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Quando parliamo della grazia, si è soliti pensare alla salvezza offertaci da Dio nella persona di Gesù Cristo. Giustamente, Paolo evidenzia che “è per grazia che siamo stati salvati” (Efesini 2:4-10 ), ma questo è uno dei molteplici aspetti della grazia, perché lo stesso apostolo parla delle “ricchezze della sua grazia” (Efesini 1:7 ). Come se questo non bastasse a descrivere l’eccellente bontà di Dio, Paolo rafforza la sua affermazione precedente parlando dell’”immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi” (Efesini 2:7 ). La grazia, secondo la Parola di Dio, ha anche un aspetto pratico: Dio aiuta il povero, l’oppresso, l’ammalato terminale e tutti quelli che soffrono; si rivolge a chi ha bisogno e risponde a quelle necessità che nessun altro può soddisfare. I suoi interventi implicano la liberazione e la protezione, il soccorso e la fortificazione. Pertanto, la grazia di Dio non si limita alla nostra salvezza. Nel capitolo 3 della lettera agli Efesini, Paolo parla della grazia di Dio, che gli ha affidato un compito e un ministero particolari: “A me, dico, che sono il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo” (Efesini 3:8 ). E non è solo Paolo a essere stato chiamato a un ministero specifico, ma ciascuno di noi: “A ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo” (Efesini 4:7 ); elencando tutta una serie di doni spirituali (Efesini 3:8-13 ). Per la grazia di Dio ogni singolo credente ha ricevuto almeno un dono spirituale, senza merito e senza alcuna possibilità di vanto. Questi doni sono stati dati per l’edificazione del corpo di Cristo, la chiesa, per aiutarla a crescere spiritualmente e numericamente, e per favorire la sua unità (Efesini 3:12-16 ). Molti secoli prima di Paolo, il profeta Isaia, riferendosi all’opera del Messia, annunciava “l’Anno di grazia del Signore” con le seguenti parole: “Lo spirito del Signore, di Dio, è su di me, perché il Signore mi ha unto per recare una buona notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati terebinti di giustizia, la piantagione del Signore per mostrare la sua gloria” (Isaia 61:1-3 ). Questo annuncio profetico ci aiuta a capire che tutta l’attività di Gesù è espressione della grazia di Dio, e che nulla di tutto che faceva era lasciato al caso o a coincidenze fortuite.
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