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Ricordatevi
dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che sono
maltrattati, come se anche voi lo foste! (Ebrei 13:3)
ATLANTE
Brevi
caratteristiche predominanti della maggior parte dei Paesi dove il Cristianesimo è vietato
o contrastato.
Afghanistan,
Algeria, Arabia
Saudita, Azerbaigian, Bangladesh,
Bhutan, Bielorussia,
Cina, Corea
del Nord, Cuba, Emirati Arabi Uniti,
Eritrea, India,
Indonesia, Iran, Iraq,
Isole Comore, Kuwait, Laos,
Libia, Maldive,
Malesia, Marocco, Mauritania,
Nepal, Nigeria, Oman,
Siria, Somalia, Sri
Lanka, Sudan, Tunisia, Turchia,
Vietnam, Yemen.
(fonte:
Porte Aperte e ICA)
L'Afghanistan non è nuovo ai conflitti. L'invasione sovietica del 1979
portò guerra e distruzione, ma la loro cacciata, dieci anni dopo, condusse a una nuova guerra civile dalla quale emersero vincitori i Talebani, musulmani estremisti, che imposero un regime islamico radicale. Sono stati cacciati nel 2001 da una coalizione internazionale guidata dagli USA. La
popolazione conta 22.720.000 di abitanti (al 2000), tra cui i musulmani al 98%,
i parsi al 1,5% e altri, tra i quali i cristiani con una percentuale irrisoria. In
Afghanistan, dopo un governo provvisorio di unità nazionale, nel 2004 sono state effettuate elezioni democratiche. La
persecuzione pubblica è cessata con la cacciata dei Talebani, ma i cristiani non possono esercitare la loro fede senza rischiare di essere perseguitati da musulmani radicali.
L'Afghanistan è considerata una delle nazioni meno raggiunte dall'evangelo, è
composta da oltre 70 popoli e quasi nessuno conosce Cristo.
Guerre coloniali e guerre civili per quasi mezzo secolo hanno portato decine di migliaia di morti. Due terzi degli algerini sono giovanissimi, e non conoscono
altro che la confusione e la povertà portate dal sistema socialista del governo.
Ha una popolazione di 32.277.942 di abitanti (al 2000), prevalentemente musulmani
(97%).
Le elezioni del 1992, vinte dai partiti islamici, sono state annullate dai militari. Da Allora, e fino al 2000,
l'Algeria ha vissuto in uno stato di endemica guerra civile, fino a che la proposta di una amnistia generale ha portato un po' di pace. l fondamentalisti rimangono molto forti e caldeggiano
l'adozione della legge islamica (Sharia).
Negli anni recenti, i cristiani hanno subito violenza dal Fronte di Salvezza Islamico, tristemente conosciuto
perché i suoi membri sono soliti razziare innocui villaggi e tagliare la gola a chiunque non accolga il loro appello al
fondamentalismo islamico.
Il proselitismo
cristiano non è permesso e la presenza cristiana in Algeria è molto debole. Nelle città i cristiani tengono un basso profilo, mentre nei villaggi Kabyle le riunioni cristiane sono pubbliche. Negli ultimi anni però c'è stata una ripresa delle attività di evangelizzazione. Le chiese
Cattolica e Protestante sono le uniche riconosciute dallo Stato.

In questo paese desertico sono nati
Maometto e l'islam e ci sono i luoghi islamici più sacri: la Mecca e Medina. Da questo
ricchissimo paese petrolifero viene promosso "l'Islam puro" dentro e anche al di fuori del mondo musulmano.
Tutta la popolazione è considerata musulmana; al di fuori dell'islam è vietato
praticare qualsiasi altra religione. Ciò vale anche per i numerosi lavoratori stranieri: non
hanno il permesso di riunirsi in un luogo pubblico per pregare e per leggere la Bibbia.
Per questa ragione oltre settanta operai stranieri sono stati detenuti per un periodo più o meno lungo
nel 2005. Tuttavia, grazie ai moderni mezzi di comunicazione come la radio, la televisione satellitare e internet, un numero sempre maggiore di arabi diventa cristiano, anche
perché molti fra loro viaggiano all'estero. La quasi totalità dei cristiani però si trova
fra gli immigrati provenienti da paesi come l'India e le Filippine.

Azerbaigian
L 'Azerbaigian è stata una delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ai tempi dell'URSS, fino al 1991 quando la
federazione si è sciolta. Dopo quella data si sono susseguiti colpi di stato con rovesciamenti dei governi e scontri con la vicina
Armenia. Nonostante una tregua dichiarata nel 1994 ufficialmente non è ancora finita la guerra con gli
armeni per la questione del Nagorno-Karabakh, un'enclave armena in territorio azero. La maggioranza della popolazione vive in povertà.
Conta 7.798.497 di popolazione al 2002, tra cui: musulmani 83%: non religiosi
11%: cristiani 5%.
L'Azerbaigian è una repubblica con una corruzione pubblica a livelli elevatissimi.
La libertà religiosa, ufficialmente dichiarata, è condizionata dalla reazione contro i "cristiani" russi e armeni, e
contemporaneamente dalla paura dell'estremismo islamico. Ai cristiani (lavoratori stranieri) è proibito partecipare in qualsiasi forma
di propaganda religiosa.
La maggior parte delle città e dei villaggi azeri non sono mai stati evangelizzati. Ora esistono delle chiese cristiane e probabilmente il numero dei credenti azeri è di circa 2.000.
Il Nuovo Testamento in lingua azera e la Bibbia per i bambini, cosi come la Bibbia russa, sono largamente disponibili e in
vendita. Nell'ottobre del 2004 è stato dato finalmente alle stampe anche l'Antico Testamento in lingua azera, ma è stato
possibile portare in Azerbaigian solo poche copie.

Il Bangladesh è una terra continuamente afflitta da gravi disastri naturali. Quasi la metà del territorio consiste di isole piatte, la maggior parte delle quali emergono a meno di cinque metri dal livello del mare. Questa
distribuzione geografica causa un grande numero di perdite di vite umane quando si scatenano le frequenti inondazioni e maremoti.
Conta una popolazione di 133.376.684 (stime 2002), di cui: musulmani 85%; indù
12%; cristiani 1%;
buddisti 1%; e altri.
Il Bangladesh ha la forma di governo con una democrazia parlamentare, ma la corruzione e 18 tentativi di colpo di stato, negli ultimi 25 anni, hanno lasciato però gravi ferite. l partiti di opposizione hanno assunto posizioni sempre più vicine all'estremismo islamico e stanno premendo per l'introduzione della legge islamica (sharia). Nel 1988
l'Islam è stato proclamato religione di stato.
La costituzione garantisce il diritto di professare la propria religione anche pubblicamente, ma nella realtà
i cristiani sono costretti a sottostare a molte limitazioni. Le chiese devono essere
registrate e si manifestano molti casi di discriminazione, come il divieto di usare l'acqua dei pozzi dei musulmani.
Negli ultimi 40 anni le chiese sono cresciute al doppio della popolazione, ma la povertà, l'analfabetismo e la mancanza di leadership esperta stanno frenando l'espansione. C'è grande domanda di letteratura cristiana. Cresce il desiderio di
raggiungere con la Parola di Dio le altre comunità religiose.

Il Bhutan è uno stato himalayano circa sei volte più piccolo dell'Italia. Per secoli il Paese è rimasto isolato dal resto del mondo e i governanti odierni
hanno preferito che rimanesse così. Solo il bisogno di valuta straniera ha aperto le frontiere al turismo.
Il Buddismo è religione di Stato e l'Induismo è tollerato. Tre quarti degli oltre due milioni di abitanti sono buddisti e un quarto è indù. Meno dell'uno per cento è costituito da
cristiani, ma il loro numero sta crescendo.
Il corvo è l'uccello nazionale e il dragone orna la bandiera della nazione; questo
simboleggia bene le tenebre di cui questo paese è sommerso.
Nel 1969 il cristianesimo fu ufficialmente vietato dal governo, e nel 1996 cominciò una vera persecuzione. La costruzione delle
chiese è vietata e i pastori delle chiese esistenti vengono catturati.
Regolarmente in ogni villaggio si indaga sulla presenza di cristiani. I cristiani vengono discriminati dalle autorità; non possono ottenere un
impiego governativo ne dare vita a un'azienda. I loro figli non hanno il diritto di frequentare le scuole. E' vietato frequentare una chiesa o tenere riunioni cristiane nelle case.
I cristiani spesso devono scegliere se rinnegare la loro fede o essere espulsi dal paese. Dei 19.000 cristiani del Bhutan, 10.000 vivono all'estero, soprattutto in India. I
cristiani in carcere vengono torturati. Alcuni hanno abbandonato la loro fede, ma la
maggioranza persevera.

La Bielorussia è una
repubblica indipendente da quando si è dissolta L'Unione Sovietica nel 1991, ma
non ha ancora trovato una sua identità e soffre di una grave crisi economica.
La popolazione di 10.322.151
(al 2000) e composta di: cristiani (79%), non religiosi/altro (20%), ebrei (1%)
e altro.
Nel novembre 2002 è stata introdotta una nuova legge repressiva in materia religiosa. Secondo
questa nuova legge tutte le attività religiose non registrate, le comunità con meno di 20 membri e le attività religiose in case private sono considerate illegali. Inoltre la letteratura religiosa viene sottoposta a
censura.
La Bielorussia ha ricevuto molta meno attenzione da parte delle missioni rispetto alla Russia e all'Ucraina; comunque,
ultimamente il film "Jesus" ha avuto una grande circolazione ed è stato visto da molti in lingua russa
e bielorussa.

Con i suoi 1,3 miliardi di abitanti e con circa 70 milioni di cristiani, la Cina è il
Paese restrittivo con il quale si hanno frequenti contatti. La realtà della
Chiesa cinese è costituita da una denominazione ufficialmente riconosciuta, quella delle
"Tre Autonomie", e poi da una rete immensa di chiese clandestine, le cosiddette
comunità familiari.
Il movimento delle Tre Autonomie conta 23 milioni di membri e gode una relativa
tolleranza da parte delle autorità, purché rispetti le restrizioni che il governo le impone.
Il movimento delle comunità familiari, invece, non vuole sottoporsi a quelle restrizioni,
perché riconosce solo l'autorità di Gesù Cristo sulla Chiesa, per questo è spesso costretta a svolgere le sue attività clandestinamente.
La Chiesa cinese cresce fortemente, ma non ha sempre un fondamento solido e
profondo, per questo vi è la necessità di aiutare questi nostri fratelli con
la diffusione di Bibbie e corsi biblici, e sostenuti dalle nostre preghiere e
incoraggiamenti.
In questo paese di 20 milioni di abitanti si stima che ci siano fra i 200.000 e i 400.000 cristiani. Ogni forma di religione è
severamente vietata, tranne la venerazione del presidente Kim Jong Il e della sua ideologia
"juche". Questa ideologia atea insegna che
l'uomo deve redimere se stesso.
Questa ideologia condiziona sia la vita morale che la vita materiale del singolo
e della comunità. E' un concetto di autostima e autosufficienza che porta
all'isolamento, condizionando e limitando il benessere individuale e sociale.
Proprio a causa di questa dottrina di autosufficienza la Corea del Nord è diventata uno dei
paesi più poveri del mondo, nel quale si soffre una fame cronica. La persecuzione dei cristiani è mostruosa. Il possesso di una Bibbia basta per essere
rinchiusi in un campo di rieducazione a regime severo da dove quasi nessuno esce vivo. A scuola i bambini vengono spronati alla
delazione, anche dei loro genitori.

Cuba è la principale isola dei Caraibi
ed è uno degli ultimi baluardi del socialismo reale. Nel 1959 Fidel Castro
prese il potere al grido di "socialismo o morte", con una sommossa popolare.
La popolazione di 11.224.321 (stima al 2002) è costituita da: cristiani (47%);
non religiosi (35%); spiritisti (17%); e altri.
Cuba è una repubblica socialista.
Negli anni sessanta Castro dichiarò cattolici e protestanti "parassiti sociali" e molti religiosi e laici credenti furono costretti nei campi di lavoro
forzato in condizioni inumane. La costituzione di Cuba fu modificata nel 1992, garantendo libertà di religione, ma ancora oggi i cristiani sono imprigionati e le chiese distrutte.
La Società Biblica Cubana ha riaperto nel 1990 e fino ad ora ha stampato oltre un milione di copie della Bibbia.

Gli Emirati Arabi Uniti nascono nel 1971
quando gli Stati Truciali, fino ad allora sotto protettorato britannico, si uniscono
in una blanda confederazione di emirati. La popolazione conta 2.484.818 di
abitanti ed è composta da musulmani (65,5%), indù (17%), cristiani (9,5%), buddisti
(4%) e altro.
Gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di stati con specifici poteri delegati al governo
centrale e altri di pertinenza di singoli emirati. Non sono permesse elezioni o partiti politici. L'Islam è la religione di stato, con una maggioranza
Sunnita e una piccola minoranza Sciita.
La legislazione e l'atteggiamento dei governanti sono piuttosto tolleranti, ma solo con i lavoratori stranieri. Infatti è severamente proibito testimoniare la propria fede ai cittadini musulmani e le organizzazioni umanitarie devono rigidamente limitarsi all'aiuto materiale.
E' proibita la distribuzione di letteratura cristiana ai residenti.
La legislazione permette ai residenti stranieri di incontrarsi e professare liberamente la propria religione; è possibile
persino chiedere ai governanti locali di ricevere della terra per stabilirvi luoghi di culto. Non è però possibile evangelizzare, e la distribuzione di materiale evangelistico alla popolazione locale deve essere fatta con grande discrezione e solo in privato. Vi è comunque una calda accoglienza per questo materiale e per l'opera umanitaria delle missioni cristiane.

La guerra e la siccità
hanno dominato la vita di questo Paese africano negli ultimi 50 anni.
L'Eritrea è stata una
colonia italiana del 1890 al 1941, e venne annessa all'Etiopia nel 1951 dalle
Nazioni Unite.
A partire dal 1961 tre
movimenti di liberazione nazionale di stampo marxista hanno lottato per oltre 30
anni per ottenere l'indipendenza, che giunse finalmente dopo un referendum del
1993.
La guerra contro
l'Etiopia proseguì quasi ininterrottamente fino al 2000, ma la pace non portò
benessere, ma una dittatura militare tutt'ora al potere.
La popolazione è
composta da musulmani (48%), cristiani (47%) e diverse religioni tribali (5%).
La maggioranza quindi
della popolazione è suddivisa tra musulmani e cristiani ortodossi e le ali più
intransigenti di queste due confessioni hanno spesso attaccato altri gruppi
religiosi, principalmente i cristiani evangelici. nel 2002 il governo ha
proibito tutte le confessioni religiose eccetto quella musulmana, la cristiana
ortodossa, la cattolica romana e la luterana, mentre tutte le altre confessioni
subiscono una dura persecuzione.
Solo pochi missionari
operano oggi in Eritrea. Le chiese evangeliche sono costrette dalla persecuzione
ad agire clandestinamente, e sono in crescita i gruppi di cellule.

La diversità razziale,
etnica, religiosa e linguistica fa dell'India una nazione molto caratteristica.
Una popolazione di oltre un miliardo di abitanti sta uscendo lentamente da un
sistema ancora basato sulle "caste", e fatica a trovare una sua
dimensione di modernità.
I gruppi religiosi
predominanti sono: indù (78%), musulmani (12,5%), cristiani (2,5%), sikh (2%) e
altri minori.
L'India si è resa
dipendente dalla Gran Bretagna nel 1947, e attualmente è la più grande
democrazia funzionante al mondo, ma una serie di movimenti estremisti indù,
musulmani e partiti di stampo nazionalista, negli ultimi anni sono cresciuti
riuscendo a influenzare le maggiori strutture di potere.
Recentemente sono
cresciuti anche episodi di violenza, soprattutto contro i cristiani, come
conseguenza della rinnovata aggressività dei movimenti radicali indù.
Molti stati dell'India
hanno varato leggi "anti conversione", che puniscono severamente ogni
tentativo di conversione, ma spesso vengono usate come pretesto per perseguitare
missionari e pastori cristiani.
I missionari stranieri
hanno fatto molto anche nel sociale, ma di fronte alla vastità della realtà
indiana c'è molto ancora da fare per arrivare alla realizzazione dei valori di
democrazia e di libertà.

L'Indonesia è una
collezione di 13.000 isole nell'Oceano Indiano, ed è stata teatro di un fallito colpo di stato
comunista nel 1965. Dagli scontri emersero vincitori gli islamici, che uccisero molti avversari politici. Altri si convertirono al cristianesimo. L'influenza dei partiti islamici si sta estendendo sempre più nella società indonesiana, originariamente laica.
Conta 231.328.092
abitanti di cui: musulmani 80%; cristiani 16%; indù 2%; ed altri.
L'Indonesia è una repubblica. Secondo la legge, gli indonesiani devono scegliere una delle quattro principali religioni: Islam, Buddismo, Induismo
e Cristianesimo (protestante o cattolico). Questa indicazione viene inserita sulla carta
d'identità. Nella realtà i musulmani ricevono un trattamento preferenziale sugli altri gruppi religiosi, e usano questo potere per restringere la
libertà delle altre confessioni, soprattutto quella cristiana.
Già dagli anni '90, molti gruppi islamici hanno lanciato ripetutamente la Jihad contro la popolazione cristiana, che ha
causato oltre 8.000 morti e oltre 600 chiese distrutte dal 1996. Inoltre è stata organizzata una massiccia migrazione
di musulmani nelle aree tradizionalmente abitate dai cristiani. In questo modo i cristiani sono sempre più
emarginati e il livello della persecuzione continua a salire.
Negli ultimi 40 anni gli evangelici sono cresciuti in Indonesia da 1,3 milioni a 11,5 milioni. Le persecuzioni hanno
compattato la chiesa e accresciuto lo sforzo di evangelizzazione.

Nel 1979 si è scatenata la rivoluzione
islamica guidata dall'ayatollah Khomeini. Da allora hanno sempre aspramente
perseguitato i cristiani e hanno esportato in tutto il mondo la rivoluzione islamica.
L'Iran e la madre della corrente Sciita, che si distingue dall'altra corrente
Sunnita, perché non riconoscono le dinastie Abbaside e Omayyade. Promuove un
integralismo militante, sovvenzionando governi e guerriglie in vari parti del
mondo.
Ogni iraniano è considerato musulmano e non deve entrare in una chiesa. Solo le
minoranze etniche possono avere locali di culto cristiano.
Molti musulmani sono stanchi dell'islam, sotto la cui bandiera vengono perpetrati
tanti crimini e ingiustizie in questo paese. Di conseguenza ci sono pochi paesi come
l'Iran, dove tanti musulmani si sono convertiti al Signore Gesù.
Il nuovo presiedente Ahmedineiad ha deciso di impedire le conversioni al cristianesimo adottando misure rigide, di conseguenza le chiese non osano più accogliere gli (ex)
musulmani per paura di ritorsione e di spie.
Gli ex musulmani convertiti a Cristo ora sono costretti a riunirsi segretamente in
piccoli gruppi difficilmente controllabili dalle autorità, ma anche difficilmente
raggiungibili da sostenitori esterni.

Questa è la terra dove
gli Ebrei furono portati in cattività, e dove il profeta Daniele servì il re di
Babilonia. Dal 1979 al 2003 ha governato con pugno di ferro il dittatore Saddam
Hussein. La popolazione conta 23.114.884 (al 2000), ci cui: musulmani (97%); cristiani
(1,5%); e altri.
In Iraq recentemente si è stilata la nuova costituzione, grazie anche
all'occupazione americana e si sono svolte le prime elezioni democratiche nel
2005.
Dopo la caduta di Saddam Hussein i cristiani possono professare più liberamente
la propria fede, ma gli estremisti islamici, che si ribellano all'occupazione
della coalizione anglo-americana, continuamente prendono di mira chiese e luoghi
cristiani, sottoponendoli a vari attentati e violenze.
Al momento ci sono circa 70 congregazioni evangeliche in Iraq, ma le nuove
conversioni stanno solo rimpiazzando coloro che sono emigrati con il passato regime
dittatoriale.

Le Comore hanno ottenuto l'indipendenza dalla Francia
nel 1975. Da quel momento l'arcipelago allargo dell'Africa orientale è stato funestato da ben 19 tentativi di colpo di stato. Nel 1997 due isole (Nzwani e Mwali) hanno dichiarato la propria indipendenza;
nel 1999, dopo la salita al potere del colonnello Azali, è stato trovato un accordo di confederazione, sancito dalla nuova costituzione del
2001, che ha conferito grande influenza alla religione islamica.
La popolazione conta 614.382
di abitanti nel 2002, di cui: musulmani 98%; non religiosi/altro 1%; cristiani 1%.
Le isole Comore sono una repubblica federale ed erano governata da un solo partito fino
al 1990, quando fu eletto un governo democrati co. Dopo la secessione delle due isole, il colpo di stato del 1999, l'abrogazione della costituzione e la dichiarazione di una nuova struttura confederale più blanda non hanno unificato le Comore.
È proibita la testimonianza pubblica da parte dei cristiani, e i credenti non possono riunirsi apertamente. l cristiani hanno sofferto periodi di oppressione e di persecuzione e non
godo no dello stesso status civile e sociale dei musulmani.
Nelle Comore esistono 780 moschee, ma nessuna chiesa. Fino al 1973 la nazione non era praticamente evangelizzata. Una gran parte dei musulmani delle Comore è coinvolta in pratiche occulte e spiritiche.

Il Kuwait è un piccolo principato situato in un punto cruciale del Medio Oriente: tra Arabia Saudita, Iraq e Iran, affacciato sul golfo
Persico. Ricco di riserve petrolifere, venne invaso nel 1990 dalle truppe irachene di Saddam Hussein e
successivamente liberato nella cosiddetta "Guerra del Golfo". Da quel momento si è aperta una stagione di riforme e sono state tenute elezioni legislative.
La popolazione conta 2.183.000 abitanti, di cui molti lavoranti stranieri. Gruppi religiosi
sono composti di musulmani (87%), cristiani (8%), indù (2, 50%), e altri.
E' una monarchia costituzionale. Anche se la Guerra del Golfo ha fatto in modo che le rigide regole religiose del Kuwait fossero ammorbidite, la piena libertà religiosa non è ancora una realtà nel Paese arabo. L'Islam è la religione di stato. Solo i musulmani possono diventare cittadini. L'evangelizzazione è
proibita e il governo scoraggia il cristianesimo dando incentivi economici ai musulmani; le autorità kuwaitiane hanno persino acquistato grandi quantità di Bibbie per poi bruciarle.
Nonostante il supporto ufficiale alla religione islamica, in Kuwait è il materialismo che imperversa. La morale pubblica è in declino. Sono necessarie letteratura e materiale didattico
cristiano per marginare l'ignoranza e contrastare l'avanzamento del
materialismo.

Anche questa nazione è retta da un regime comunista. In linea di massima, la situazione della
chiesa laotiana è paragonabile a quella del Vietnam, ma il numero dei credenti è più esiguo. Ce ne sono
circa 100.000, cioè il 2 per cento della popolazione.
Alcune tribù, come gli Hmong, abitano in entrambe le nazioni, e come in Vietnam,
questi vengono perseguitati a causa dei loro presunti legami con l'America. Anche in questa nazione la Chiesa cresce soprattutto fra le minoranze etniche.
Nel 2005 si è verificato un miglioramento nelle condizioni dei cristiani, soprattutto nel sud del
Paese. Il governo centrale tratta con serietà le lamentele inoltrate a causa degli abusi perpetrati dalle autorità locali.
Da oltre 35 anni la Libia è governata da un solo uomo, il colonnello Muammar
Gheddafi.
Dopo anni di amicizia con altri regimi estremisti e di appoggio a gruppi terroristi, Gheddafi sta operando un graduale riavvicinamento all'Occidente.
Le sanzioni comminate dalle Nazioni Unite alla Libia sono state tolte nel 2003 e nel 2004 il leader libico ha annunciato la
rinuncia a progettare e costruire armi di distruzione di massa.
Gheddafi è preoccupato per la minaccia dell'estremismo islamico e per questo motivo ha cercato di placare i musulmani allargando l'applicazione della legge islamica.
La popolazione di 5.368.585 (al 2002) è composta da musulmani (96,5%) e cristiani
(3%).
I libici sono estremamente difficili da raggiungere con l'evangelizzazione e un certo numero di espatriati sta cercando di raggiungere i propri connazionali in Libia, ma sono frenati dalla sofisticata rete dei servizi segreti libici. La letteratura cristiana può entrare nel Paese solo segretamente.
I cristiani libici sono molto pochi. Quasi tutti i cristiani sono lavoratori stranieri, e i loro incontri sono attentamente e
costantemente monitorati dal governo. Le chiese cristiane sono limitate a una per denominazione in ogni città.
Le Maldive costituiscono un arcipelago
paradisiaco formato da numerosi atolli corallini nell'Oceano Indiano. La vita su queste
isole è incantevole per i turisti, ma non per i cristiani indigeni. L'Islam è l'unica religione riconosciuta per
i 300.000 abitanti. Come in Arabia Saudita, è assolutamente vietato praticare altre
religioni. Nel 1998, circa quaranta cristiani indigeni furono imprigionati e torturati, mentre 19
lavoratori stranieri furono espulsi. Grazie alle proteste internazionali i prigionieri vennero rilasciati più tardi. Le poche centinaia di cristiani che vi abitano devono tenere i loro culti nel segreto più assoluto. I turisti stranieri possono praticare la loro
fede in privato, a condizione che non la condividano con gli abitanti.

La Malesia è una federazione di 13 Stati
costituitasi in monarchia nel 1963.
Il Paese è suddiviso in due parti: quella peninsulare, all'ovest, e quella insulare a
est.
La popolazione conta 22.662.365 (al 2002), tra cui: musulmani (58%), buddisti/cinesi
(21%), cristiani (9%), indù (5%) e altro.
L'Islam è la religione
ufficiale e preferenziale nella penisola della Malesia, e il governo cerca di forzare questa situazione anche nella parte
est, dove l'Islam è minoritario.
In Malesia vi è una monarchia costituzionale.
La costituzione della Malesia garantisce la libertà religiosa, ma i fondamentalisti islamici fanno tutto ciò che è in loro
potere per limitare l'evangelismo cristiano. La letteratura cristiana è
consentita solo ai non malesi. Ai malesi invece non è consentito avere un luogo di culto cristiano. Il permesso di costruire nuove chiese non viene quasi mai concesso e le chiese domestiche sono fortemente scoraggiate. Lo zelo del governo di evitare che vengano utilizzati termini religiosi "non
autorizzati" ha portato a vietare la Bibbia e altri libri Cristiani.
In Malesia vi è mancanza di lavoratori cristiani, e molte chiese più piccole non hanno un pastore istruito nella Parola di Dio.

Il Marocco è stato invaso da eserciti arabi nel settimo secolo, che
portarono l'Islam con loro.
L'attuale re Hassan Il ritiene di essere un diretto discendente di Maometto.
Il Marocco ha una popolazione di 31.167.783 (stima al 2002), alla quasi
totalità di musulmani: 99%.
Il Marocco è una monarchia costituzionale. L'Islam sunnita è la religione di stato, e il governo ha il dovere di proteggerla.
Il Marocco è un ambiente ostile per i cristiani e per coloro che si convertono
dall'Islam. Molti hanno subito l'allontanamento forzato dalle loro famiglie, la perdita del lavoro e la prigione
a causa della loro fede cristiana.
Il lavoro missionario non è permesso, cosi come la conversione a un'altra religione.
A fatica sta emergendo la Chiesa nazionale. Nel 2000 sembra che esistessero solo
circa 20 piccoli gruppi di cristiani in tutto il Marocco.

Il Paese ha sofferto molto per le siccità prolungate e i conflitti etnici. La Mauritania è considerata una delle nazioni più
povere del mondo, e circa un terzo dei bambini soffre di denutrizione.
Conta una popolazione di 2.669.547 (stima al 2000) e quasi al 100% musulmani.
La forma di governo è una repubblica, e nel 1992 la giunta militare si è trasformata in un governo multipartitico, apparentemente
democratico, ma in realtà completamente dominata dal partito di governo. Nel 2000 i legami diplomatici con Israele hanno causato opposizione interna ed esterna al governo. La Mauritania è ufficialmente una repubblica islamica che pratica la sharia (legge
coranica), ma questa non è sempre messa in pratica.
La libertà di religione semplicemente non esiste in questo stato che è dominato da oltre 1.000 anni
dall'Islam. Per i cittadini è illegale entrare in case appartenenti a non musulmani, e chiunque confessi Cristo rischia, secondo la
legge, la pena di morte. La diffusione di letteratura cristiana, cosi come radio cristiane, non sono permesse. Il governo si impegna con zelo a tenere il cristianesimo lontano dalla gente.
La popolazione della Mauritania non è mai stata raggiunta dall'Evangelo. Non esistono chiese composte da indigeni,
ne ministri del posto. In vari parti del mondo vi è un pugno di credenti di origine mauritana.
In passato coloro che hanno mostrato interesse per il cristianesimo sono stati imprigionati.

Nei primi anni novanta
il Nepal è stato trasformato da monarchia indù a stato democratico. La
costituzione del 1990 garantisce teoricamente la libertà religiosa.
La popolazione (23.430.490)
è a maggioranza indù (75%), poi buddisti (16%), musulmani (5%), e cristiani (2%).
Il Nepal ha una democrazia parlamentare e monarchia costituzionale. L'assassinio
della maggior parte della famiglia reale nel 2001 ha gravemente destabilizzato
la nazione. Il proselitismo è vietato. Negli ultimi tre anni l'estremismo indù
è cresciuto, grazie anche a gruppi provenienti dall'India, che incitano
all'odio soprattutto contro i cristiani.
La chiesa in Nepal è cresciuta da 200.000 membri nel 1990 a circa 400.000 nel
2000. Le missioni hanno contribuito al miglioramento nelle condizioni di vita
dei nepalesi.

Dall'indipendenza dagli inglesi nel 1960 fino al 1999 la Nigeria ha goduto solo per un decennio di un governo liberamente eletto.
La popolazione è di 111.506.095 (al 2000), tra i quali il 52% di cristiani, il
41% di musulmani, il 6% a culti etnico/tradizionale.
La Nigeria è una repubblica in transizione da un governo militare a uno civile.
L'attuale presidente Olusegun Obasanjo, un cristiano devoto, sta cercando di portare pacificazione tra il nord, prevalentemente musulmano, e il sud, a maggioranza cristiana.
La maggioranza musulmana del nord ha reintrodotto la legge islamica (Sharia) che nega i diritti civili ai cristiani. Molti
di questi sono stati picchiati e uccisi, le chiese e le loro case distrutte, ma nonostante
l'estremismo islamico e le religioni tradizionali la chiesa è forte e dalla Nigeria
parono missionari per ogni parte del mondo.
Il sultano dell'Oman Qabus bin Said ha dichiarato: "Nel passato
l'Oman era nelle tenebre... ma una nuova alba sorgerà". Mentre Qabus è stato capace di
incrementare la ricchezza del Paese, rimane un'altra fonte di oscurità: quella
dei cuori degli abitanti dell'Oman, stretti nella morsa dell'Islam. Il sultanato
dell'Oman ha una popolazione di 2.541.739 (stima al 2000), nella quasi totalità
musulmani: 93%; mentre i cristiani sono solo il 3%.
Nel sultanato non sono permessi partiti politici, ma c'è un buon grado di libertà personale e di stabilità politica. L'Oman è
una delle nazioni socialmente più progressiste della regione. L'Ibadi (una
variante dell'Islam) è la vera religione di stato. Il sultano si è fortemente
opposto al fondamentalismo islamico sin dall'inizio del suo regno, nel 1990.
Le chiese e le attività ecclesiastiche sono permesse per le comunità di lavoratori stranieri, ma è proibito fare proselitismo tra i musulmani.
La popolazione cristiana consiste quasi interamente di lavoratori stranieri, con forse non più di 20 credenti
omaniti. Sono presenti quattro centri dove si incontrano cristiani di oltre 30 denominazioni e nazionalità
diverse e dove vengono tenuti culti in varie lingue. La Chiesa Riformata Americana mantiene una buona rappresentanza in Oman fin dal
1890. Gli ospedali e le cliniche fondate da essa, e i lavoratori missionari cristiani sono stati incorporati dal servizio sanitario nazionale.
Nel 1970 Hafez-el-Hassad conquistò il potere
con un colpo di stato militare, mantenendolo poi con il pugno di ferro fino alla sua molte nel
2000. attualmente il potere è nelle mani del figlio Bashar.
La popolazione è di 17.585.540 (stime di luglio
2000), prevalentemente musulmana (90%), i cristiani sono il 5%, i quali sono
tollerati e hanno libertà di culto all'interno della loro comunità, ma qualsiasi attività che minacci il governo o l'armonia comune è sotto
osservazione e l'evangelizzazione aperta non è consentita.
La minoranza cristiana è rispettata e influente nella sfera sociale, ma è in diminuzione per
via dell'emigrazione negli Stati Uniti e in Africa. Ai missionari stranieri non è permessa la residenza.

Dalla fine della guerra civile del 1991 e
dopo il ritiro dell'ONU nel 1995, questo paese è in preda a una anarchia totale. Nel Somali-land, la parte settentrionale della Somalia, la situazione è
migliore: questa regione si è dichiarata indipendente dalla Somalia, ma non viene riconosciuta tale dal mondo
internazionale.
L'Islam è la religione ufficiale e la Sharia è applicata ovunque, spesso da giudici auto costituiti. I reati vengono regolarmente
puniti con fustigazioni, taglio della mano e addirittura lapidazioni. Quasi tutti i cristiani indigeni sono fuggiti o sono stati uccisi.
Nel 2005 cinque musulmani convertiti sono stati assassinati. I pochi cristiani rimasti
vivono la loro fede nel segreto più assoluto. Ogni tanto una radio emittente cristiana
riceve una lettera da un ascoltatore somalo che scrive di essere, o di voler diventare, cristiano.

Lo Sri Lanka è una fertile isola tropicale
a sud dell'India; un potenziale paradiso, ma le guerre inter-etniche che si protraggono dal 1983 ne fanno invece una
nazione altamente a rischio, con una popolazione di 20.064.776.
I gruppi religiosi predominanti sono: buddisti (72%), indù (12%), musulmani (8%)
e cristiani (8%).
E' una repubblica, ma, di fatto, dai primi anni Ottanta è in atto una continua guerra civile tra la maggioranza cingalese e la
minoranza Tamil nel nordest del Paese, che ha causato oltre 60.000 morti. Dal 2002 è in atto un cessate il
fuoco e i colloqui di pace favoriti dalla mediazione norvegese si sono interrotti nel 2003.
Il buddismo è la religione di stato, e per questo motivo è protetto e incentivato; sebbene la libertà di culto sia sancita ufficialmente dalla costituzione, di fatto i non buddisti
vengono discriminati dal punto di vista della tassazione, del lavoro e dell'educazione. In particolare il cristianesimo è associato al colonialismo e come tale viene percepito come straniero.
Negli ultimi anni sono molto
cresciuti gli attacchi contro chiese, ministri e singoli credenti cristiani, e i buddisti stanno cercando di imporre una legge contro le conversioni che renderebbe illegale
qualsiasi forma di evangelizzazione.
Negli anni Ottanta e Novanta si è verificato un notevole fermento evangelico nello
Sri Lanka, ma ora l'opera è divenuta molto più difficile a causa delle reazioni ostili dei fanatici buddisti e delle forti restrizioni poste dalle autorità locali.

Il Sudan è la nazione più estesa dell'Africa. Il governo musulmano del Nord,
sostenuto finanziariamente e politicamente da altre nazioni arabe, ha dichiarato la jihad contro
il Sud con popolazione a maggioranza cristiana, causando oltre due milioni di morti
dal 1985.
Il Sudan conta una
popolazione di 29.489.719 (stima al 2000), tra cui: musulmani (65%); cristiani (23%);
etnico/tradizionale (10%); e altri.
Dal 1989 è al potere una giunta militare e il governo è controllato dagli estremisti musulmani, dal 1983 in lotta con le province del sud prevalentemente
cristiane.
L'obiettivo degli estremisti islamici è quello di eliminare il cristianesimo, e per far questo uccidono pastori, leader di chiesa e semplici
credenti; bombardano e distruggono scuole, chiese e ospedali, e operano conversioni forzate all'Islam
a coloro che prendono prigionieri nelle razzie dei villaggi.
La Chiesa, nonostante le atrocità, rimane viva e cresce. L'attività evangelistica è molto difficile, ma
gli spostamenti in massa, dovuti alla guerra, hanno portato molti a conoscere Cristo.

La Tunisia è una delle nazioni e delle
società più aperte del mondo arabo. La maggior parte delle persone ricerca valori laici: lavoro,
ricchezza, e cosi via.
Ha una popolazione di 32.277.942 (stima al 2002), con la quasi totalità di musulmani:
97%.
E' una repubblica, e l'Islam è la religione di stato; ma il governo mantiene un atteggiamento
laicista, per cui l'Islam politicizzato viene fermamente contrastato da fanatici
musulmani.
La letteratura cristiana non può essere distribuita pubblicamente, e il governo non è favorevole alla
evangelizzazione, ma mostra una certa tolleranza verso i credenti stranieri.
I credenti conosciuti sono circa 300 in Tunisia, ma solo la metà di essi si incontra regolarmente per il culto. Un movimento di preghiera in accordo per la Tunisia verificatosi nel 1999 ha portato a un numero significativo di conversioni.

Come Impero Ottomano è
stata per secoli a guardia dei luoghi sacri dell'Islam. Nel ventesimo secolo il
numero dei cristiani è calato fortemente, mentre l'influenza dell'Islam è
cresciuta. Conta una popolazione di 66.590.940 (stima al 2000), di cui: musulmani
(99%); cristiani 0,30%; e altri. La forma di governo è una repubblica
democratica parlamentare, e dalle riforme degli anni '20 la Turchia è
ufficialmente uno stato non teocratico.
Le garanzie costituzionali di libertà religiosa spesso non sono rispettate.
Molti politici, la polizia e gli estremisti islamici mostrano insofferenza per
le minoranze religiose e i cristiani in particolare.
Il numero dei cristiani, dopo persecuzioni e massacri all'inizio del secolo, è
calato dal 22% della popolazione allo 0,30%. Ben pochi turchi di oggi hanno
sentito parlare del Vangelo.

In questo Paese c'è ancora
il regime comunista al potere, dunque un regime ateo. La necessità di valuta estera, e quindi di consensi
internazionali, costringe il governo a tollerare le chiese, pur mantenendole sotto controllo.
La persecuzione più aspra viene diretta contro le denominazioni e i gruppi che si
sottraggono al controllo governativo. Molti di questi gruppi si trovano sugli altopiani,
fa le minoranze etniche montane. Queste tribù sono state perseguitate a causa della
loro presunta collaborazione con gli americani durante la guerra; i cristiani fra loro
sono doppiamente perseguitati.
La Chiesa evangelica del Vietnam cresce velocemente, anche grazie ai corsi per responsabili. Valutiamo che ci siano circa
1,3 milioni di evangelici, di cui i tre quarti appartengono alle etnie montane
ferocemente perseguitate. In confronto al 2004 la sorte lei cristiani vietnamiti
è migliorata un pò.

Lo Yemen figura per la prima volta fra i primi dieci paesi del mondo con
restrizioni per il Cristianesimo. La popolazione di questo paese più meridionale
della penisola arabica è quasi al cento per cento islamica. Come nella confinante Arabia
Saudita, la Sharia vige anche nello Yemen. Soltanto gli stranieri hanno il permesso di
confessare un'altra fede, ma l'evangelizzazione è assolutamente proibita.
Tuttavia, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, un numero sempre maggiore di yemeniti si converte a Cristo, anche se solo pochi osano dichiararlo. E' possibile che ci siano molti più cristiani di quanto pensiamo. Nel 2005 alcuni ex musulmani convertiti a Cristo sono stati arrestati e
maltrattati, ma dopo aver pagato una multa la maggioranza li loro è stata rilasciata.
Ai tempi di Maometto lo Yemen era un regno cristiano che diede ospitalità ai
musulmani che fuggivano dalla Mecca prima che questa città fosse conquistata
dall'islam, ora invece gli yemeniti sono molto ostili verso cristiani.
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