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Riflessione della settimana

Legami d'amore.
La Bibbia è un libro straordinario, non solo per il messaggio di salvezza che contiene e per i suoi insegnamenti etici e dottrinali, ma anche per tutte quelle verità psico-spirituali, veicolate attraverso l’esperienza di vita di uomini e donne che, pur nella loro fragilità, riescono a esprimere in tutta la loro bellezza.
Una fra le tante è quella dei “legami”: ciò che lega l’uomo a Dio e al suo simile.
Sin dagli albori, la Bibbia presenta l’uomo legato a Dio e all’altro (Genesi 2).
Quando questi legami sono stati spezzati, Dio è andato alla ricerca dell’uomo per cercare di recuperarli (Genesi 3).
Scrive il profeta Osea: “Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:4 )... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.
Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Andare all'Inferno ad un passo dal Paradiso

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Scritto da Nicola Andrea Scorsone - Articolo letto 1306 volte   
Mercoledì 31 Agosto 2011

Il materialismo e l’incredulità hanno creato un disinteresse totale per l’aldilà.
L’attaccamento alla materia e le gioie passeggere di questo povero mondo hanno fatto perdere di vista l’essenziale.
In un mondo che passa, però, l’argomento più importante rimane sempre quello dell’eternità.
Anche se molti, per le battaglie della vita, si domandano cosa fosse questa vita, con l'ovvia risposta di "niente!", continuano lo stesso a vivere solo e in funzione di essa.
Sono tante le scuse e le motivazioni di questa triste aridità morale e spirituale: “Troppo... intellettuale, bigotto, laico, indaffarato, malato, vecchio, bambino, ateo, adultero, ladro, bugiardo, bestemmiatore, nordista, sudista, cattolico romano, turista, islamico, buddista, T.d.G., mormone, moderno, antico, femminista, ignorante, democratico, comunista, italiano, arabo, giudeo, troppo bravo, troppo morto...”.
In croce, vicinissimi a Gesù, c’erano due uomini troppo ladri e omicidi.
Alla fine uno si pentì, credette, fu salvato, e sono passati quasi 2000 anni da quando varcò la soglia del Paradiso a godere le gioie eterne.
La porta era aperta anche per l’altro, ma preferì, nella sua incredulità, varcare la soglia dell’Inferno, dove soffre le pene eterne, già da quasi 2000 anni.
Gesù, un giorno guardando i suoi contemporanei (e l’uomo di ogni epoca), ebbe a dire: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa.
Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”
(Matteo 7:13-14 ).
In poche parole Gesù ci sta dicendo: “Se sei ad un passo dal Paradiso, perché scegliete l’Inferno?”.
Gesù portò salvezza, guarigione, pace, gioia, certezza del Paradiso e ogni benessere per tutto il nostro essere, eppure lo guardarono con sospetto; l’egoismo e l’orgoglio umano furono irritati, la frivola routine della vita disturbata, tutto il buonismo religioso e settario smascherato per quello che è: “...sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia” (Matteo 23:27 ).
Allora gridarono a Pilato: “Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!” (Giovanni 19:15 ).
Gesù era venuto per portare la vita e gli diedero una morte orribile.
Spiritualmente, nel loro ostinato rifiuto, era come se gridassero: “Siamo morti e vogliamo rimanere sepolti”.
Tempo fa, Macarena e Danza Kuduro erano le più cliccate: “Oi oi oi oi oi oi vieni piccola, balliamo kuduro... Chi può domare la forza del mare? Chi ti entra nel sangue? Il calore del sole che ti illumina e non ti lascia in pace piccola? Chi può fermare questo che ballando fa perdere il controllo ai tuoi fianchi sexy? E questo fuoco che brucia dentro, e lentamente ti trasforma in una bestia... oi oi oi oi oi oi...”
Kuduro, presentato come un dio, vuol dire: “divertimento, ballare”, che trasforma, per come dice il testo, in istinti sessuali come le bestie. 
Ogni stagione ha il suo dio di turno. 
Non stiamo dicendo che l’Iddio, che ha creato la gioia, è contrario al divertimento, ma certo non in un modo animalesco, per come sopra descritto, che lo esclude da tutto il nostro essere.
Dio è Dio, il Suo posto è stare al centro della nostra vita.
Al Salmo 46:10 Egli dice: “Fermatevi, e riconoscete che io sono Dio. Io sarò glorificato fra le nazioni, sarò glorificato sulla terra”.
Già, nella corsa della vita conviene fermarsi e considerare dove siamo e dove stiamo andando.
Ed ancora Dio consiglia: “Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io vi ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza” (Deuteronomio 30:19 ).


 

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