Perché
viviamo?
Shakespeare affermò che "senza Dio il mondo è una storia raccontata da un idiota, piena di suoni e di furia, ma senza alcun
significato, e che nell’universo secolare l’uomo era stato condannato a vivere senza alcun
significato". Ma un sistema di pensiero che porta a queste conclusioni non può durare a lungo. L’uomo ha un disperato bisogno di sentire che la sua vita ha un significato più alto di quello che proviene dall’essere una ruota in un meccanismo impersonale. Così Marvin Oxenham inizia un paragrafo del secondo capitolo del libro:
"C’è veramente l’oro alla fine dell’arcobaleno?". L’uomo dunque cerca con ogni mezzo di trovare risposte valide alla sua domanda:
"Perché vivo?". La decisione dell’uomo di vivere senza Dio lo porta ad un vuoto interiore, per questa ragione è spinto a trovare la soluzione del problema nelle distrazioni, nelle filosofie e nei vizi di questo mondo. Interroga gli astri, i maghi, gli spiriti, gl’indovini, cerca risposte nell’esoterismo, e non da ultimo nel nuovo sistema di pensiero:
La New Age. Non sempre però conosce cosa c’è dietro a queste
realtà.
Tutte queste cose sono strumenti e campo di Satana; mezzi e
realtà con i quali tiene le persone a lui soggette, sia che
sono essi consapevoli, che inconsapevoli.
L’astrologia.
Nel dizionario leggiamo che è lo studio degli astri e dei i loro influssi sugli uomini allo scopo di prevedere gli eventi futuri. L’astrologia è nata nell’antica Babilonia ed è stata largamente utilizzata da molte persone nel corso della storia. Quando Dio fece entrare il suo popolo nella Terra Promessa gli impartì quest’ordine:
"Non si trovi in mezzo a te (…) chi pratichi la divinazione, né indovino, né chi interpreta presagi, né chi pratica la magia, né chi usa incantesimi, né un medium che consulta spiriti, né uno stregone, né chi evoca i morti (culto dei morti). Perché tutti quelli che fanno queste cose sono in abominio al
Signore" (Deuteronomio 18:10-14). Anche se qui non si parla direttamente di astrologia, essa è in ogni modo sottintesa, perché l’astrologia è una pratica divinatoria.
La divinazione.
È l’acquisizione di una conoscenza nascosta mediante percezioni paranormali. È una pratica antica quanto l’uomo, già menzionata nella Sacra Scrittura. Dio condanna la divinazione, perché l’uomo si rivolge ad
altri (in questo caso, con l'ausilio di demoni), invece che al Signore, per conoscere cose nascoste.
La magia, o stregoneria.
È una usanza più chiaramente contraria e ostile a Dio.
Lo spiritismo.
La scienza degli spiriti è l’anima dell’occultismo, ingloba divinazione, magia e pratiche
pseudo religiose. È come un ponte tra filosofie orientali e superstizioni occidentali. Possiamo includere anche il culto (e il contatto) dei morti e degli
extraterrestri.
L’esoterismo.
È l’insieme di dottrine occulte rivelate solo agli iniziati e nascoste alla massa. Sono antichi misteri religiosi di culti pagani adattati alle esigenze moderne. Né la parola
"spiritismo", né la parola "esoterismo" si trovano nella Bibbia, ma troviamo
invece: "medium ed evocatore", che sono integrati
nello spiritismo e nell'esoterismo.
La superstizione.
È l’atteggiamento di base dell’occultismo. Talismani, amuleti, astrologia, gatti neri, e così via. La superstizione falsifica la realtà, è una forma di fede positiva o negativa in oggetti o situazioni, anziché in Dio.
Il New Age – La Nuova Era.
È una sorte di religione che si diffonde specialmente nei paesi che hanno avuto il privilegio di conoscere il cristianesimo. Entra in politica, sui posti di lavoro, alla radio e alla televisione, nelle case, nelle persone. Dove passa toglie i principi morali e religiosi sui quali è fondata la nostra società. Il New Age ci propone di trovare la nostra divinità mediante l’occultismo, l’esoterismo e la magia. Ci offre un dio cosmico, impersonale, con un paradiso per tutti. Secondo Walter Martin, il New Age è
"il risveglio dell’occultismo antico, avendo legami storici con le pratiche religiose e occulte dei Sumeri, degli Egizi, dei Caldei, dei Babilonesi e dei
Persiani". Così si moltiplicano i veggenti, i maghi, gli astrologhi, e noi ritorniamo indietro nel tempo. Ma se torniamo alla Bibbia, non siamo davanti ad un dio cosmico impersonale per il quale tutto va bene, ma davanti ad un Dio
santo e giusto.
L’idolatria.
Tema molto ricorrente nella Bibbia. Sono molti i richiami e le esortazioni che Dio ha rivolto al suo popolo per farlo desistere da questo sviamento in cui spesso cadeva. Qual è il primo dei dieci comandamenti?
"Non avrai altri dèi davanti a me. Non ti farai scultura né immagine… non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai…" (Esodo 20:3-5). Gli idoli moderni hanno forse un altro nome rispetto a quelli antichi, ma la sostanza non cambia. La nostra società è basata su una filosofia umanistica che innalza l’uomo al posto di Dio, considerandolo l’unico essere capace di gestire la sua esistenza. Lo sviluppo tecnologico e l’orgoglio gli fanno credere che questo sia vero. È una nuova forma di religione:
"Io esalto me stesso". Perché Dio odia tanto l’idolatria? Perché è una forma di ribellione. Con essa non accettiamo l’autorità e la volontà di Dio. Vogliamo sostituirgli qualcosa o qualcun altro. Rifiutiamo l’ordine e il piano di Colui che ha fatto ogni cosa bene e perfetta. Questo fatto è illustrato nel racconto della creazione: Eva fu ingannata dal
Tentatore che le prometteva di diventare come Dio,
ma cadde molto in basso. Ancora oggi la storia si ripete, basta guardare i richiami verso le pratiche occulte che
fanno credere di dare
"autorità" all’uomo. Sono molti i richiami a rifiutare
Dio!
L'uomo ha bisogno di risposte.
Dove trova l’uomo le risposte alle sue domande? Dai maghi? Dai maestri dell’occulto? Dai cartomanti? Sono professioni, queste, un tempo combattute per il degrado morale e spirituale che recavano, e oggi, invece, legalizzate e accettate come un progresso sociale perché
"aiutano" le persone in difficoltà. Ma è proprio così?
Ecco cosa troviamo scritto nel libro del profeta Isaia: "Se vi dicono: Andiamo a consultare gli indovini e quelli che evocano gli spiriti… rispondete: Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Perché si rivolgerebbe ai morti (culto dei morti) per i
vivi?" (Isaia 8:19).
Trovo strano che molte persone religiose non tengano in nessun conto quello che Dio dice nella sua Parola. Credo che se uno vuole essere cristiano dovrebbe anche interessarsi di quello che Dio vuole. Lui non vuole crearci problemi, vuole dare risposte ai nostri interrogativi. Vuole dirci da dove veniamo, dove ci troviamo e dove stiamo andando.
È vero che ci sono persone talmente disperate - per esempio a causa delle sofferenze di una malattia - da ricorrere a chiunque promette guarigione. Ma chi tiene conto delle conseguenze spirituali? Quando ci esponiamo all’influsso di coloro che operano con l’aiuto degli spiriti, entriamo in un campo occulto che ci allontana da Dio. Alcuni usano il nome del Signore, ma non lo conoscono. Possono anche indovinare qualcosa del futuro, ma questo non viene da Dio.
Il Signore vuole aiutare, ma secondo il suo piano! Gesù continua ad invitarci:
"Venite a me, voi che siete stanchi ed aggravati, io vi darò
riposo". Solo con lui siamo veramente al sicuro e solo da lui avremo le risposte che nessuno su questa terra può darci.
Giovanni
Selcioni
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