Collaborare con Dio.


Voglio mettere in evidenza il fatto che quelli che amano il Signore e vogliono essere corretti nel proprio cuore, spesse volte sono tentati. Questi ricevono l'aiuto del Signore, perché desiderano fare la Sua volontà ad ogni costo e ricevono forza per contrastare le tentazioni e vincerle.
Così si cresce e ci si radica sempre più nel Signore, divenendo più stabili e più forti in Lui.
L'orgoglio impedisce o rallenta tutto questo e, invece di essere liberati, si è sempre più incatenati, proprio come il popolo ebreo nell'attraversare il deserto verso la terra promessa.

Certo, non è facile vincere sempre sulla tentazione, ma se il credente vive per se stesso con apparenza di religiosità, cosa può trasmettere a coloro che sono nel mondo e gli stanno vicini?
Dio conosce i cuori e ci dice: "Porterò a termine l'opera che ho iniziato in voi", e questo ci è di enorme conforto, ma siamo veramente disposti a sottometterci e collaborare con Lui, anche quando ci dice: "Togliete il male in mezzo a voi"?
So, per esperienza che, certe volte, invece di togliere il male di mezzo a noi, permettiamo che esso si allarghi a dismisura.
Anche i nuovi credenti e i credenti giovani, spesso non fanno molta differenza tra il Regno di Dio e il "mondo di fuori".

Il tempo che viviamo noi, ora, è "il tempo della grazia", ma siamo chiamati anche ad essere dei soldati; dobbiamo combattere il male, l'ipocrisia e il peccato con tutte le nostre forze e con quelle che il Signore ci da ( o che noi Gli permettiamo di darci).
L'avversario è all'opera. Dobbiamo stare a guardare? Ammettiamo i nostri falli, aiutiamoci, incoraggiamoci a vicenda, amandoci... Ma mi sembra quasi un....sogno!
Non siamo perfetti e siamo umani, ma dovremmo odiare il peccato, come Dio odia il peccato. La Parola di Dio è potente nelle tentazioni, Gesù la usava e il diavolo perdeva, così deve essere per noi.

 

Patrizia Aydallin

 

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