più terribili; ogni giorno leggiamo delitti inimmaginabili commessi a volte da persone che fanno professione di religione. In tre banche americane si sono riscontrati casi di peculato ed in ciascuno di essi il responsabile era un cosiddetto "buon uomo di chiesa". In una indagine compiuta di recente in un penitenziario del Sud degli Stati Uniti, il sessantacinque per cento dei condannati era costituito da membri di chiesa che godevano di buona reputazione.
Cari amici, l'apparenza di religione non basta, professare la religione non basta, ciascuno di noi ha bisogno di purificazione interiore per mezzo del sangue di Cristo che purga, redime e salva. Un cristianesimo che non è riuscito a renderci puri internamente non è altro che intossicazione o illusione religiosa. Cristo ha veramente il mezzo per andare alla radice del male, il suo sangue giunge fino alla più profonda macchia, purifica e rigenera. Egli ci dà una nuova qualità di vita, ci impartisce la sua vita. E quando ciò avviene potete veramente cantare: "Da quando Gesù mi salvò, sento pace e allegrezza, e gioia nel cuor...". Oggi canti di questo tipo vengono tolti dagli innari di alcune chiese, perché questo concetto di un cambiamento dell'interiore, nel nostro cuore non esiste più, ma vi metto in guardia contro ogni professione di fede che non cambi le vostre abitudini, i vostri atteggiamenti ed i vostri desideri, essa sarebbe come un biglietto di banca senza corso legale. Non è cristianesimo neotestamentario; non è altro che illusione religiosa. Cristo ha dichiarato che ogni religione che non ci spinge a farne partecipi gli altri è inebriamento religioso e non cristianesimo. Gesù diceva: "...ma guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno dei cieli dinanzi alla gente; poiché ne vi entrate voi, ne lasciate entrare quelli che cercano di entrare". Molti così detti cristiani restano in silenzio, mentre i musulamni e i comunisti annunziano chiaramente il loro messaggio e fanno proseliti in tutto il mondo. Ho visitato le fumerie d'oppio dell'Oriente ed ho visto i fumatori d'oppio stesi su sporchi pavimenti e dove, pagando una somma di danaro, diventano insensibili a tutto ciò che avviene intorno a loro. Scorgiamo la chiesa di oggi, bocconi nella sua apatia e che mantiene il silenzio, morta a tutto quello che avviene intorno a lei. La chiesa leva la sua voce su molti problemi sociali, ma conserva uno strano silenzio sui problemi morali che assillano le nazioni. Ma grazie a Dio, alcuni dirigenti di chiese cominciano a riconoscere il bisogno di rivitalizzare la chiesa e fanno appello al risveglio. Karl Marx si riferiva probabilmente a questo tipo di fede sterile quando parlava di "oppio dei popoli" a proposito della religione. La falsa religione è un oppio; ed una religione che fa sentire buone le persone per un'ora alla settimana e non le fa essere tali per il resto della settimana non potrebbe, per quanto ci sforziamo di immaginarlo, essere chiamata cristianesimo.
Cristo ha dichiarato che una religione che si occupa della forma, trascurando gli argomenti di maggior peso non è altro che una forma di inebriamento religioso: "Pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede". Risulta chiaro nella Bibbia che Dio non si lascia impressionare da atteggiamenti religiosi che non sono accompagnati da una vita in armonia con essi. Isaia diceva: "I vostri noviluni, le vostre feste stabilite, l'anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, io rifiuto di vederlo; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male" (Isaia 1:14-15 ). Dio non si lascia suggestionare dai pellegrinaggi settimanali ai vari santuari, ne si compiace di essi, mentre il giusto giudizio, la misericordia e la fede sono sconosciuti. Dal lunedì al sabato, nella nostra vita regna la legge della giungla e poi la domenica mettiamo l'abito religioso e veniamo pieni d'orgoglio alla presenza di Dio. Ma egli non bada alla maschera, bensì a ciò che si cela sotto di essa; Egli trapassa col suo sguardo il velo dell'apparenza e vede la vostra anima così com'è. Vede Egli un cuore purgato per mezzo del sangue di Cristo? Vede una vita conforme alla sua immagine? Vede un cuore sincero davanti a Lui senza la minima ombra di apparenza? I suoi occhi penetrano come raggi X attraverso i nostri abiti religiosi e vedono quello che realmente siamo. E' la vostra religione soltanto un'altra forma di intossicazione? Una specie di disgregazione che rompe la monotonia della vita di ogni giorno? Soltanto una fuga dalla realtà? O la vostra fede è qualcosa che regola la vostra vita, il vostro amore e tutto voi stesso? E' Cristo il Signore della vostra vita? Meditate sulla sua legge giorno e notte? Ogni particolare della vostra vita è sotto il suo controllo? Il grande predicatore Jonathan Edwards, che fu presidente della università di Princeton scriveva: "Stabilito il principio che ogni uomo dovrebbe sempre e dovunque vivere nella maniera più alta e migliore per il Signore, che qualunque uomo al mondo si adoperi per farlo o no, con l'aiuto di Dio, io lo farò". Non una ebbrezza occasionale, ma una completa consacrazione a Cristo, costituisce la risposta al dilemma che si presenta nel mondo. Il numero delle persone che alla lettura di questo messaggio decidesse di prendere sul serio le parole di Cristo, basterebbe a far cambiare il corso della storia del mondo. Lo fecero dodici uomini nel corso del primo secolo, ed io non ho alcun dubbio sul fatto che, se Cristo potesse trovare oggi dodici uomini consacrati, ogni luogo sarebbe trasformato, il vostro mondo sarebbe posto sottosopra. Avreste il coraggio di essere uno di questi uomini?
Matteo cap. 23 (dalla Bibbia versione CEI): 1 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2 «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7 e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì" dalla gente. 8 Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. 10 E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. 11 Il più grande tra voi sia vostro servo; 12 chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato. 13 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci. 14 Guai a voi, scibi e farisei ipocriti, perché spogliate del case delle vedove e per pretesto fate lunghe preghiere. Per questo subirete una condanna più severa. 15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi. 16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. 17 Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? 18 E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. 19 Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? 20 Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; 21 e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita, 22 e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso. 23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'aneto e del cumino, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! 25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto! 27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità. 29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, 30 e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31 e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32 Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! 33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? 34 Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35 perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36 In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione. 37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! 39 Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».
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Commenti
Questa è la Chiesa: giusta e autorevole di cui abbiamo bisogno.
Ben venga il nuovo Giovanni a scuotere le coscienze senza temere di perdere le pecorelle.
Gesù è sempre stato chiaro, creando anche scandalo.
Oggi, invece c'è la paura di scandalizzare, c'è paura di diventare impopolari, pochi hanno il coraggio degli evangelisti, e la mediazione tra il mondano e Cristo non porta ad altro che a "servire due padroni".
E' vero, l'amore non si può insegnate, ma è solo l'amore per Dio che rende veri cristiani.
Gesù l'ha detto: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente".
Se non si comprende bene questo concetto, si sarà sempre intossicati.