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La Commemorazione dei defunti è una ricorrenza molto sentita, in ogni epoca e fra tutti gli abitanti della terra. In quel periodo si respira una gradevole aria di festa, profumata da milioni di fiori, preparati con cura e amore per i propri defunti. Il loro ricordo, fresco o antico che sia, suscita sempre profonda commozione. Parlando di Festa dei morti, bisogna dire che la prima parola indica giubilo, gioia, tripudio, in contrasto a dolore, morte… Questa "festa", se pur bagnata dalle lacrime, rimane tale perché l'affezione familiare che Dio ha messo nei nostri cuori è molto forte, e sicuramente anche perché vi ha messo pure il pensiero dell'eternità (Ecclesiaste 3:11 ). In questa festa ci si riunisce nelle famiglie come se i nostri defunti fossero con noi, come se la morte non ci avesse mai separati. Immedesimandomi con tutti quelli che hanno sofferto e soffrono per la perdita di un loro caro, posso dire che quando mia madre si è addormentata, con la mia famiglia abbiamo annunziato il fatto partecipando non soltanto il nostro dolore, ma anche la nostra gioia, poiché una mamma in più in paradiso era l'aspetto che ci consolava più di tutto. Sembrava un sogno che non era più fra di noi, mentre poco tempo prima potevamo guardarla, toccarla, parlarle… In quei giorni avevamo capito in modo più tangibile quanto sia vicino e reale l'aldilà. Da credenti però possiamo dire che saperla col Signore, più felice e sorridente di quanto lo era qui sulla terra, ci riempie il cuore di gioia e di ringraziamento, anche per la speranza viva e certa che un giorno la riabbracceremo nel suo splendore, senza malattie né dolori. Prima di partire ci disse di salutare tutti quanti con un "Arrivederci nel Signore!". L'arrivederci non è un saluto che si butta per la strada come niente, ma è molto profondo ed importante, perché, anche se con la nostra cara mamma non ci vedremo più in questo mondo, è sicuro che, custoditi nella stessa fiducia alle promesse di Gesù, ci rivedremo in Cielo. Possa essere così per tutti, che in questo periodo di "Festa dei morti" possa diventare, credendo in Gesù, la Festa dei vivi. Infatti le Sante Scritture riferendosi ai credenti già trapassati non parlano di morti, ma di “quelli che dormono" (1Tessalonicesi 4:13-18 ); e anche Dio stesso si definisce non l'Iddio dei morti ma dei vivi (Matteo 22:32 ). Così ogni uomo, credendo, potrà rinnovare con fede verso i propri cari un saluto di certezza, e come noi potrà dire: “"Arrivederci a casa mamma!". Per questo ogni vero credente, senza nessun timore della morte, con l'apostolo Paolo può dire: "Abbiamo molto più caro di partire dal corpo e abitare col Signore, che è di gran lunga migliore" (2Corinzi 5:8 ; Filippesi 1:23 ). Che sia questo il sentimento di ognuno... che crede in Gesù!
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Commenti
Due anni fa la mia mamma si è addormentata nel Signore, il dolore per la separazione è stato forte.
La mia consolazione è stata far scrivere sulla lapide: “Ciao mamma a presto!”.
Solo Gesù è la mia certezza, la mia consolazione.
Non credo che i morti siano interessati ai fiori o a tutto il contesto della “festa” che è solo dei fiorai.
Nel cuore abbiamo i ricordi che ci accompagnano tutti i giorni, le mode purtroppo seguono la corrente; a chi il coraggio di andare controcorrente?
I fiori portiamoli ai vivi, diamo loro testimonianza che Gesù è risorto il primo, e chi si è addormentato in Cristo risorgerà; lo ha promesso Lui.