Parole di vita
| Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno». |
Come mai i cristiani insegnano l'immortalità dell'anima, mentre nella Bibbia c'è scritto che l'anima muore?
Risposta
Si deve distinguere quando nella Bibbia viene menzionata l'anima riferendosi all'individuo nella sua completezza, e quando si riferisce ad una componente dell'individuo, appunto l'anima.
Questa differenza e rimarcata in linea generale tra l' Antico ed il Nuovo Testamento.
Per esempio in Numeri 23:10 e 1Re 19:4 si parla del fatto che "l'anima" muore e si intende sempre l'individuo come unicum, in senso lato, mai l'anima come elemento che compone l'individuo in senso stretto.
Questo vale sopratutto per i passi come in Ezechiele 18:4 dove sta scritto: "L'anima che pecca morrà".
Ovviamente qui si intende l'individuo nella sua completezza spirito, anima e corpo come morte spirituale, condizione di eterna lontananza da Dio, poiché un'anima isolata dal resto dell'individuo non può peccare, ne morire.
La mortalità è una caratteristica che nel Nuovo Testamento compare solo in collegamento con il corpo fisico, vedi: Romani 6:12 ; Romani 8:11 ; 1Corinzi 15:53 ; 2Corinzi 4:11 ; 5:4.
Infatti il corpo fisico fa parte della sfera del visibile e del corruttibile, mentre il nuovo corpo, che verrà attribuito all'individuo alla risurrezione sarà incorruttibile ed adatto per vivere in eterno, con l'anima e lo spirito rigenerati.



