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Stiamo vivendo il periodo più travagliato della storia dell'umanità! Ovunque, la forza di distruzione dell'incertezza economica si è impadronita dell'umanità e l'uomo vive in una confusione terribile. Il mondo va in rovina e niente e nessuno riesce ad arrestare questa escalation di eventi. I capi politici s'incontrano per trovare soluzioni, ma nessuno ha la ricetta giusta per guarire questo mondo malato. Le pene e la miseria avanzano inarrestabili mentre l'economia mondiale cola a picco. Nonostante questi incredibili eventi, l'uomo è impegnato a salvaguardare sé stesso, cieco e sordo alla sofferenza altrui, indifferente alle varie tragedie che si consumano ogni giorno in nome della giustizia, in nome della religione. I nostri occhi sono asciutti, non piangiamo più; siamo freddi, distaccati, e ciò che accade oltre i nostri confini ci reca solo fastidio, perché in fondo anche noi siamo vittime di un sistema che ha portato il nostro Paese alla recessione; di conseguenza le tragedie altrui non c'interessano! Eppure, ci appassioniamo sempre più alla cronaca nera del nostro Paese, ai vari omicidi che spesso restano insoluti; anche se virtualmente partecipiamo morbosamente ai vari dibattiti presenti nei programmi televisivi, che diventano aule di tribunali, dove si cerca a tutti i costi di individuare l'assassino, con o senza prove; ci lasciamo coinvolgere, immedesimandoci nel caso di turno, dando giudizi, assolvendo o condannando colui o colei che a nostro avviso si è macchiato di quel tale delitto. Siamo diventati un popolo giustizialista. Forse perché non ci piace il nostro sistema giudiziario, forse perché la giustizia nel nostro Paese usa spesso due pesi e due misure... Ogni giorno andiamo in giro con gli occhi asciutti, presi dalle nostre preoccupazioni, non proviamo più compassione, l'ansia per il domani ci rende egoisti, la paura per le nostre finanze ci induce a guardare lo straniero come un usurpatore. E proprio quando dovremmo avvicinarci sempre più a Cristo, cercare in Lui il nostro rifugio, la nostra forza, invece ci allontaniamo, ci distacchiamo, lasciandoci avvolgere dalla paura e dall'ansia per il domani. Dimentichiamo spesso di essere credenti, sempre più ci allontaniamo da Cristo, sottovalutando l'importanza di avere il Signore nella nostra vita, perché solo in Lui possiamo trovare forza e coraggio. Il ritorno di Cristo non è solo una speranza, ma l'unica speranza di questo mondo, ma non è solo con il Suo ritorno che potremo mettere fine a tutte le nostre paure, le nostre angosce e trovare finalmente la pace. Non dimentichiamo che siamo credenti e, in quanto tali, abbiamo la fede, la quale ci da la possibilità di guardare al futuro, senza ansia, senza paura, ma certi che Cristo ci è sempre accanto, permettendoci di superare ogni ostacolo e ogni difficoltà che si presenta sul nostro cammino. La fede è qualcosa che ci rende diversi, perché non ci fa vacillare, ma ci fa restare sempre più ancorati a Cristo! Perciò usciamo da questa spirale di paura e di ansia, non angustiamoci, perché ciò che deve accadere, accadrà. Piuttosto preoccupiamoci per gli altri, dei diseredati, di coloro che hanno bisogno del nostro aiuto, della nostra testimonianza; diamoci da fare per le persone che ancora aspettano di conoscere il Vangelo, perché il ritorno del Signore non è mai stato così vicino.
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Commenti
Ma chì l'ha detto?
Avete mai provato ad essere ciabattini nel 1481, per dire, una data come un'altra, possiamo anche fare nel 502, non è un problema questo.
Il problema è questo senso sempre perentorio, sempre e solo perché siamo noi a vivere questo momento e non siamo neanche in grado di capire che è solo per questo motivo che tutto ci sembra così epocale.
Saluti.
Mi è piaciuta anche l'analisi di ciò che hai detto sulle esperienze vissute personalmente!
Ma, caro Matteo, quello che ignori e vorrei invitarti a rifletterci insieme, è tutta una serie di valori spirituali e morali che sono nel corso dei tempi svaniti.
L'istituzione della Famiglia secondo il dettame Biblico, l'immoralità Civile e culturale e, sopratutto, si sta sminuendo l'importanza primaria di Dio nell'Uomo!
Carissimo Amico è innegabile che nel 1481 l'uomo se pur con ignoranza invocava Dio, oggi in nome della razionalità e dell'emancipazione intellettuale si crede che Dio non esiste o sia una leggenda per tenere buone le masse!
Ti saluto e ti abbraccio dicendoti che il tempo ci darà ragione!