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Un ragazzo, che non si era mai mosso dal suo piccolo paesino di montagna, decise che era arrivato per lui il momento giusto per realizzare il suo sogno: diventare un avvocato. Per rendere reale il suo sogno, doveva recarsi nella città più vicina che era distante almeno 200 Km. Tutti gli abitanti del suo paesino, lo consideravano un ribelle, anche i suoi genitori, perché volevano che lui diventasse un boscaiolo. Ma nel suo cuore c’era il vivo desiderio di migliorare la sua vita e diventare una persona di cultura. Andò via e durante i 200 lunghi chilometri gli accadde di tutto: bucò una ruota della sua auto, rimase per alcuni giorni bloccato da una forte bufera di neve, sbagliò più volte strada. In qualsiasi momento poteva scoraggiarsi, arrendersi e ritornare a casa, ma non lo fece. Poi, quando fu arrivato, non fu facile adattarsi alla sua nuova vita di città; poteva decidere di tornare a casa, ma non lo fece perché il desiderio di raggiungere il suo sogno, il suo scopo, era più forte della malinconia e della solitudine. Solo una volta all’anno faceva visita ai suoi genitori perché gli studi erano molto impegnativi. Poi, finalmente, prese la laurea e dopo alcuni anni di duro tirocinio riuscì a diventare un bravo avvocato che vinceva molte cause e aveva l’agenda sempre piena di impegni. Nel frattempo, il suo piccolo paesino stava per essere smantellato per fare spazio ad un grande impianto sciistico con grandi alberghi e ristoranti; un affare da milioni di euro. I ricordi e le tradizioni di molte persone stavano per essere cancellate per sempre dalle ruspe e dal cemento. L’avvocato ricevette una telefonata dal suo vecchio papà, che lo avvisò di quello che stava accadendo. Allora l’uomo diede vita ad una delle battaglie legali più grandi di tutti i tempi; la causa durò 20 anni, e fu vinta, gli imprenditori rinunciarono a quel progetto. Quel ragazzo ribelle e odiato da tutto il paese, diventò la salvezza per tutti, anche per coloro che non credevano in lui. Caro amico, amica, che i tuoi passi ti portino dove desideri andare, purché i tuoi scopi e i tuoi sogni siano in armonia con la volontà di Dio; e se stai percorrendo la strada verso la realizzazione dei tuoi sogni, impegnati a seguirla fino alla fine. Non lasciare la porta del tuo cuore aperta a tutto, per poi dire: “Non è quello che volevo”; questa frase ha in sé il seme della sconfitta, ma concentrati su quello che vuoi realizzare. Credi nelle tue potenzialità, ma anche nei tuoi limiti; affronta la tua strada con coraggio, non avere paura delle critiche degli altri e soprattutto, non lasciarti paralizzare dalle voci esterne. Un sogno non è solo un’emozione, ma qualcosa da bramare, ricercare e rincorrere fino a che non viene raggiunto. Da te dipende il cambiamento. Dio ti dà i mezzi, tu devi metterli in funzione. Dio ti dà la sua Parola, dipende da te credere in essa e metterla in pratica.
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Commenti
Non stanchiamoci mai di sognare!
Per Gius - la paura di sbagliare a comprendere la Sua volontà mi mette angoscia e forse mi porta a commettere errori, in quanto: come posso essere sicura di ciò che Dio mi chiede? Vivere in ciò che sento di voler fare, ma che forse non corrisponde a ciò che Lui ha sempre pensato per me mi "obbliga" ad accettare la Sua volontà... Mi chiedo: è giusto vivere così?
Dio non vuole che restiamo nei dubbi e nelle incertezze, specialmente quando riguarda la Sua volontà personale per noi; neanche che viviamo nell'angoscia.
E' una questione di tempo e, appunto, di perseveranza, nel confidare che Lui ci trasmetterà senz'altro quali sono i Suoi programmi per noi.
Quelli generici li conosciamo accostandoci alla Sua Parola, per quelli personali ci vuole "contatto" con Lui, come dice Gesù: "...perseverate nella preghiera".