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Alcune domande: Quali sono gli strumenti o gli organi che potrebbero dare, oggi, una giusta valutazione sul livello di vita cristiana della nostra società? Ma forse è più corretto prima prendere in considerazione un altro aspetto della realtà cristiana di oggi: quanti e chi sono consapevoli dell'odierna situazione del cristianesimo di massa di oggi? E chi sono coloro che pensano che c'è di bisogno di rivedere e cambiare qualcosa nella nostra vita di singolo e di nazione per essere coerenti con il nome di CRISTIANO che portiamo? Sicuramente oggi la massa, la maggioranza, non si rispecchia nei valori del cristianesimo. Questo fatto sicuramente non lo può intravedere colui che è al di fuori del cristianesimo, ma è un dato di fatto di una consapevole scelta della maggioranza stessa. Colui che vive al di fuori del cristianesimo crede che i "cristiani" debbono essere così, proprio come questi si presentato. Non hanno ne l'intenzione ne i mezzi per poter valutare questa realtà. Quello che possono fare è il confronto con se stessi; può venire anche un confronto con altre realtà religiose, dove, in alcuni casi, la loro etica prevale sulla nostra. Non ci dobbiamo scandalizzare se ci accusano che come cristiani abbiamo organizzato le Crociate, tollerato lo Schiavismo, incoraggiato e sovvenzionato le Colonizzazioni, creato l'Inquisizione, collaborato con tiranni e dittatori, ignorato volutamente il Nazismo e il Fascismo, benedetto armi e mezzi di guerra ed altro ancora. Secondo alcuni ultimi indagini, sono pochi, oggi coloro che possono essere definiti cristiani. La maggior parte delle persone comuni, che sono definiti "cristiani", non seguono neanche quelle elementari regole di vita e usi che sono caratteristiche proprie cristiane, e che dovrebbero fare distinguere, almeno anche nell'apparenza, colui che non professa la religione cristiana (cioè il PAGANO), dal cristiano. Si vive tranquillamente nel peccato, perché questo è spesso giustificato e molte volte ammirato e acclamato. Sono chiuse le bocche di coloro che dovrebbero denunciare il peccato e che possono avere molta risonanza anche a livello nazionale, perché molti di essi vivono negli stessi peccati. Al massimo, quando, una volta ogni tanto, qualcuno esce fuori dal coro, si bada bene a non essere contagiati dal loro tenore di vita e dal loro modo di vedere il Cristianesimo, si ammira falsamente la loro devozione a Dio, e quando non c'è più lo si acclama anche come un santo.
Ecco alcuni stili di vita tranquillamente praticati: - La maggior parte dei "cristiani" di oggi non dedica neanche un giorno alla settimana per le cose di Dio (almeno la Domenica dovrebbe servire per questo); - Nel mondo del lavoro si pratica tranquillamente l'evasione fiscale, mentre Gesù ha detto: "Date a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare"; - L'adulterio è all'ordine del giorno nelle relazioni amichevoli; quante amicizie vengono infrante e interrotte per colpa dei desideri illeciti. Gesù ha detto che il solo desiderare la donna (uomo) degli altri è peccato..., e i peccati non portano cose buone; - Nei discorsi che si fanno, durante la giornata e nelle più svariate occasioni non si fa minimamente riferimento a Dio, tranne che per bestemmiarlo; - Il consumismo e la TV hanno accecato le menti delle persone (consenzienti), le quali desiderano e ricercano cose e oggetti che vanno molto al di la delle proprie possibilità economiche, che apportano malcontenti, delusioni, scoraggiamenti ed esaurimenti nervosi. L'apostolo Paolo diceva (ai cristiani): "Siate contenti dello stato (condizione) in cui vi trovate"; - Si cerca di mettere sempre se stessi al primo posto e si creano rapporti solo in vista del beneficio che se ne può trarre; non si pensa al bene degli altri; non si dedica del tempo e delle facoltà al servizio degli altri, solo alcuni che riescono a fare queste cose, mentre sono in vita, vengono derisi e alla fine quando muoiono li fanno santi e gli fanno le statue... sempre per motivo di lucro; - I propri soldi debbono servire per realizzare i propri sogni, che alla fine sono soltanto capricci inutili e, molte volte, dannosi. Non si cerca il bene comune, "quello che è mio è mio e quello che è tuo è pure mio".
I tempi di oggi rinnegano anche la validità di un detto che è stato famoso e realistico diversi secoli fa: "Voce di popolo, voce di Dio". A quale dio inneggia oggi questo popolo, chiamato cristiano a vergogna del cristianesimo stesso, se non al dio SPORT, al dio DENARO, al dio SESSO, al dio SPETTACOLO, al dio VACANZA, al dio MODA, etc.? Le nazioni (cioè le nazioni cristiane) che oggi dovrebbero essere luce e punto di riferimento per nazioni pagane, idolatre, che vivono nelle tenebre, sono diventate anch'esse tenebrose, idolatre, blasfeme e corrotte più delle altre. Non vogliamo fare i nostalgici, ma i giusti valori sono sempre giusti valori. Riguardo gli insegnamenti di Cristo, non si può dire che passano di moda. Diciamo che cambiano i tempi, ma il cuore dell'uomo è sempre lo stesso; i bisogni, le ambizioni, le aspirazioni dell'uomo sono sempre gli stessi. E se diciamo che l'uomo è sempre lo stesso, quanto più lo possiamo dire di Dio, il quale è veramente l'Immutabile, Colui che non cambia, specialmente nelle cose che lo riguardano personalmente. Gesù Cristo ha detto: "Cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno giammai". Viviamo in una realtà in cui ormai il Cristianesimo è più nominale che di fatto. Molti di coloro che vengono definiti, o che si autodefiniscono cristiani non vivono una vita conforme agli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli. Questo perché, nella maggior parte dei casi, si è assecondati e incoraggiati (in senso negativo) dalle stesse autorità delle chiese cristiane di cui si fa parte. Ormai non vi è più differenza tra i "cristiani" e quelli che appartengono al mondo (per usare un linguaggio biblico), tra quelli di "fuori" e i "chiamati da fuori", che sono "la Chiesa" (la parola CHIESA viene dal greco ECCLESIA che significa: chiamati da fuori, dal mondo e dalla realtà sociale locale). Per molti "cristiani", i pagani oggi non esistono più, ognuno ha la propria religione, tra cui il modo di vivere il Cristianesimo di oggi è una di esse. Oggi si vive un sincretismo nel sincretismo, un miscuglio di concetti religiosi in ogni ambiente religioso.
Molti "cristiani" di oggi conducono una vita da non cristiani, che sembra loro essere corretta, al passo con i tempi; non hanno interessi per Dio, per la Sua Parola, per i suoi comandamenti, etc.. Ci sono nazioni oggi che in origine erano fondati su principi cristiani, ma che ora di cristiano hanno solo il nome, avendo rigettato gli stessi principi che sono stati quelli che hanno facilitato la loro nascita. Altri, addirittura arrivano a voler rifiutare l'appellativo di cristiano, perché pensano che questo termine voglia dire essere bigotti, fanatici, esclusivisti, anti pacifisti, retrogradi, antiprogressisti, etc.. Alcuni governi occidentali favoriscono apertamente iniziative scientifiche, culturali e religiose che sono in netto contrasto con i valori e i principi del Cristianesimo. Una dimostrazione di questa cattiva tendenza è la recente bocciatura della Commissione Europea nell'evidenziare il richiamo delle origini cristiane dell'Europa nella novella costituzione e il decreto di non mettere in evidenza un segno di cristianesimo (il Crocefisso) nei locali pubblici (nelle scuole) per non "offendere" la religiosità dei non cristiani. Coloro che hanno varato tali decreti dovrebbero provare a professare la loro fede cristiana (quella che gli rimane, visto che con i loro propositi e modi di interpretare il cristianesimo dimostrano di non essere proprio dei cristiani) nelle nazioni in cui il cristianesimo è bandito e si mettono a morte coloro che rinnegano la religione di origine (i Paesi islamici radicali). Sicuramente molti dei nostri politici si riparano dietro al fatto che l'Europa deve essere una confederazione di stati liberi da vincoli religiosi o di altro, in cui possono avere accesso diverse culture, idee e religioni. Pensano erroneamente che anche solo il richiamo delle origini cristiane possa ostacolare o danneggiare qualche libertà, ma non sanno che proprio il Cristianesimo è garanzia di libertà. Qual'è quella religione o sistema religioso dove l'individuo viene lasciato libero, anche da Dio, per le proprie scelte? Dio, non ha lasciato libero il primo uomo di voler stare con Lui o lontano da Lui? Il Cristianesimo non è costrizione.
Sappiamo dalla storia che ad alcune popolazioni il Cristianesimo gli veniva imposto e molti sono stati costretti ad abbracciarlo, ma in questi casi non veniva loro presentato il vero Cristianesimo! Non vi può essere libertà se prima lo stesso individuo non è libero nel suo cuore. Dove c'è libertà, c'è rispetto reciproco e amore; e dove c'è amore non c'è paura. Forse coloro che hanno paura del Cristianesimo vogliono essere giustificati per quello che le varie correnti religiose cristiane (più politiche che religiose) susseguitesi nei secoli e nei vari contesti socio-culturali, hanno presentato come Cristianesimo. Forse si vuole agevolare il mondo islamico, perché visto come un prossimo sbocco di mercato. Ma, in questo caso, si trovano automaticamente ricattati e ripudiano quella stessa libertà di pensiero e di azione che tanto decantano come pilastri della nostra moderna Europa e della democrazia. Non ci può essere libertà di scelta quando si è sottomessi a un padrone; e un brutto padrone lo può essere anche un falso concetto. Ma il fatto più tragico di questa realtà è che le maggiori organizzazioni cristiane di oggi (le chiese nominali e formali) approvano questo andazzo. Molti dei loro conduttori, teologi e maestri adattano i loro insegnamenti a questa tendenza. Per dirla con le parole della Bibbia, è in corso una "prostituzione spirituale", in cui per motivi puramente effimeri di potere politico ed economico, si calpestano i sani principi che sono stati quelli che ci hanno fatto distinguere dalle altre nazioni, e che sono stati portatori di benedizioni e approvazione da parte di Dio. Tutto questo favorisce anche la critica, il giudizio e il rifiuto di coloro che sono ignoranti della Parola di Dio, i quali prendono per scontato che Cristianesimo è tutto quello che viene presentato loro da questi falsi cristiani e rifiutano tutto quello che non corrisponde secondo questo modello.
I maggiori responsabili di questa situazione sono coloro che sono preposti come guide e maestri, perché molti di essi hanno rigettato l'originale insegnamento e hanno inventato, nel corso dei secoli, dottrine ingannevoli e false (chiamate anche Tradizioni), traendo da esse il proprio vantaggio economico e politico. Anche nella storia di Israele vi sono stati dei precedenti che servono noi come di esempio. Infatti nel periodo antecedente la prima distruzione di Gerusalemme e del conseguente esilio (intorno al 600 a.C) la nazione d'Israele era mal governata da re e sacerdoti corrotti, e influenzata da falsi profeti. Dio non ha trattenuto la punizione per i responsabili, in più, il risultato è stato la distruzione totale e momentanea (70 anni) d'Israele, sia come nazione che come entità religiosa. Ma allora viene da chiedersi, esistono i veri cristiani? E se ci sono, come possiamo riconoscerli? Dove cercarli? Ritorniamo alla domanda iniziale: Qual'è lo strumento di valutazione? Ma, come possiamo giudicare qualcosa dal di fuori? Come possiamo giudicare qualcosa se prima non la viviamo? Bisogna essere prima dentro Regno di Dio per valutare il Regno di Dio. Bisogna prima vivere il vero Cristianesimo per valutare il Cristianesimo. Gesù ha detto che bisogna "nascere di nuovo" per vedere ed entrare nel Regno di Dio; e "nascere di nuovo" di acqua e di Spirito. Insomma, bisogna essere dei veri cristiani per poter valutare il Cristianesimo. Bisogna vivere nell'elemento ed essere dell'elemento. Come il falegname può valutare la falegnameria; come il fruttivendolo può valutare la frutta; come l'ingegnere può valutare una costruzione...
Invito al commento
• Comprendi che significa "nascere di nuovo"? Hai gia fatto questa esperienza? • Secondo te la Cristianità è in declino o in progresso? • Il Cristianesimo è influente oggi, nella società, come lo è stato nei primi secoli dopo Cristo?
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