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Home Riflessione della settimana Se non sei salvato, sei perduto

Parole di vita

Gesù dice: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato».

Se non sei salvato, sei perduto

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Rifflessione della settimana
Scritto da Nicola Andrea Scorsone - Articolo letto 1306 volte   
Sabato 18 Giugno 2011

Ogni religione ha i propri agnelli, i propri sacrifici.
Lo scorso mese di dicembre per i musulmani è stato il mese del sacrificio dell’agnello o di un capretto, per l’espiazione dei loro peccati.
I senegalesi, in wolof (la loro lingua), la chiamano la festa del “Tabaski”.
Così mi son trovato a leggere ad alcuni di loro un verso della Bibbia in Ebrei 10:1-4 “La legge... non può mai rendere perfetti quelli che si accostano a Dio con gli stessi sacrifici che vengono offerti continuamente, anno dopo anno, altrimenti si sarebbe cessato di offrirli, perché gli adoratori, una volta purificati, non avrebbero avuto più alcuna coscienza dei peccati. In quei sacrifici invece si rinnova ogni anno il ricordo dei peccati, poiché è impossibile che il sangue di tori e di capri tolga i peccati”.
“Voi” dissi, “ora vi sentite liberati dai peccati e sicuri del paradiso?”.
“No!”, fu la risposta.
Allora la Parola di Dio ha ragione! “L’Agnello giusto per una risposta positiva si trova in Giovanni 1:29 ”, e ho letto il passo: “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”.
Un amico cattolico, ascoltando il tutto disse: “Si, però noi siamo nel giusto, perché il prete offre l’ostia, che rappresenta il vero Agnello!”.
Così leggemmo insieme Ebrei 10:10-14 “Per mezzo di questa volontà, noi siamo santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre; mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati, Egli invece, dopo aver offerto per sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere alla destra di Dio... Con un’unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono santificati”.
Come vedi per la salvezza dell’anima tua, non cambia nulla avere sacerdoti che offrono sacrifici anno dopo anno, o che lo fanno spesso, giorno dopo giorno.
Gli odierni Ebrei stessi non avendo più né Tempioaltare invece di agnelli nel giorno del Yom Kippur, la festa dell’espiazione dei peccati, sgozzano una gallina. Cosa che Dio non ha mai ordinato.
Purtroppo gli uomini, dopo aver rifiutato il vero Agnello, cercano di giungere al perdono di Dio con l’auto giustificazione di mille opere: uomini perduti in religioni morte.
Un solo Agnello può espiare i peccati e portare con estrema certezza nel paradiso di Dio: Gesù; perché Lui è il centro, l’inizio e l’adempimento di ogni profezia.
Gesù, la prima volta è  venuto come Agnello per salvare, la seconda verrà come Giudice per giudicare.
Per noi è di capitale importanza che ci troviamo salvati alla Sua venuta.
Per questo, non affidarti ai tanti inutili sacrifici umani, ma solo al Suo, come Agnello senza difetto né macchia.
A te la scelta.


 

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