Password dimenticata? Nome utente dimenticato? Registrati
logotype
login |  registrati

Parole di vita

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.
Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

Senza grazia

PDF Stampa E-mail
Rifflessione della settimana
Scritto da Francesco Zenzale - Articolo letto 918 volte   
Venerdì 18 Febbraio 2011

Grazia è la parola italiana tradotta dal latino "gratia", a sua volta tradotta dal greco "charis", che significa “favore gratuito”.
L’amore è il fratello gemello della grazia (Giovanni 3:16 &versioni[]=Nuova Diodati" target="_blank">Giovanni 3:16 ; Efesini 2:8 ).
Cristo è la personificazione della grazia di Dio, ed è per questo che la sua morte per la salvezza della razza umana rappresenta l’atto d’amore supremo.
Gesù venne per manifestare grazia e amore, per riscattare l’umanità dalla sua condanna e dai legami con il peccato.
A causa del peccato siamo tutti privi di speranza e degni di morte, ma grazie a Cristo, possiamo sperimentare l’abbondanza della grazia dalla quale scaturisce la salvezza e la vita.
La comunicazione della grazia e dell’amore di Cristo supera in modo radicale la colpa e la collera prodotte dal peccato di Adamo e di Eva, inoltre ci è stato promesso: “Dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata” (Romani 5:20 ).
Questa è una soluzione magnifica al problema del peccato: Cristo accorda gratuitamente la sua grazia sovrabbondante a tutti coloro che desiderano essere ricoperti dalla sua giustizia e misericordia.
La grazia deve essere accettata. Durante l’amministrazione di Andrew Jackson, presidente degli Usa, George Wilson, un impiegato postale, derubò i contributi federali da un treno e uccise una guardia.
Il tribunale lo condannò ed emise contro di lui una sentenza di morte per impiccagione, ma, a motivo del sentimento popolare contro la pena capitale, un movimento popolare chiese al presidente la grazia in suo favore, si trattava infatti del suo primo delitto.
Alla fine il presidente Jackson concesse la grazia, ma, sorprendentemente, Wilson la rifiutò.
Allora fu chiesto alla Corte Suprema di decidere se una persona potesse respingere la grazia presidenziale.
Il giudice supremo John Marshall presentò la decisione della Corte: “Il perdono è un atto steso su di una pergamena il cui solo valore deve essere determinato dal destinatario. Non ha nessun valore se non quello che il destinatario gli dà. George Wilson lo ha rifiutato. Noi non siamo in grado di capire perché, ma lo ha fatto. Perciò, George Wilson deve morire”.
L’imputato fu impiccato perché la grazia, dichiarò la Corte Suprema, non solo deve essere accordata ma anche accettata.
Lo stesso vale per la grazia divina: Dio la offre, ma può essere sperimentata solo da chi la accoglie.
La sola condizione per ottenere il dono della grazia è di appellarci alle promesse di Dio (2Corinzi 8:9 &versioni[]=Nuova Diodati" target="_blank">2Corinzi 8:9 ; Efesini 2:5-7 ), di pregare per essa (Giovanni 14:13-14 ) e di consentire che lo Spirito Santo parli ai nostri cuori, risvegliandoci alla realtà della nostra condizione di bisogno (Efesini 1:12-13 ; Salmo 51:1 &versioni[]=Nuova Diodati" target="_blank">Salmo 51:1 ).


 

Commenti

 
# Senza graziacirino 2011-02-19 09:20
Mi piace, molto bene.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Ci dispiace, al momento è impossibile accedere al modulo commenti.