L'Anima immortale.    

 

L'Antico ed il Nuovo Testamento descrivono l'essere umano come anima, ma anche come unità di "spirito-anima-corpo", che nella morte fisica si scinde temporaneamente e viene ripristinata alla resurrezione dei corpi nel giorno del giudizio.

Nel tempo che intercorre tra i due eventi (situazione temporanea fra morte fisica e resurrezione), l'individuo continua ad esistere come persona, anche se privo del corpo terrestre-fisico. La continuità personale tra morte terrena e resurrezione può essere definita come continuazione dell'esistenza dell'IO UMANO, ovvero anche dell'anima, la quale è, in tal senso, la personalità dell'individuo che sopravvive alla morte fisica.

I testi biblici come in Matteo 10:28, Luca 16:19-31 e I Pietro 3:19, nonché i passi dell'Antico Testamento sullo Sceol sono indizi significativi dell'esistenza di uno stato intermedio e quindi anche della continuazione dell'esistenza umana dopo la morte terrena.

Dio ha creato l'uomo a Sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26). E' certo che la somiglianza e l'immagine non si riferiscono alla forma fisica data all'uomo, ma alla caratteristica intrinseca di Dio che è appunto l'esistenza perpetua, l'immortalità dell'anima. Nel caso di Dio è un'esistenza perpetua che non ha avuto inizio, fuori del tempo; nel caso dell'uomo è un'esistenza perpetua dopo l'inizio, dopo la creazione. Questa è la caratteristica che più differenzia l'uomo dalle altre creature create da Dio. Possiamo dire che "immagine" è lo "spirito" dato da Dio alla creatura da Lui formata dalla terra (fisico); "somiglianza" è il privilegio che caratterizza l'uomo, che lo avvicina alla divinità e che non viene intaccata dalla mancanza della realtà fisica (la morte), ne dal fattore tempo: l'immortalità dell'anima.

 

Ti trovi in: Home/Punti Basilari/anima_immortale.htm