La divinità di Cristo.
La Chiesa di Gesù Cristo crede fermamente che il suo Signore era, è, e sarà sempre Dio. Quando diciamo che Egli è Dio intendiamo che egli è divino come lo è il Padre, detto anche in altri termini Uno, quanto alla sostanza, con il Padre e perciò senza un principio e senza una fine. Di seguito, alcuni passi della Sacra Scrittura tratti dal Nuovo Testamento che affermano con ogni franchezza che Gesù è Dio.
Giovanni dice: "Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.... E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità" (Giov. 1:1-3;14). Dunque, siccome e detto chiaramente che la Parola era Dio e che la Parola è stata fatta carne, noi crediamo e comprendiamo che Dio è stato manifestato in carne nella persona di Cristo Gesù. Le seguenti parole scritte nei Salmi: "I cieli furono fatti dalla parola dell'Eterno" (Sal. 33:6), confermano ciò che Giovanni ha detto, che "la Parola era Dio" (Giov. 1:1), e noi sappiamo che i cieli sono stati fatti da Dio come è scritto: "Nel principio Iddio creò i cieli e la terra" (Gen. 1:1); perciò se la Parola di Dio non fosse stata Dio essa non avrebbe potuto creare i cieli. Gesù disse: "Io ed il Padre siamo uno" (Giov. 10:30). Lui ed il Padre, benché siano due persone distinte, sono lo stesso Dio.
Anche quando la Scrittura dice che "chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui" (I Cor. 6:17) parla di un unione che non esclude la separazione e la diversità di questi, infatti essa non intende dire che l'uomo che si unisce a Cristo diventa lo Spirito di Dio, o si fonde con Esso, o diventa Cristo e Dio, in questo caso si avrebbe la divinizzazione dell'uomo, ma l 'uomo continua ad essere uomo, e il suo spirito continua a rimanere distinto dallo Spirito di Dio. Infatti Paolo ai Romani dice: "lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figliuoli di Dio" (Rom. 8:16). E' quindi un'unione tra il credente e il Signore, ma un'unione nella diversità. I Giudei, subito dopo che Gesù pronunziò le parole:"Io ed il Padre siamo uno", (Giov.10:30), presero delle pietre per lapidarlo. Quella era un'affermazione della sua divinità, perché essendo un uomo come loro, egli si reputava uguale a Dio. Infatti è scritto che i Giudei gli dissero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio" (Giov. 10:33). Nella epistola agli Ebrei è scritto: "Dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, è per i secoli dei secoli.." (Ebr. 1:8). Anche da queste parole, tratte dal Salmo 45, si comprende chiaramente che il Figliuolo e' il vero Dio.
Abbiamo posto la nostra speranza nell'Iddio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, principalmente dei credenti. (I Timoteo 4:10)
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