Chiamati a combattere
Antonio Strigari Le situazioni di instabilità spirituale, anche se da ritenersi normali nel cammino di crescita, non sono certo delle culle ove adagiarsi, infatti è necessario che ciascun credente avanzi con le proprie gambe per quel che può secondo la grazia ricevuta da Dio.
Infatti, prendendo atto che ciò capita a tutti, si potrebbe cadere nella trappola di pensare che non ci si possa mettere rimedio e continuare a ripetere i propri errori ed a cadere in scoraggiamenti sempre più gravi.
Ma, è proprio questo il nostro cammino e, soprattutto, è questa la volontà di Dio verso di noi?
Certo la Parola ci insegna che la condotta del cristiano deve essere improntata alla vita del suo Capo: Gesù Cristo; e tale paragone ci impone di sostenere la Sua stessa lotta in questa vita contro il peccato (Ebrei 12:4), la carne e le sue cupidigie (Romani 7:23), il mondo (Giovanni 16:33), il diavolo (Luca 22:31 - 2Corinzi 2:11), gli spiriti maligni e principi delle tenebre (Efesini 6:12); e che lotta, che combattimenti!.
Ed allora? Dovendo sostenere tali combattimenti, il nostro Capo ci avrebbe mandato allo sbaraglio senza le armi necessarie?
Certamente no!
Questa lotta deve essere sostenuta sotto la guida del nostro Capo cioè Gesù Cristo (2Timoteo 2:3), il Duce della nostra salvezza (Ebrei 2:10).
“Perché, sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze; poiché distruggiamo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facciamo prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo” (2Corinzi 10:3-5).
Noi siamo chiamati a fortificarci nel
“...Signore e nella forza della Sua possanza” (Efesini 6:10), ed a rivestirci della completa armatura di Dio per poter star saldi contro le insidie del diavolo,
“poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12).
L’invito ad attrezzarci adeguatamente al combattimento attingendo direttamente alla possanza di Dio ci viene rivolto da Lui stesso.
E allora, affrontando il male con le armi e la potenza di Dio, chi è ancora debole?
E’ quando vogliamo affrontare il combattimento con le nostre risorse che siamo deboli e certamente sconfitti!
Ma, grazie al nostro Signore Gesù che ci ha permesso di rinascere di acqua e di spirito, per mezzo della Sua parola e per il Suo sangue, che ora ci ha fatti un esercito di forti e di vincitori.
Cos'altro vogliamo ancora?
Ebbene,
“...Colui che non ha risparmiato il Suo proprio Figliolo, ma l’ha dato per tutti noi, come non ci donerà Egli tutte le cose con Lui?" (Romani 8:32).
Per queste meravigliose e certe promesse di Dio, anche noi nelle lotte contro il peccato possiamo credere di vincere dicendo:
"Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica" (Filippesi 4:13).
Ed ancora, la cosa più preziosa che abbiamo ricevuto unitamente a Gesù è la Vita Eterna:
“Io vi ho scritte queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliolo di Dio” (1Giovanni 5:13).
Ci rafforziamo e ci rinfranchiamo certamente nel sapere
“che se domandiamo qualcosa secondo la Sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo che Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo domandate” (1Giovanni 5:14-15).
Che bella certezza sapere di avere le cose che gli domandiamo nello stesso istante che gliele chiediamo, prima ancora di averle constatate o viste!