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Home Riflessione della settimana Il Natale dei credenti

Parole di vita

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore e il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Il Natale dei credenti

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Rifflessione della settimana
Scritto da Nicola Andrea Scorsone - Articolo letto 592 volte   
Mercoledì 21 Dicembre 2011

Il sole sta sorgendo su un orfanotrofio di bambini portatori di handicap. È Natale.
Un piccolo infermo chiede: “Perché festeggiare il Natale se qui tutto va male?”.
Un'altra bambina risponde con voce dolce: “È proprio perché tutto va male che Gesù è venuto sulla terra”.
Ha ragione! Possiamo, infatti, ringraziare Dio che, guardando dall’alto del suo trono, dal Cielo, osservando la terra e ascoltando i gemiti dei prigionieri, dei desolati, ha mandato Gesù, il meglio del Cielo, per liberare il peggio della terra, i condannati a morte (Salmo 102:19-20 ).
Egli lasciò la gloria e miriadi di angeli che lo servivano per venire a nascere in una stalla.
Visse in povertà, lavorò con le proprie mani, e tuttavia divise la storia.
Neonato fece tremare un re; bambino mise in imbarazzo gli eruditi; uomo maturo comandò alle forze della natura; aprì gli occhi dei ciechi e risuscitò i morti.
Non compose mai un canto, eppure è stato il soggetto di innumerevoli canti per migliaia di compositori.
Nomi di grandi uomini, sono apparsi e poi scomparsi, ma il nome di Gesù, superando i millenni, non è mai stato considerato come qualcosa del passato, ma sempre del presente.
Se togliessimo tutti i nomi più illustri dalla storia dell’umanità, il mondo continuerebbe a girare ugualmente, ma se togliessimo quello di Gesù, non rimarrebbe niente altro che niente.
Il Natale storico della Bibbia è di capitale importanza, perché nasceva il Messia atteso, la speranza dell’umanità: la redenzione, il perdono, la pace, la vita e la salvezza.
La Sua vita, dalla nascita alla resurrezione, ha avuto il Suo culmine all’Ascensione, con l’entrata gloriosa nel regno dei cieli.
Ieri quando Egli nasceva non era nell’albergo, non era nel palazzo del re, non era in nessuna casa d’Israele
Oggi non sarà sotto l’albero di nessuno, in nessun presepe, come in nessuna cattedrale magnificamente addobbata.
Sarà solo, come sempre, nell’umile cuore del credente.
Quel credente, chiunque esso sia, che sentiva il vuoto del suo cuore, che si sentiva desolato e prigioniero da una vita senza senso e che sentiva il bisogno del Salvatore e di essere salvato.
Il valore della nascita di Gesù, a nostro riguardo, si concretizza però nelle parole che ancora oggi Egli ci rivolge: “In verità, in verità vi dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio(Giovanni 3:3 ).
Ecco il culmine della nostra nascita spirituale, del nostro Natale: l’entrata nel Suo regno.


 

Commenti 

 
# Rinascere in CristoStella 2011-12-25 15:19
La rinascita e la prospettiva del Regno di Dio, è una esperienza veramente unica e meravigliosa. E' quell'esperienza attraverso la quale a un certo punto della tua vita puoi ripetere con grande consapevolezza questa frase-affermazione: "Sono nel mondo, ma non sono del mondo". Credetemi, rinascere in Cristo è capire che Lui è veramente via, verità e vita.
Stella
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# Ieri ero nessunoAugusto Rizzi 2011-12-25 19:16
"(Gesù) Sarà solo, come sempre, nell’umile cuore del credente. Quel credente, chiunque esso sia, che sentiva il vuoto del suo cuore, che si sentiva desolato e prigioniero da una vita senza senso e che sentiva il bisogno del Salvatore e di essere salvato".
Oggi, a 63 anni, ho davvero compreso il senso del Natale. Grazie fratello.
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