|
Rubriche -
Primo piano
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Il concetto ecumenico, ovvero la Grande Confusione.
E' una caratteristica degli uomini, potenti e non, degli ultimi tempi, quella di creare convergenze e tentare unità, anche non omogenee. Vi è una confusione generale e una grande mescolanza di concetti, credi, opinioni ed altro: moderno Pantheon. Ma il danno maggiore viene da quelli che si reputano e si autodefiniscono "guide spirituali", che si accaparrano il compito (dato da chi?) di condurre il mondo verso la pace e la sicurezza. Vi è confusione in ogni settore del presente malvagio secolo: nelle ideologie politiche, nelle iniziative religiose, nelle decisioni di governi... Ognuno, responsabile o meno, presenta le proprie iniziative e proposte per la gestione della società odierna: finanza, flusso migratorio delle genti, rapporti diplomatici tra i diversi governi mondiali, regolarizzazione dei nuovi mercati in vista dell'espansione cinese e indiana, e anche per la "questione palestinese". In questo calderone non manca la voce degli scienziati, menti illuminate, i quali, con la creazione del convegno permanente di Erice, pretendono di gestire e dirigere le sorti della terra, influenzando e suggerendo direttive ai governanti e legislatori del pianeta. Naturalmente, non poteva mancare la confusione religiosa, più strettamente, come quella di Papa Benedetto XVI, che sembra (per lui) essere la linea ideologica di uno pseudo moderno cristianesimo. Tutto questo nella Bibbia è raffigurato con una donna, prostituta, chiamata "Babilonia (confusione), La Grande" (Apocalisse 17:5 ).
|
|
Cristianesimo a confronto |
|
|
|
|
Rubriche -
Primo piano
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Alcune domande: Quali sono gli strumenti o gli organi che potrebbero dare, oggi, una giusta valutazione sul livello di vita cristiana della nostra società? Ma forse è più corretto prima prendere in considerazione un altro aspetto della realtà cristiana di oggi: quanti e chi sono consapevoli dell'odierna situazione del cristianesimo di massa di oggi? E chi sono coloro che pensano che c'è di bisogno di rivedere e cambiare qualcosa nella nostra vita di singolo e di nazione per essere coerenti con il nome di CRISTIANO che portiamo? Sicuramente oggi la massa, la maggioranza, non si rispecchia nei valori del cristianesimo. Questo fatto sicuramente non lo può intravedere colui che è al di fuori del cristianesimo, ma è un dato di fatto di una consapevole scelta della maggioranza stessa. Colui che vive al di fuori del cristianesimo crede che i "cristiani" debbono essere così, proprio come questi si presentato. Non hanno ne l'intenzione ne i mezzi per poter valutare questa realtà. Quello che possono fare è il confronto con se stessi; può venire anche un confronto con altre realtà religiose, dove, in alcuni casi, la loro etica prevale sulla nostra. Non ci dobbiamo scandalizzare se ci accusano che come cristiani abbiamo organizzato le Crociate, tollerato lo Schiavismo, incoraggiato e sovvenzionato le Colonizzazioni, creato l'Inquisizione, collaborato con tiranni e dittatori, ignorato volutamente il Nazismo e il Fascismo, benedetto armi e mezzi di guerra ed altro ancora. Secondo alcuni ultimi indagini, sono pochi, oggi coloro che possono essere definiti cristiani. La maggior parte delle persone comuni, che sono definiti "cristiani", non seguono neanche quelle elementari regole di vita e usi che sono caratteristiche proprie cristiane, e che dovrebbero fare distinguere, almeno anche nell'apparenza, colui che non professa la religione cristiana (cioè il PAGANO), dal cristiano. Si vive tranquillamente nel peccato, perché questo è spesso giustificato e molte volte ammirato e acclamato. Sono chiuse le bocche di coloro che dovrebbero denunciare il peccato e che possono avere molta risonanza anche a livello nazionale, perché molti di essi vivono negli stessi peccati. Al massimo, quando, una volta ogni tanto, qualcuno esce fuori dal coro, si bada bene a non essere contagiati dal loro tenore di vita e dal loro modo di vedere il Cristianesimo, si ammira falsamente la loro devozione a Dio, e quando non c'è più lo si acclama anche come un santo.
|
|
Rubriche -
Primo piano
|
|
Scritto da Redazione
|
|
Origini del Carnevale.
Il Carnevale è un periodo e un evento dell'anno caratterizzato da animato divertimento e festeggiamenti burleschi; pur non essendo una festa liturgica, tradizionalmente coincide con i giorni precedenti la Quaresima. Consiste in un rovesciamento buffonesco della realtà, spesso celebrato con balli, sfilate e cortei di carri allegorici, situazioni di incontro e festa collettiva, caratterizzate tutte dalla presenza di maschere. La parola deriva forse dal latino carrus navalis, o dal latino medievale carnem levare, "togliere la carne" dalla dieta (in osservanza al divieto cattolico di mangiare carne durante la quaresima). Leggendo letteralmente la parola, così com'è oggi, CARNEVALE può significare "carne-vale", ovvero "vale la carne", e ancora "è ammessa la carnalità": perfettamente quello che il Carnevale vuole essere. I festeggiamenti hanno origine molto remota e si ricollegano ad antichi riti pagani: la maschera, ad esempio, attualmente segno di buffa trasgressione e divertimento, nelle civiltà pre-cristiane, era considerata strumento atto a conferire a chi la indossava un potere sovrannaturale, o la forza degli animali sacri raffigurati; si riteneva inoltre che le manifestazioni di ilarità potessero scacciare gli spiriti maligni. In seguito all'avvento del cristianesimo, nei riti del Carnevale vi è stato tolto, apparentemente, il carattere magico-rituale, mantenendo quelle caratteristiche di occasione di divertimento popolare eccessivo e peccaminoso fedeli all'originale.
|
|