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Parole di vita

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere, ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Gesù è la Via

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Rifflessione della settimana
Scritto da Nicola Andrea Scorsone - Articolo letto 1038 volte   
Lunedì 17 Ottobre 2011

Ci sono molte persone che fino all’ultimo momento della propria vita non hanno creduto in niente, tanto meno in Dio.
Per costoro il Paradiso e l’Inferno erano riscontrabili in questa vita.
Eppure durante la celebrazione del loro funerale sentiamo dire: “Il fratello Tizio è stato accolto in Paradiso!".
Ma non è un pò contraddittorio il fatto che invece alla fine della funzione ci venga ricordato di pregare per la sua anima?
A quanto pare molti di essi (in special modo nel periodo della loro commemorazione, cioè i primi di novembre), grazie ai suffragi, acquisterebbero le indulgenze necessarie per poter lasciare il Purgatorio ed esser quindi assunti in Cielo.
E poi, non capisco proprio come un uomo, un sedicente cristiano, che quindi dovrebbe esser a conoscenza del Vangelo, possa pensare di poter raggiungere la vita eterna senza tener conto dell’unica e sola possibilità che viene offerta, da Dio, ad ognuno di noi: condurre una vita terrena guidati dalla fede in Gesù!
Molti altri cristiani difendono il loro perbenismo a spada tratta: “Noi non rubiamo, non ammazziamo…”.
Ma il "non dire falsa testimonianza" si trova nella stessa lista del "non ammazzare"!
Quante false dichiarazioni si fanno, quante bugie, quanta incredulità e idolatrie di vario genere, con un morboso attaccamento alla vita materiale.
Quando Gesù era fisicamente presente sulla terra molte persone vennero a lui per presentargli le loro richieste e quasi sempre erano di natura materiale: lebbrosi che volevano guarire; ciechi che volevano riacquistare la vista; un altro desiderava aiuto per una lite riguardante un’eredità; altri sapere se era giusto pagare le tasse…
Furono poche le persone che si rivolsero a lui per chiedergli come potessero essere salvate.
Un giovane, ricco osservante dei Dieci Comandamenti, gli chiese se era a posto per il Paradiso, altri domandarono una lista di buone opere da fare per guadagnarsi l’eternità (moltissimi optarono per digiuni e funzioni varie).
Ma Gesù le bocciò tutte “...e chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli (Matteo 18:2-3 ).
Uomini che si appoggiano sulle loro ricchezze, sul loro buon senso, sulle loro funzioni religiose, etc., non devono far altro che credere come un piccolo fanciullo, ravvedersi da ogni peccato per divenire semplici come un piccolo fanciullo, annullare ogni prospettiva di acquisire dei meriti con i propri sforzi e abbandonarsi al Padre, piccoli e indifesi come lo è un piccolo fanciullo.
Andare a Gesù, chiedere perdono per i propri peccati e essere lavati dal Suo sangue, solo questo ci apre la porta per il Cielo.
E non vi illudete “…i codardi, gl’increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello Stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la Morte Seconda” (Apocalisse 21:6 ).
Dopo la morte non ci sono sconti di pena: “Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita” (1Giovanni 5:12 ).
Se non sei diventato credente da vivo, non lo diventerai certo da morto.


 

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