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Il contatto interrotto con Dio. La storia del passato ci testimonia che l'uomo ha interrotto il contatto con Dio. Il presente, con gli eventi di ogni giorno, ci conferma questa triste realtà, che, in molti casi, degenera in tragedie anche apocalittiche, come i danni causati dagli tsunami e dai terremoti. La disubbidienza alle leggi di Dio e i peccati sono quelli che causano la mancanza di contatto con Dio. Dio ha dato le sue leggi all'uomo per il bene di quest'ultimo, infrangerle significa ricevere conseguenze dannose e nefaste; il benessere è realizzabile soltanto quando si rispettano le leggi e i limiti che Dio ci ha posti. Tutto il creato ruota intorno alle leggi di Dio: il movimento delle galassie, la rotazione dei pianeti, la nascita e la morte delle stelle, ed altro. Vi sono poi le leggi che regolano la vita animale e vegetale, il clima e ogni cosa che ha a che fare con il nostro pianeta. Vi sono anche le leggi che regolano gli eventi storici. Vi sono, non da ultime, le leggi spirituali, che regolano la relazione dell'uomo con il Creatore, con il proprio simile, con gli animali, con la flora e con ogni cosa che lo circonda. Dio ha fatto ogni cosa con ordine e tutto deve rispettate l'ordine dato da Lui; ma l'uomo, con la sua irresponsabilità, ha rotto l'equilibrio dell'ordine di Dio, innescando un processo di rovina che si ripercuote in tutto il creato. Nella Bibbia è riportato che saranno condannati anche coloro che causano la rovina della terra, intesa anche come elementi facenti parte del nostro pianeta. Vi è una costante e personale disubbidienza alle leggi di Dio, per cui è sempre nostra la colpa dell'interruzione del contatto con Dio. Ma la santità di Dio tiene il suo cuore chiuso fino a quando non riconosciamo e confessiamo le nostre colpe, infatti: "...Questo popolo ha un cuore indocile e ribelle; mi voltano le spalle e se ne vanno; non dicono in cuor loro: «Temiamo il Signore Dio che dà la pioggia a suo tempo, quella della prima e dell'ultima stagione; che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura». Le vostre iniquità hanno sconvolto queste cose; i vostri peccati vi hanno privati del benessere" (Geremia 5:23-25 ). Chiaramente il passo di Geremia si riferisce al popolo d'Israele e ci è di esempio, infatti quanti popoli si comportano in questo modo con Dio? Non è forse indirizzata a tutti la Parola di Dio, quando dice: "Non c'è alcun giusto, neppure uno. Non c'è alcuno che abbia intendimento e che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno. La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue hanno tramato inganni, c'è un veleno di aspidi sotto le loro labbra; la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; i loro piedi sono veloci per spargere il sangue; sulle loro vie c'è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace; non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi" (Romani 3:10-18 )?
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