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Parole di vita

Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
Io come luce sono venuto nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno».

Immensa grazia

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Rifflessione della settimana
Scritto da Francesco Zenzale - Articolo letto 741 volte   
Lunedì 24 Gennaio 2011

"Grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo" (Efesini 1:2 ).
Paolo inizia e conclude la sua lettera (Efesini 6:24 ) con il desiderio che il suo uditorio faccia l’esperienza della grazia.
È, sia una benedizione, sia una preghiera che i suoi lettori possano conoscere pienamente il favore gratuito, ma immeritato, di Dio che li riavvicina a se stesso, accordando loro tutto ciò di cui hanno bisogno.
La grazia proviene da Dio, e Paolo continua parlando della "gloria della sua grazia" (Efesini 1:6 ), poi aggiunge l’espressione: le "ricchezze della sua grazia" (v.7).
Come se questo non bastasse a descrivere l’eccellenza di Dio, Paolo rafforza la sua affermazione precedente parlando della "immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi" (Efesini 2:7 ).
In questo modo l’apostolo esalta sempre di più la grazia divina.
Nell’Antico Testamento, Dio si presenta a Mosè come: "Il Signore! Il Signore! Il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà" (Esodo 34:6 ).
Gli scrittori dell’Antico Testamento tornano a più riprese su questa rivelazione divina e celebrano la sua grazia. Davide afferma: "Ma tu, Signore, sei un Dio pietoso e misericordioso, lento all’ira e grande in bontà e in verità" (Salmo 86:15 ).
Gioele chiama la sua gente al pentimento e dice: "Tornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda" (Gioelel 2:13).
Giona, irritato dalla benevolenza divina, prega in questo modo: "O Signore, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all’ira e di gran bontà, e che ti penti del male minacciato" (Giona 4:2 ).
È possibile che Paolo avesse in mente la testimonianza di Dio quando si riferì alla sua grazia.
In Efesini 1:6 arriva a menzionare il concetto ben due volte: "A lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato figlio".
Perciò è importante che comprendiamo chi e come é Dio, perché la percezione che ne abbiamo determina in gran parte la qualità della nostra relazione con lui e, quindi, anche la qualità della nostra stessa vita.


 

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