La cristianità di oggi.


Sappiamo che migliaia e migliaia di persone non conoscono, se non molto imperfettamente, o addirittura niente affatto, l'Evangelo, eppure, quanti sono coloro che ancora sentono il peso, la responsabilità verso tutte quelle persone?
Sono molto poche. Oh si! Facciamo tante cose, ma purtroppo davanti a Dio non facciamo nulla, perché non lavoriamo per Lui.
Lavoriamo per noi stessi, non siamo mai stati così occupati come oggi a pensare al denaro, a divertirci, eppure non abbiamo nè il tempo, nè il denaro per il Suo servizio.
Ma non ci rendiamo conto che questo è il tempo della raccolta e che i lavoratori sono pochi?
Non udiamo la Sua chiamata? E se non la ascoltiamo, perché avviene questo? Qual'è la scusa?
La crisi? La paura del domani? Ma questi non sono problemi che dovremmo affidare al Signore?
La verità è che non tutti siamo disposti a rispondere alla Sua chiamata, qualunque essa sia; non tutti poniamo la fiducia in Lui; aspettiamo sempre che sia la chiesa, l'organizzazione, gli anziani a sostenerci, pensiamo che abbiamo bisogno dei titoli delle scuole bibliche, di seminari e di corsi vari, e in questo modo spesso ignoriamo la nostra Chiamata, aspettando che siano gli altri a mandarci.
Ma è questa l'ora e il tempo di rispondere alla Chiamata di Dio, non indugiamo!
Se facciamo con fede il primo passo, il Signore ci verrà subito incontro, perché Egli non vuole che il raccolto sia perduto!
C'è bisogno di mietitori, di sostenitori, di uomini e donne di fede, e qualsiasi possa essere la nostra condizione non scoraggiamoci, perché nulla è impossibile a chi ha fede.


La Redazione

 

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