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La
chiesa di Laodicea.
Viviamo
in un tempo in cui la parola "tolleranza" è molto
popolare.
Naturalmente dobbiamo tollerare gli altri in molte cose e rispettare i punti di vista diversi dai nostri, ma mi sembra che alcuni spingono la tolleranza agli estremi.
Al tempo descritto dal libro dei Giudici, c'era questo tipo di tolleranza in cui ognuno gli faceva ciò che gli pareva meglio. Il risultato fu un totale collasso nella stabilità della nazione e della famiglia. Particolarmente nel campo religioso molte voci si sono levate per dirci che ognuno ha il diritto di scegliere il proprio corso spirituale. Per alcune persone può sembrare strano parlare di intolleranza divina perché pensano che Dio tolleri ogni cosa, ma nell'ultima delle sette lettere di Cristo alle chiese, nel libro dell'Apocalisse, vi troviamo una situazione che ha messo a dura prova il nostro Signore. Dubito che qualche altra chiesa sia stata più scossa dal messaggio di Cristo quando lo sia stata la comunità di Laodicea. I membri di questa chiesa erano così soddisfatti di se stessi e, di riflesso, supponevano che Dio pensasse la stessa cosa di loro. Se c'è una cosa che questa lettera ci insegna, è che l'ispezione divina in ogni chiesa è sempre continua. La domanda che dobbiamo porci non è: "cosa il mondo pensa di me", ma "cosa Cristo pensa di me".
Esaminiamo questa lettera dall'inizio.
"E all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: queste cose dici l'Amen, il Fedele e il Verace, il principio della creazione di Dio. Io conosco le tue opere e tu non sei né freddo, né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente! Così, perché sei tiepido, e non sei né freddo né fervente, io ti vomiterò dalla mia bocca." Apocalisse 3:14-16. Questo deve far trasalire coloro che insistono sul fatto che il predicatore deve essere pieno di tatto e così gentile da non mutare la suscettibilità di nessuno in quello che dice. Ma qui è il Signore Gesù che parla, ed egli, con occhi fiammeggianti e con una parola acuta come una spada a doppio taglio, dice così a una concregazione di credenti che hanno degenerato fino a disgustarlo. Non c'è modo di addolcire questa frase.Il Signore era stanco di quelle persone, non le poteva più tollerare; lo avevano nauseato. Cristo descrive la condizione dei laodicesi come tiepidi spiritualmente. Niente è più difficile che bere acqua tiepida, è disgustosa e viene solo il desiderio di rimetterla.In parecchi modi si può rendere l'acqua tiepida. Si può versare acqua fredda in quella bollente fino ad intepidirla; si può scaldare l'acqua e poi toglierla dal fuoco prima che sia bollente; oppure si può spegnere il fornello quando l'acqua è appena calda. La tiepidezza spirituale si può produrre alla stessa maniera.
Alcuni cristiani erano tanto caldi un tempo, ma poi si sono allontanati così tanto dal fuoco dello Spirito Santo che molto del loro fervore è sparito. Altri non sono mai stati molto caldi, ma si sono accontentati di un pò di religione, quanto basta a farli sentire a posto. Nulla può di più facilitare il raffreddamento di un cristiano che il cercare di seguire il mondo. Che chiesa forte avremmo se ciascuno di noi seguisse l'insegnamento di Romani 12:2! "...e non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente". Alcuni studiosi della Bibbia credono che le sette Lettere dell'Apocalisse abbiano un senso profetico e che rappresentino le varie epoche della storia della Chiesa, dai tempi apostolici alla Seconda venuta. Io sono propenso a credere che questo sia vero e, se così è, Laodicea rappresenta l'ultimo periodo della chiesa prima del ritorno del Signore. E, come potete notare NON è una chiesa vittoriosa, ma indifferente, che non ha emozione, né entusiasmo, né senso dell'urgenza, né passione.Io desidero che leggiate il verso che segue e che tenete a mente che è Gesù che parla, e non al mondo, ma alla chiesa: "Poiché tu dici: io sono ricco e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei infelice tra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo" (3:17).
L'atteggiamento dei laodicesi era: "non ho bisogno di nulla".
Anche il più grande predicatore del mondo trova difficoltà nel scuotere e suscitare l'interesse di persone che pensano di non avere bisogno di nulla. Rincresce forse che non si possa avere la prosperità e la spiritualità nello stesso tempo, infatti molte volte sembra che il benessere finanziario abbia un effetto negativo nella relazione di alcune persone con Dio. Era anche così a Laodicea, e sembra essere così anche ora. I laodicesi cercavano di avere il meglio dai due mondi: il mondo materiale e quello spirituale, ma questo è impossibile. Gesù ha dichiarato che nessuno può servire due padroni. Veramente ci sono due mondi: il mondo presente e il mondo futuro; e l'uno o l'altro domineranno l'uomo. Ora veniamo alla immagine peggiore della chiesa di Laodicea.Nel verso 20 Gesù dice: "Ecco, io sto alla porta è picchio, se uno ode la mia voce ed apre la porta io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco." Avete senz'altro sentito questo messaggio rivolto ai non salvati, ma questa è l'immagine di Cristo in piedi fuori la porta della chiesa. Anche se la chiesa, nel suo insieme, è tiepida, Cristo desidera ardentemente stare insieme con ogni individuo che lo lascerà entrare.
Di Kenneth O.Barney
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