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Home Riflessione della settimana Una sola volontà

Parole di vita

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere, ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Una sola volontà

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Rifflessione della settimana
Scritto da John Wesley - Articolo letto 739 volte   
Mercoledì 04 Gennaio 2012

"Se uno vuole venire dietro me (essere mio discepolo), rinunzi a stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua" (Luca 9:23 ).
Tutte le cose che ci trattengono dall'essere a posto con Dio o dal crescere nel Signore possono essere riportate con queste parole: o non rinunzieremo a noi stessi, o non prenderemo la nostra croce.
Lasciate che una profonda preghiera accompagni ciò che state per leggere, e che questo possa essere scritto nel vostro cuore dal dito di Dio per non essere più cancellato.
Cercherò di mostrare cosa significa per un uomo rinunziare a stesso e prendere la sua croce.
Cos'è la rinunzia a se stessi? Come rinunziamo a noi stessi? E perché lo dobbiamo fare?
La rinunzia a noi stessi è semplicemente rinnegare di seguire la propria volontà, essendo convinti che la volontà di Dio è l'unica vera via.
Questo è soltanto il risultato naturale del nostro rapporto col il Creatore.
Se la volontà di Dio è la cosa giusta in ogni cosa, grande o piccola, ne segue che non dovremmo mai andare per la nostra via, in nessuna cosa.
La rinunzia a se stessi è tanto vera per gli angeli in cielo tanto per l'uomo sulla terra.
La seconda ragione per cui Dio deve avere il controllo completo della nostra vita riguarda la condizione in cui si trova l'umanità sin dalla sua caduta per il peccato.
La nostra volontà tende a indulgere verso i nostri desideri naturali, ma il piano e il desiderio di Dio è che noi resistiamo e vinciamo questa tentazione, non qualche volta, o solamente in alcune cose, ma tutte la volte e in tutto.
Lasciatemelo illustrare: la volontà di Dio è come una via che porta diritto a Lui; la volontà dell'uomo, che una volta correva parallela a quella di Dio, è ora un'altra via, che corre dal lato opposto e porta lontano da Dio.
Se camminiamo in una via, dobbiamo lasciare l'altra, non possiamo camminare nello stesso tempo in entrambe.
È impossibile all'uomo seguire sia la sua volontà che quella di Dio, allo stesso tempo; bisogna scegliere l'una o l'altra, rinunziare alla volontà di Dio per seguire la propria, o rinunziare a se stessi per seguire la volontà di Dio.
Senza dubbio, per un tempo è più piacevole seguire la propria volontà e i propri desideri; ma seguendo i nostri desideri, in ogni cosa, rinforziamo la ribellione nei nostri cuori, come, in alcuni casi, mangiando del cibo che ci piace a volte aumentiamo la malattia nel nostro corpo; soddisfa il nostro palato, ma ci rende più malati, porta piacere, ma porta anche alla morte.
Riepilogando, rinunziare a noi stessi è abbandonare la nostra volontà ogni volta che non coincide con la volontà di Dio; è negare a noi stessi ogni piacere che non viene da Dio, o che non porta a Dio.  
Chiunque vuole seguire Cristo non deve solo rinunziare a se stesso, ma deve fare anche qualsiasi cosa che va contro quello che avremmo potuto scegliere.
Questo è un pò più difficile che rinunziare a se stessi; si trova a un livello più alto ed è più difficile per la nostra natura o indole naturale.
A volte è difficile rinunziare al proprio piacere, però sarà sicuramente più conveniente a lungo termine, perché così si eviteranno problemi, difficoltà e dolori.


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Commenti 

 
# Amarefuocoacceso 2012-01-05 20:21
Gli uomini di oggi non riescono ad accettare la croce. L'orgoglio umano non si sottomette a Gesù, un uomo solo che sopporta il dolore, senza ricchezze, senza piaceri, senza vanità, eppure odiato.
In realtà, l'uomo è indegno di unirsi a Lui.
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# Quando uno vuole un miracolonuccy 2012-01-08 00:30
Su di un sito cristiano ho letto di una persona che aspetta da Dio una grazia per una famiglia molto sfortunata.
La grazia non arriva e la persona è sfiduciata, crede che Dio non esiste e non accetta più di pregare, perché è inutile, dice.
A me pare che di fondo ci sia una mancanza di fede all'origine, ed anche per questo, forse, la grazia richiesta non viene e lei: dove vuole andare senza Dio?
Dio, in ogni caso, deve restare nel nostro cuore, anche se la grazia non è arrivata.
Forse per Dio la grazia è la sofferenza di quella famiglia, e comunque, è portare una croce dietro a Gesù; anche se per me Dio ci da sempre dei segnali di grazia, anche senza miracoli.
Ma a volte Lui ci sorprende e ci dona cose inaspettate.
Cerchiamo, dunque, di rimanere saldi, ancorati a Dio, come fecero molti santi che dovettero soffrire per poter dare gloria a Dio; perché Lui sa come agire.
Dio conosce le Sue pecore, e le Sue pecore conosco la voce del Padrone; non abbattiamoci ma continuiamo a pregare sempre.
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# Egoismofuocoacceso 2012-01-08 19:52
La fede senza il sentimento del cuore è semplicemente inutile, per aver il miracolo bisogna credere a Dio senza chiedere nulla.
Dio conosce le Sue pecore, ma alcune pecore devono essere provate nel dolore per amare Dio con il cuore.
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