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Home Riflessioni in archivio

Riflessione della settimana

Legami d'amore.
La Bibbia è un libro straordinario, non solo per il messaggio di salvezza che contiene e per i suoi insegnamenti etici e dottrinali, ma anche per tutte quelle verità psico-spirituali, veicolate attraverso l’esperienza di vita di uomini e donne che, pur nella loro fragilità, riescono a esprimere in tutta la loro bellezza.
Una fra le tante è quella dei “legami”: ciò che lega l’uomo a Dio e al suo simile.
Sin dagli albori, la Bibbia presenta l’uomo legato a Dio e all’altro (Genesi 2).
Quando questi legami sono stati spezzati, Dio è andato alla ricerca dell’uomo per cercare di recuperarli (Genesi 3).
Scrive il profeta Osea: “Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:4 )... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù disse: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto.
Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via.
Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Saper pentirsi

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Scritto da Doreen Irvine - Articolo letto 1019 volte   
Domenica 25 Settembre 2011

Nella lotta spirituale non ci sono solo vittorie, ma anche fallimenti ed errori.
Ci sono state volte in cui sono caduta a terra sconfitta.
Ci sono stati momenti in cui mi sono mancate la grazia necessaria, la sapienza e la prudenza.
Allora Satana rideva e diceva: Sei solo una fallita; abbandona la tua lotta, rinuncia.
Allora, invece di stare in quella posizione di disfatta, ho permesso al Signore di rialzarmi ed, ai piedi della croce, ho ammesso il mio fallimento.
Là ho pianto e gridato ed ho chiesto pietà al Signore.
Ho imparato dagli errori e dalle sconfitte.
Per la grazia di Dio ho imparato a non sottovalutare i miei errori e i miei fallimenti, ma, anzi, ad affrontarli.
Dio non ci rincorre con un bastone per punirci quando sbagliamo; se confessiamo i nostri sbagli Egli amorevolmente ci rialza e ci dice di riprendere il cammino.
Fallimento e sconfitta mi hanno fatto accostare a Gesù in misura sempre maggiore; non serve stare giù nella polvere quando si sbaglia, perché Satana ne approfitta per affossarci di più.
Non dobbiamo rinunciare al Signore perché abbiamo sbagliato, il nostro nemico è là pronto a fere banchetto di noi come un avvoltoio quando ci vede cadere; uno dei suoi trucchi preferiti è il convincerci che non siamo abbastanza perfetti o che non ce la faremo a rialzarci dalle nostre miserie.
Nella Bibbia leggiamo che alcuni dei più grandi uomini di Dio hanno peccato.
Il re Davide, potente guerriero e salmista, peccò contro Dio; egli prese la moglie di un altro e complottò in modo da farne uccidere il marito, ma si pentì, affrontò il suo fallimento e confessò il suo peccato; egli trovò perdono e pace con Dio e continuò la sua vita, combattendo e vincendo molte altre battaglie.
Anche Giacobbe fu un uomo di preghiera e una volta combatté con un angelo, ma anche lui commise errori: ingannò il suo vecchio padre, rubando la benedizione e l'eredità di suo fratello; disprezzò sua moglie Lea, perché era innamorato di Rachele; fu preso in una ragnatela di falsità, inganno ed infedeltà, eppure fu un grande uomo di Dio.
Anche Pietro tradì Gesù quando questi aveva più bisogno di lui, ma si pentì, si alzò dalle ceneri del tradimento per essere il grande predicatore del giorno della Pentecoste.
Questi ed altri uomini vinsero la sconfitta per servire Dio con rinnovata pace, potere e grandezza.
Tutti commettiamo errori, nessuno è perfetto.
Anche l'apostolo Paolo scrive ai romani: "...infatti il bene che voglio non lo faccio; ma il male che non voglio, questo faccio..."; e prosegue col dire: "...Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?"
La risposta: "...Ringraziato sia Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore" (Romani 7:22-24 ).
Solo per mezzo di Gesù Cristo noi possiamo vincere.
I credenti devono guardare in alto, non dentro se stessi quando hanno peccato o sbagliato; devono affrontare i loro fallimenti, gridare a Gesù, aggrapparsi a Lui, mettere le cose in ordine e poi alzarsi e proseguire il cammino con Dio ad altezze e profondità maggiori.

 

Commenti

 
# pastorerocco 2011-09-25 22:06
Amen! Sono d'accordo con questa riflessione, in quanto il nemico viene per scoraggiarci, ma ogni volta che io alzo il mio sguardo alla croce di Gesù, e confesso ogni mio peccato, Egli è fedele e giusto da perdonare ogni mia iniquità.
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# pentimentoRoberto 2011-09-26 19:06
Anche io sono d`accordo con questa riflessione... ma cosa succede se uno si accorge di aver peccato e si pente sinceramente e non sente niente?! Cosa succede a un credente quando si accorge che nelle sue preghiere sente solo la sua voce? Le singole e rare persone che ricevono la grazia di Dio o di Gesù, sono persone che servono da esempio per gli altri peccatori, per avere la speranza di credere, perchè non tutti possono sentire la voce di Dio. Non siamo stati fatti per questo. Faccio un esempio: in questo momento milioni di persone fanno la fame, vengono torturate, vengono spietatamente uccisi i loro familiari vengono cancellati dalla faccia della terra e nessuna di questa gente si pente siceramente e chiede perdono a Dio e a Gesù?
Chi li ascolta e asciuga le loro lacrime in questo momento? Mi fa molto piacere leggere che c'è gente che parla con Dio e che si sono sollevati, spero che un giorno prima della mia ora possa avere anch`io questa esperienza e grazia.
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