Parole di vita
| Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore». |
Chi era Maometto?
Risposta
Maometto nacque a La Mecca verso il 570 da una delle famiglie della tribù di Quraysh, ricchi mercanti in lotta fra loro per il dominio sulla città.
Rimasto orfano e povero, a sei anni fu adottato da uno zio; viaggiò molto alla guida di carovane, finché all'età di 25 anni conobbe la vedova Khadigia, che dirigeva un grosso traffico di carovane, e la sposa.
In poco tempo Maometto divenne un uomo ricco e importante ed ebbe l'appoggio della potente famiglia della moglie.
Intorno ai 40 anni, in seguito ad una visione, Maometto cominciò a predicare una nuova fede religiosa, i cui principi sono contenuti nel Corano; questo libro, che racconta gli insegnamenti di Maometto, non è stato scritto direttamente da lui, ma in secondo tempo, dai suoi primi seguaci.
La sua religione è rigidamente monoteista: c'è un solo dio: Allah; di cui Maometto è il suo inviato.
I primi seguaci di Maometto furono i suoi familiari e pochi meccani, soprattutto giovani e poveri.
I ricchi mercanti di La Mecca gli furono ostili, perché temevano di perdere il loro potere.
Questa ostilità spinse Maometto e i suoi primi seguaci a rifugiarsi nella città di Medina, nel 622, l'anno dell'Egira (la fuga), dal quale i musulmani fanno iniziare l'era dell'Islam.
A Medina Maometto organizzò politicamente i musulmani, che diventavano sempre più numerosi, e cominciò a guidarli in spedizioni militari contro i meccani.
In quel periodo gli Ebrei di Medina tentarono di opporsi al potere crescente di Maometto, ma con un intervento di forza furono debellati e costrinse i superstiti ad abbandonare la città.
Anche i tentativi dei meccani, di vincere con la forza Maometto e i musulmani, fallirono. Allora alcuni dei vinti, ricchi mercanti, si convertirono e si allearono con Maometto.
Da lì Maometto incomincio l'organizzazione militare dei suoi seguaci, prendendo forza l'espansione dell'Islam.
Nel 630 l'esercito dei musulmani entrò, guidato da Maometto, a La Mecca.
Gli Arabi, abitanti della penisola Arabica, non erano militarmente organizzati e vivevano principalmente di commercio, così coloro che si andavano sottomettendo, anche con la forza, al nuovo conquistatore incominciarono a costituirsi come un popolo unito dalla fede in Allah, una fede che spingeva ad una guerra "santa" per sottomettere (militarmente e economicamente) ai credenti altri popoli e allargare così il loro credo.
Alla morte di Maometto, nel 632, tutto era pronto per l'espansione degli Arabi.
I primi successori di Maometto, chiamati Califfi, continuarono l'opera di conquista fuori la penisola Arabica, riuscendo ad occupare la Siria, la Palestina, l'Impero Persiano, l'Egitto e le altre regioni dell'Africa settentrionale.



