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PICCOLO NOTIZIARIO DEI CRISTIANI PERSEGUITATI |
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Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro; e di quelli che sono maltrattati, come se anche voi lo foste! (Ebrei 13:3)Notizie di Dicembre 2006/1(fonte: Porte Aperte)
AzerbaijanDiscriminazione per il nome cristiano. Nato il 18 giugno scorso, in una famiglia cristiana, nell'Azerbaijan settentrionale, Ilya Eyvazov non ha ancora ufficialmente un nome. Le Autorità locali nella città di Aliabad si rifiutano di rilasciare un regolare certificato di nascita al padre del bambino, Novruz Eyvazov,
membro di una chiesa battista della zona, perché è un nome cristiano.
NigeriaViolenze contro chiese cristiane.Jummai è una sarta, nella città di Dutse, Nigeria settentrionale. Alcuni giorni
fa ha aperto il suo negozio senza avere nessuna idea di quello che sarebbe accaduto in seguito. Ma nel pomeriggio uno scambio di opinioni con alcuni clienti mussulmani ha attirato la collera di alcuni islamici locali
fanatici e, improvvisamente, una folla adirata ha tentato di aggredire la sarta
con lo scopo di ucciderla, perché, secondo loro, ha offeso il profeta Maometto. La disputa ha dato origine ad una spirale di violenza che ha portato conseguenze per tutto il giorno.
Di conseguenza, 16 Chiese sono state bruciate, 6 cristiani feriti ed almeno 2.000 cristiani non hanno più un tetto.
I leader della chiesa locale affermano che la polizia ha ignorato le loro richieste di aiuto. Nel frattempo, il governatore dello stato di Jigawa ha fatto sapere ai leader cristiani che la ricostruzione delle chiese distrutte
sarà possibile solo in zone limitrofe alla città, forzando così uno spostamento delle chiese.
EritreaCristiani torturati a morte.Una pattuglia della polizia di sicurezza eritrea, ha torturato due Cristiani a morte. Il grave fatto è accaduto ieri, due giorni dopo il loro arresto, per aver tenuto servizi religiosi in una casa privata a sud di Asmara. Immanuel Andergergeresh, 23 anni, e Kibrom Firemichel, 30 anni, sono morti in una prigione militare situato nella periferia della città di Adi-Quala. I due sono stati poi seppelliti nei pressi del campo dove avevano prestato servizio militare. L'arresto è avvenuto il 15 ottobre, insieme ad altri 10 cristiani, tre donne e sette uomini, durante un culto di adorazione nella Chiesa Evangelica Rhema. La sorte degli altri dieci rimane ancora ignota. Questi fatti sono avvenuti dopo la detenzione di un cittadino americano da parte delle autorità locali, i quali hanno anche riportato in prigione una cantante popolare cristiana, Elen Berhane, che era stata ricoverata in ospedale per tre giorni, come conseguenza dell'aver speso 29 mesi in un container di metallo. La gamba di Berhane era stata danneggiata seriamente nel corso di un maltrattamento subito al tempo dell'arresto avvenuto nel maggio del 2004. Fonti dirette hanno riferito
che Elen è tornata al campo militare dove può camminare con l'aiuto di una
canna per sostegno.
IraqSerie di sequestri di preti caldei cristiani. Un prete Caldeo è stato rapito, mentre si trovava davanti la sua casa a Baghdad, la settimana scorsa, per poi essere rilasciato domenica 10 dicembre. Così ha riportato nel suo stesso sito web ufficiale. Padre Samy Abdulahad Al-Raiys è stato liberato, dopo sei giorni e lasciato nella strada vicino l'Università di Tecnologia. La condizione fisica e le circostanze specifiche della sua liberazione rimangono ignote. "E' il quinto prete rapito; due di loro sono stati uccisi a Mosul," ha commentato un prete di Baghdad,
che ha richiesto di restare anonimo. "Così molti di noi sono spaventati. E ci chiediamo: Chi sarà il prossimo?". "Se le richieste dei rapitori fossero state di ordine politico, si sarebbe saputo, perché subito dopo il rilascio c'è calma e nessuna notizia trapela per chiarire l'accaduto? La situazione difficile, dunque, non è solo frutto del conflitto tra Cristiani e musulmani, ma vi sono anche obiettivi di bande vari", ha detto un prete.
IranArrestata una coppia di cristiani. Dopo essere stati trattenuti per nove giorni in custodia dalla polizia segreta, Reza Montazami e sua moglie, Fereshteh Dibaj, sono stati rilasciati su cauzione questa mattina. Ciò è stato concesso dalla Corte Rivoluzionaria della città di Mashhad. Gli anziani genitori di Montazami hanno pagato la cauzione per la coppia. Non è chiaro ancora per quale ragione ufficiale i due sono stati portati via da casa in maniera improvvisa nove giorni fa, nell'occasione, la polizia ha anche confiscato i loro computer e tutti i materiali cristiani. Sembra chiaro il collegamento con le attività cristiane che i due svolgono in un paese islamico radicale. Il fratello di Fereshteh, Issa Dibaj, ha detto di aver parlato a telefono con loro e che i due non hanno subito maltrattamenti durante la detenzione. Ai genitori di Montazami è stato fatto firmare un documento in cui si impegnano a non avere più riunioni cristiani nella casa della coppia che è di proprietà dei genitori. Non è ancora chiaro se un impegno simile è stato fatto firmare alla coppia prima del rilascio.
Si ricorda che lei è la figlia più giovane di Mehdi Dibaj, un pastore ucciso nel 1994, come conseguenza della sua fede in Cristo
e per il suo coraggioso servizio cristiano, portato avanti anche dopo aver subito varie minacce. Mehdi era stato messo in prigione dalla polizia e condannato a morte per
apostasia, ma è rilasciato dopo la grande mobilitazione dei cristiani di tutto il mondo. Subito dopo,
però, è stato rapito e poi ucciso. ............................................................
Arresti a Teheran. Il 10 dicembre scorso la Polizia segreta iraniana ha cominciato a fare incursioni e ad arrestare leaders del movimento cristiano indigeno dei "Gesù Solo". I raid nelle case hanno avuto luogo senza preannuncio, fin dalle prime ore dalla mattina a Tehran, Karaj, Rasht e Bandar-i Anzali. Nei cinque giorni seguenti, molti membri delle comunità sono stati arrestati per uno o più giorni e sono stati interrogati dagli agenti della polizia, per essere poi rilasciati. Al momento però, otto rimangono agli arresti, ci sarebbe anche una donna tra i detenuti. Secondo una fonte, gli arrestati devono rispondere ad alcune precise accuse, 10 in tutto, fra queste:
"attività di evangelizzazione" e "azioni a danno della sicurezza nazionale" in Iran.
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