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II Signore Gesù Cristo ha detto in Giovanni 3:3-5 - “In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il Regno di Dio... se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel Regno di Dio”. La nascita naturale, fisica, non è sufficiente perché un uomo possa vedere ed entrare nel Regno di Dio. Se manca la Nuova Nascita spirituale, l'uomo è impreparato per le gioie spirituali del cielo e deve trascorrere l'eternità nello Stagno di fuoco. NUOVA NASCITA è uguale a RIGENERAZIONE. “Voi, che eravate morti nei peccati..., voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati” (Colossesi 2:13 ). Il cattolicesimo romano, lega questi versi al battesimo degli infanti, dove avverrebbe nuova nascita, rigenerazione, salvezza..., cioè, la grazia di Dio. A tal motivo, per secoli, si è fatto credere erroneamente, che ogni bambino non battezzato andrebbe nel Limbo, condannato a non vedere Dio per tutta l’eternità (credenza cancellata in questi ultimi giorni, con un colpo di spugna, da Benedetto XVI). Chi va a dirlo ora a quei genitori che per la morte prematura dei loro piccoli, non avendo avuto il tempo di battezzarli (o più giusto dire aspergerli) hanno vissuto l’inutile grande dolore della condanna dei loro bambini in questo luogo inesistente? Quando per contro, Gesù, già 2000 anni fa, diceva che il Regno dei cieli è dei piccoli fanciulli, e che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia di Dio (Matteo 18:10 ). E poi, se fosse vero che il 90% degli italiani sono stati rigenerati sin da piccoli, come mai le carceri sono sovraffollate, e adulterio, ladrocinio, perversione... regnano nella nostra nazione? I versi di Giovanni 3 sopra citati, Gesù li rivolse a Nicodemo, un uomo religioso di circa 80 anni. Questo ci dice molto sul fatto che non si può nascere di nuovo da infante e per un rito; indica anche che ciò avviene solo in persone coscienti di chiedere e accettare il perdono di Dio, con conseguente rigenerazione, salvezza eterna e certezza del Paradiso. Il Battesimo quindi, è semplicemente un segno ed un suggello della rigenerazione, cioè, questa non dipende dal Battesimo, ma esso la suggella e la certifica. Tutto ciò dipende dalla grazia di Dio in Gesù, che sulla croce ha espiato tutte le colpe dell’umanità, ma che ha il suo effetto solo in un cuore pentito. In America, durante la carica del presidente Andrew Jackson, un uomo di nome George Wilson, a causa di un crimine, era stato condannato a morte per impiccagione. In qualche modo il suo caso venne a conoscenza del presidente che lo graziò. Con grande sorpresa di tutti, Wilson stracciò l’attestato di grazia e gettò i pezzettini sul pavimento della sua cella. Nella causa che seguì, si affrontò la domanda se la grazia rifiutata mantenesse il suo valore e Wilson dovesse essere liberato, oppure impiccato. Dopo un ampio dibattimento, la sentenza della Corte Suprema fu la seguente: “La lettera di grazia è un documento il cui valore dipende dall’accettazione da parte della persona per la quale è stata emessa”. In base a ciò, il tribunale decise che George Wilson doveva essere impiccato, non perché la grazia non gli fosse stata offerta, bensì perché non era stata da lui accettata. Questa è un’immagine perfetta di un peccatore che ha ascoltato il Vangelo di Gesù Cristo. Sa che Dio ha emesso per lui una lettera di grazia, ma la rifiuta e così perde il diritto di essere graziato. Se manca la vera nuova nascita, non si potrà né vedere né entrare nel Regno di Dio. Lascia dunque ogni concetto religioso errato e accertati tramite la Parola di Dio se hai veramente accettato la Sua grazia e vivi la vera vita come quella di un "nato di nuovo", ne và della tua esistenza eterna.
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Commenti
La nuova nascita è il passo inziale con cui una persona riceve il regno di Dio, un atto volontario in cui un cuore realizza il pentimento (metanioia dal greco), cioè pentimento con cambiamento. Un cuore che realizza la gravità del peccato è la grazia di Dio, che costa la preziosa vita di Gesù.
"Compunti nel cuore chiesero: cosa dobbiamo fare?...", Atti 2:37.
...E tu cosa aspetti?