Niente paura.


Quando eravamo bambini conoscevamo bene i giochi difficoltosi che portavano entusiasmo nella nostra vita quotidiana, ed anche se provavamo un po di paura nell'affrontarli, nulla ci poteva fermare dal raggiungere i nostri piccoli traguardi, dimostrando il nostro portentoso coraggio.
Ricordo che quando avevo più o meno otto anni le mie avventure si svolgevano tra gioie e dolori. Saltando muretti molto alti, scavalcando recinzioni, correndo in mezzo ai rovi, arrampicandomi su alberi, insomma affrontando situazioni poco "sicure", rimaneva sempre dentro di me un forte entusiasmo e una permanente serenità che andava oltre la paura.
Nelle mie prodezze infantili mi procuravo un ginocchio sbucciato e qualche livido, ma anche se piangevo, mi rialzavo e il giorno dopo riprovavo. Penso alla sensazione che avevo in quei momenti quando superavo la prova, in particolare, quando saltavo un muretto di due metri, la gioia e la contentezza che manifestavo con chiassose esclamazioni erano incontenibili.
Molto spesso per confermare la riuscita nella mia prodezza saltavo il muretto per diverse volte come se dovessi ottenere una vittoria schiacciante. Adesso posso dire sinceramente che quel coraggio così eclatante un po mi manca, ma di certo non smetterò di cercarlo, perché è ancora dentro di me, forse leggermente coperto, offuscato.
Facendo questa piccola premessa in onore dei bellissimi ricordi infantili, voglio parlare del nostro presente, facendo un piccolo appunto sulla situazione psicologica ed emotiva che predomina nella nostra società. Posso constatare (e penso che la maggioranza è d'accordo con me) che la paura sta dilagando oggi in ogni parte della terra, perché il nemico delle nostre anime si usa della paura come strumento per tenere legate le persone, tenendoli in una “dimensione” di reclusione, avendo come conseguenza atteggiamenti di isolamento, cinismo, inimicizia, diffidenza, e il rinchiudersi in se stessi.
Forse qualcuno potrebbe dire che il rinchiudersi in se stessi è giustificato dai fatti che accadono ogni giorno, i quali, ripetuti molte volte dai telegiornali, ci vengono impressi bene nella nostra memoria al punto tale da creare in noi forti scoraggiamenti, ma così non miglioriamo nessuna situazione, anzi facciamo aumentare il pessimismo che condiziona la nostra vita, anche spirituale.
Molti si "rinchiudono" in casa, convinti di essere al sicuro, creandosi un proprio mondo, provano a gestire la vita solo con le loro forze e pensano di tenere tutto sotto controllo, ma un “rifugio” così accomodante spesse volte diventa un nascondiglio pericoloso. Purtroppo, senza l'aiuto del Signore Gesù, l'attitudine negativa rimane, inequivocabilmente, anzi, molto spesso, si rafferma sempre più.
Noi, come credenti, anche se in certi momenti possiamo rifugiarci sotto le ali di Cristo, dobbiamo tenere presente che siamo chiamati a combattere per gli altri, per aiutarli a sperimentare anche loro la libertà in Cristo Gesù; possiamo pregare per loro, affinché si ravvedano e che il Signore possa operare nelle loro vite. Noi siamo la “luce del mondo” e, come dice il Signore, una “città posta sopra un monte, che non può essere nascosta", (Matteo 5:14).
Andiamo contro il nemico con fermezza, proclamiamo la vittoria di Cristo ogni qual volta ci troviamo difronte la paura, o le sensazioni di paura. Sappiamo che il nostro combattimento non è contro realtà materiali, ma contro le realtà spirituali che ci circondano (Efesini 6:12).
Siamo alla fine dei tempi e dobbiamo aspettarci di vedere l'apice di situazioni di angoscia, ma sappiamo che anche in questi tempi aumenterà la fede dei figli di Dio e la consapevolezza di appartenere a Cristo, il Re che sta per venire sulla terra.
Coraggio!


Redazione

 

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