La Rivelazione.

 

Se Dio non avesse rivelato Sé stesso, la religione sarebbe impossibile. L'uomo non potrebbe avere conoscenza alcuna di Dio se Dio non si fosse fatto conoscere. Lasciato a sé stesso, egli non avrebbe mai scoperto Dio. Secondo le Scritture distinguiamo la Rivelazione in: "Rivelazione naturale" o "generale" e "Rivelazione speciale", cioè Rivelazione di Dio nella natura e la Sua Rivelazione nella Scrittura.
Gli atei e gli agnostici, naturalmente, non credono nella Rivelazione. I panteisti qualche volta ne parlano, sebbene che nel loro pensiero non vi sia posto per essa. I deisti ammettono che vi sia una Rivelazione di Dio nella natura, ma negano la necessità, la realtà e persino la possibilità di una Rivelazione speciale come l'abbiamo nella Scrittura.

Rivelazione Generale. La Rivelazione generale o naturale di Dio, in ordine di tempo, precede la Sua Rivelazione speciale. Essa non perviene all'uomo sotto forma di comunicazioni verbali, ma nei fatti, nelle forze, e nelle leggi di natura, nella costituzione e nelle operazioni della mente umana, come pure nei fatti dell'esperienza e della storia (Salmo 19;1-2; Romani 1:19-20; 2:14-15).
Questa rivelazione però fu oscurata (per l'uomo) dall'influsso dannoso del peccato (dell'uomo) sulla creazione di Dio. La Rivelazione generale ci può portare alla conoscenza della bontà, sapienza, e potere di Dio, ma essa non ci comunica alcunché su Cristo come unica via di salvezza.
La Rivelazione generale ci spiega il fatto perché vi siano nelle religioni pagane degli elementi di verità. A causa di questa Rivelazione i pagani si considerano progenie di Dio (Atti 17:28), cercano Dio se mai riuscissero a trovarlo (Atti 17:27), scoprono in essa le qualità invisibili di Dio, la Sua eterna potenza e divinità (Romani 1:19-20), fanno per natura le cose stabilite nei loro cuori dalla legge di Dio (Romani 2:14). Sebbene essi vivano nelle tenebre del peccato e dell'ignoranza, e pervertano la verità di Dio, essi possono godere in parte dell'illuminazione della Parola (Giovanni 1:19) e delle operazioni generali dello Spirito di Dio (Genesi 6:3). Inoltre, la Rivelazione generale di Dio forma lo sfondo della Sua Rivelazione speciale. Quest'ultima non può essere pienamente compresa senza la prima.

La Rivelazione speciale. Oltre alla Rivelazione di Dio nella natura noi abbiamo la Sua speciale Rivelazione ora incorporata nella Scrittura. La Bibbia è preminentemente il libro della Rivelazione speciale di Dio, una Rivelazione in cui fatti e parole vanno mano nella mano: le parole interpretando i fatti ed i fatti danno sostanza alle parole.
Questa Rivelazione speciale divenne necessaria a causa dell'entrata del peccato nel mondo. Ciò che Dio aveva scritto nella natura fu oscurato e corrotto, e l'uomo fu colpito da cecità spirituale, divenne soggetto ad errore ed incredulità, ed ora nella sua cecità e perversione non riesce più a leggere correttamente persino le rimanenti tracce della Rivelazione originale, ed è incapace a comprendere qualsiasi ulteriore Rivelazione di Dio.

Divenne quindi necessario che Dio provvedesse alla reinterpretazione delle verità della natura, fornisse una nuova Rivelazione della redenzione, ed illuminasse la mente dell'uomo, redimendolo dalla forza dell'errore.

 

Dio si avvalse di diversi mezzi per darci la Sua Rivelazione speciale o sovrannaturale:
1) Teofanie o manifestazioni visibili di Dio. Egli rivelò la Sua presenza nel fuoco o in nubi di fumo (Esodo 3:2; 33:9; Salmo 78:14; 99:7), di mezzo alla tempesta (Giobbe 38:1; Salmo 18:10-16), e "dolci sussurri" (1° Re 19:12). Questi erano tutti suggelli della Sua presenza, i quali rivelavano qualcosa della Sua gloria.

Fra le apparizioni nell'Antico Testamento occupano un posto preminente quella dell'Angelo dell'Eterno, la Seconda Persona della Trinità (Genesi 16:13; 21:11; Esodo 23:20-23; Malachia 3:1). Il punto più alto delle apparizioni di Dio fra gli uomini fu raggiunto nell'Incarnazione di Gesù Cristo. In Lui la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi (Giovanni 1:14), Emmanuel, Dio è con noi (Matteo 1:23).

 

2) Comunicazioni dirette di Dio. Talvolta Dio parlò agli uomini con voce udibile, come fece a Mosè ed ai figli di Israele (Deuteronomio 5:4), e talora Egli suggeriva i Suoi messaggi ai Profeti per l'opera dello Spirito Santo (1° Pietro 1:11). Inoltre, Egli rivelava Sé stesso attraverso sogni e visioni, come pure per mezzo degli Urim e Thummim (Numeri 12:6; 27:21; Isaia 6:1).

Nel Nuovo Testamento Gesù appare come il grande Maestro mandato da Dio per rivelare la volontà del Padre; e attraverso lo Spirito Santo gli Apostoli divennero organi di ulteriori rivelazioni (Giovanni 14:26; 1° Corinzi 2:12-13; 1° Tessalonicesi 2:13).

 

3) Comunicazione tramite i miracoli. I miracoli della Bibbia non dovrebbero mai essere considerati come semplici prodigi da contemplare con stupore, ma come parte essenziale della speciale Rivelazione di Dio. Essi sono manifestazioni della Sua potenza, segni della Sua presenza, e spesso servono per simboleggiare importanti verità. Essi sono segni del Regno di Dio che viene e del potere redentore di Dio.

Il più grande miracolo fra tutti è la venuta del Figlio di Dio in carne. In Lui l'intera divina creazione viene restaurata e riportata alla sua bellezza originale (1° Timoteo 3:16; Apocalisse 21:5).

 

4) Rivelazione della Redenzione. Essa rivela il Piano di Dio per la salvezza dei peccatori e del mondo, ed il modo in cui questo Piano viene realizzato. È essenziale per il rinnovamento dell'uomo; essa illumina il suo cuore e inclina la sua volontà a ciò che è buono; essa lo riempie di santo affetto, e lo prepara per la dimora celeste.

Essa non ci porta solo un messaggio di redenzione, ma pure ci familiarizza con fatti redentivi. Essa non solo ci arricchisce di conoscenza, ma pure trasforma la vita cambiando i peccatori in santi.

Questa Rivelazione può essere anche progressiva. Le verità di questa Rivelazione sono apparse dapprima sfuocate (nell'Antico Testamento), ma alla fine, nel Nuovo Testamento, si sono elevate in tutta la loro pienezza e bellezza, portando vita divina a tutti coloro che vi si sono accostati.

 

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