La condizione eterna.

 

La bibbia parla della venuta di un giudizio finale in termini molto chiari (Salmo 96:13; 98:9; Ecclesiaste 3:17; 12:14; Matteo 25:31-46; Romani 2:5-10; 2° Corinzi  5:10; 2° Timoteo 4:1; 1° Pietro 4:5; Apocalisse 20:11-14).

Cristo, in qualità di Mediatore, ne sarà il Giudice (Matteo 25:31-32; Giovanni 5:27; Atti 10:42; 17:31; Filippesi 2:10; 1° Timoteo 4:1). Questo onore fu conferito a Cristo come riconoscimento per la Sua opera espiatoria. Lo assisteranno gli angeli (Matteo 13:41-42; 24:31; 25:31), e pure i credenti salvati ne saranno partecipi di quest'opera giudiziaria )1° Corinzi 6:2-3; Apocalisse 20:4).
È perfettamente evidente dalla Scrittura che ogni individuo della razza umana, di tutte le generazioni, dovrà comparire di fronte al tribunale del giudizio di Dio: Ecclesiaste 12:14; Matteo 12:36-37; 25:32; Romani 14:10; 2° Corinzi 5:10; Apocalisse 20:12.

I credenti saranno anch'essi giudicati, davanti al tribunale di Cristo, alla Sua venuta, ma sarà un giudizio di valutazione o non di condanna (Matteo 13:30,40-43,49; 25:31-36; 2° Corinzi 5:10).

Anche i demoni verranno giudicati (Matteo 8:29; 1° Corinzi 6:3; 2° Pietro 2:4; Giuda 6).
Il giudizio finale sarà naturalmente alla fine del mondo, e seguirà immediatamente la risurrezione dei morti (Giovanni 5:28-29; Apocalisse 20:12-3). La durata del giudizio non può essere determinata. La Bibbia parla de "il giorno del giudizio", ma questo non significa necessariamente che sarà di 24 ore.
Il criterio con il quale verranno giudicati sia i pii che gli empi sarà evidentemente la Parola rivelata di Dio. I pagani verranno giudicati secondo la legge di natura; i giudei con la rivelazione dell'Antico Testamento, e coloro che hanno familiarità con la piena rivelazione dell'Evangelo, saranno giudicati da esso (Romani 12:2). Dio darà a ciascuno ciò che gli spetta. Il giudizio finale serve al proposito di mettere in luce chiaramente quale sarà lo stato di ciascuna persona per l'eternità.
Gli empi verranno consegnati ad un luogo di punizione chiamato "lo Stagno di Fuoco e di Zolfo". Questo luogo delimita una condizione di lontananza da Dio e sofferenze eterne (Matteo 13:42, Apocalisse 20:14-15, 1° Pietro 3:19). In questo luogo gli uomini saranno totalmente privati del divino favore, faranno esperienza di un eterno disturbo della vita, soffriranno reali dolori nella coscienza, angoscia e disperazione (Matteo 8:12-13; Marco 9:47-48; Luca 16:23,28; Apocalisse 14:10; 21:8), e vi saranno diversi gradi di punizione (Matteo 11:22,24; Luca 12:47-48; 20:47).
La condizione finale dei giusti sarà preceduta dal passaggio del mondo attuale allo stabilirsi di una nuova creazione. La dimora eterna dei credenti è chiamata anche Paradiso (Giovanni 14:2; Matteo 22:12-3; 25:10-12?. I giusti non erediteranno solo il cielo, ma anche la nuova creazione (Matteo 5:5; Apocalisse 21:1-3). Il premio del giusto viene descritto come "Vita Eterna", cioè non solo vita senza fine, ma vita nella pienezza, senza le imperfezioni ed i disturbi del presente e alla presenza di Dio. Questa pienezza della vita verrà goduta in perfetta comunione con Dio, essenza stessa della vita eterna (Apocalisse 21:3). Sebbene tutti godranno di beatitudine eterna, in Paradiso vi saranno pure diversi gradi di godimento (Daniele 12:3; 2° Corinzi 9:6).

 

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