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Home Riflessione della settimana La festa dei vivi o dei morti?

Parole di vita

Gesù dice: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato».

La festa dei vivi o dei morti?

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Rifflessione della settimana
Scritto da Nicola Andrea Scorsone - Articolo letto 701 volte   
Giovedì 03 Novembre 2011

La Commemorazione dei defunti è una ricorrenza molto sentita, in ogni epoca e fra tutti gli abitanti della terra.
In quel periodo si respira una gradevole aria di festa, profumata da milioni di fiori, preparati con cura e amore per i propri defunti.
Il loro ricordo, fresco o antico che sia, suscita sempre profonda commozione.
Parlando di Festa dei morti, bisogna dire che la prima parola indica giubilo, gioia, tripudio, in contrasto a dolore, morte
Questa "festa", se pur bagnata dalle lacrime, rimane tale perché l'affezione familiare che Dio ha messo nei nostri cuori è molto forte, e sicuramente anche perché vi ha messo pure il pensiero dell'eternità (Ecclesiaste 3:11 ).
In questa festa ci si riunisce nelle famiglie come se i nostri defunti fossero con noi, come se la morte non ci avesse mai separati.
Immedesimandomi con tutti quelli che hanno sofferto e soffrono per la perdita di un loro caro, posso dire che quando mia madre si è addormentata, con la mia famiglia abbiamo annunziato il fatto partecipando non soltanto il nostro dolore, ma anche la nostra gioia, poiché una mamma in più in paradiso era l'aspetto che ci consolava più di tutto.
Sembrava un sogno che non era più fra di noi, mentre poco tempo prima potevamo guardarla, toccarla, parlarle…
In quei giorni avevamo capito in modo più tangibile quanto sia vicino e reale l'aldilà.
Da credenti però possiamo dire che saperla col Signore, più felice e sorridente di quanto lo era qui sulla terra, ci riempie il cuore di gioia e di ringraziamento, anche per la speranza viva e certa che un giorno la riabbracceremo nel suo splendore, senza malattie né dolori.
Prima di partire ci disse di salutare tutti quanti con un "Arrivederci nel Signore!".
L'arrivederci non è un saluto che si butta per la strada come niente, ma è molto profondo ed importante, perché, anche se con la nostra cara mamma non ci vedremo più in questo mondo, è sicuro che, custoditi nella stessa fiducia alle promesse di Gesù, ci rivedremo in Cielo.
Possa essere così per tutti, che in questo periodo di "Festa dei morti" possa diventare, credendo in Gesù, la Festa dei vivi.
Infatti le Sante Scritture riferendosi ai credenti già trapassati non parlano di morti, ma di “quelli che dormono" (1Tessalonicesi 4:13-18 ); e anche Dio stesso si definisce non l'Iddio dei morti ma dei vivi (Matteo 22:32 ).
Così ogni uomo, credendo, potrà rinnovare con fede verso i propri cari un saluto di certezza, e come noi potrà dire: “"Arrivederci a casa mamma!".
Per questo ogni vero credente, senza nessun timore della morte, con l'apostolo Paolo può dire: "Abbiamo molto più caro di partire dal corpo e abitare col Signore, che è di gran lunga migliore" (2Corinzi 5:8 ; Filippesi 1:23 ).
Che sia questo il sentimento di ognuno... che crede in Gesù!


 

Commenti 

 
# La festa dei viviGiuly 2011-11-03 22:58
E’ sempre molto triste perdere un caro, ma con Gesù abbiamo la certezza che ci rivedremo.
Due anni fa la mia mamma si è addormentata nel Signore, il dolore per la separazione è stato forte.
La mia consolazione è stata far scrivere sulla lapide: “Ciao mamma a presto!”.
Solo Gesù è la mia certezza, la mia consolazione.
Non credo che i morti siano interessati ai fiori o a tutto il contesto della “festa” che è solo dei fiorai.
Nel cuore abbiamo i ricordi che ci accompagnano tutti i giorni, le mode purtroppo seguono la corrente; a chi il coraggio di andare controcorrente?
I fiori portiamoli ai vivi, diamo loro testimonianza che Gesù è risorto il primo, e chi si è addormentato in Cristo risorgerà; lo ha promesso Lui.
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