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"Tutto coopera al bene di coloro che amano Dio" (Romani:8:20). Molte persone nel mondo hanno vissuto dispiaceri grandissimi, talmente grandi da essere rimaste scioccate per anni e non riuscire a venirne fuori. Spesso conflitti interiori e di coscienza ci portano a domandarci: "Ma Dio cosa fa davanti a eventi catastrofici mondiali, oppure davanti a eventi che segnano la vita personale di credenti e non?". La Parola di Dio dà una risposta corretta a tutto ciò che l’uomo si chiede, specialmente se chi si fa certe domande è un credente "nato di nuovo", una persona che ha con Dio una speciale comunione come tra padre e figlio. La lettera che scrive l’apostolo Paolo ai Romani è una lettera molto intensa, spiega, tra le altre cose, che nulla, ai credenti nati di nuovo, succede più per caso, ma Dio ha sotto controllo le nostre vite. Infatti dice che siamo preconosciuti e predestinati da Lui prima della fondazione del mondo e che tutto ciò che ci succede coopera al nostro bene. Forse mi domanderete: "Come è possibile che mi sono accadute tante prove e dispiaceri e Dio non abbia fatto nulla? Oppure devo pensare che è Lui che mi manda disgrazie e prove perché io capisca il suo amore?". "Tutto coopera al bene di coloro che amano DIO". Ho voluto di proposito ripetere la frase, perché è molto importante capire cosa voleva dire Paolo nel contesto della Parola. Innanzi tutto tengo a precisare, e ne sono convinta, che Dio non ha bisogno di mandarmi disgrazie per farmi capire le cose, perché Dio insegna tramite la Sua Parola, non ha mai adottato altri sistemi. In merito, ci sono innumerevoli versi che lo spiegano. Ma alcuni dicono che in un versetto specifico la Parola dice che Dio "flagella" colui che ama. Però leggendo la versione greca del versetto in questione troviamo la parola ”mastigoi”, che non vuole dire flagella, ma "indirizza, insegna con una bacchettina", come fa il pastore quando vede le pecore abbandonare la strada e andare per conto loro: egli le chiama e le riporta in strada, usando una bacchettina, l’animale non sente dolore e ubbidisce al richiamo. Quante volte la Parola di Dio ci definisce pecore? Chi conosce bene la scrittura sa che Gesù si definisce il Sommo Pastore e noi siamo il suo gregge, perciò ci ammaestra con la Sacra Scrittura, sgridandoci se ne abbiamo bisogno, ma sempre con amore, perché Dio non solo ha amore, ma è amore! Ma allora, mi direte: "Ti stai sbagliando! Perché, se tutto coopera per il mio bene, anche se Dio mi manda delle prove, tutto finirà per il verso giusto". In parte è vero: per il vero credente tutto finisce sempre per il verso giusto, perché il Signore interviene sempre a nostro favore. Mi spiego meglio: noi siamo stati creati liberi di scegliere tra il bene e il male; Dio non interviene nelle nostre scelte, siamo liberi di peccare e di non peccare, ed anche dopo la "nuova nascita" non siamo più sotto la schiavitù del peccato. Se scegliamo di peccare (e facendolo apriamo le porte al demonio, nostro nemico), impediamo a Dio di dirigere la nostra vita, perché con il peccato mettiamo una barriera tra noi e Dio, lasciando campo scoperto al nemico, il quale, quando lui entra nella nostra vita, porta solo morte, distruzione, furto e cose cattive. Il credente, allora prega, chiede aiuto e perdono a Dio, ristabilendo la comunione con Lui, rimettendo la sua vita nuovamente sotto il controllo di Dio, il Quale farà si che anche le cose peggiori vadano per il meglio (per noi che siamo Suoi figli), come farebbe un qualunque padre per un figlio che va a chiedere aiuto e consiglio. A questo punto vorrei fare una riflessione con voi. Immaginate cosa penserebbe nostro Padre celeste quando, dopo aver peccato, e perciò aver aperto le porte al nemico, noi preghiamo disperati, chiedendogli perdono e di intervenire per mettere a posto le nostre vite? Forse penserà: "Se mi ascoltavi, figlio mio, non ti succedeva... se leggevi e meditavi quel passo biblico, con l’aiuto dello Spirito Santo, avresti evitato di fare quella cosa tanto spiacevole... se ti recavi con regolarità in chiesa avresti sentito una parola buona e giusta per te... avresti potuto chiedere consiglio al pastore..." Come deve essere sconsolato a volte il Padre quando gli chiediamo di rimetterci a posto, vedendo magari la nostra vita a pezzi; quanto gli farà male al Suo cuore vedere figli che si rovinano per non aver ascoltato! Perciò fratelli, concludendo, siamo noi con le nostre azioni che determiniamo il buono e il cattivo nelle nostre vite. La promessa che Dio ci ha fatto è importante: qualsiasi cosa ci possa succedere, tutto ritornerà a nostro favore; se gli permettiamo di dirigere le nostre vite e consacrarci a Lui completamente, saremo risparmiati da molte sofferenze, perché il vero credente innanzi tutto... teme Dio.
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