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I DUE ALBERI PIANTATI NEL GIARDINO DELL'EDEN
Uno studio di John Kidd.
Questo è un tentativo di investigare due caratteristiche principali nel Giardino dell’Eden che mi lasciano perplesso: cosa erano i due alberi; l’Albero della Vita e l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male (l’albero d.c.d.b.e.d.m)? (Genesi 2).
Queste due domande sembrano non ottenere risposta (almeno non direttamente) nel resto delle Scritture, come ad esempio alcune cose tipo il sacrificio degli animali e la dottrina del peccato originale, che sono spiegate in dettaglio. Le mie conclusioni non sono andate molto in profondità. Sono più incerto su alcune delle mie conclusioni rispetto ad altre. Sarei felice di sentire anche il parere di altri. Credo che il resoconto scritto nel Libro di Genesi non sia un “mito” come qualcuno lo definisce, ma sebbene le persone e gli oggetti in esso contenuti abbiano un significato simbolico, sono pur nondimeno reali e solidi, come la poltrona su cui sei seduto. E ciò che accadde nel Giardino, incluso le situazioni soprannaturali, sono storia pura.
I SIMBOLISMI DEI DUE ALBERI
Per quanto riguarda il simbolismo, parte di questo è ben conosciuto. Per esempio la nudità senza vergogna di Adamo ed Eva simboleggiava la loro innocenza (che persero a causa del peccato). Gli indumenti di foglie di fico simbolizzano lo sforzo umano di eliminare il senso di colpa, cercando di coprire la loro vergogna. Il sangue versato, quando Dio coprì la loro colpa con pelli di animale, invece che le foglie del fico, era la prima di una lunga serie di sacrifici animali per simbolizzare il sangue sacrificale di Gesù. Tuttavia, ci sono altri elementi nel racconto il cui simbolismo, che suppongo abbiano, mi ha spesso lasciato perplesso. Credo che il principio di Genesi sia come un seme o una radice che caratterizza l’intrecciarsi dell’albero nella storia; un esempio di come Genesi abbia dato la sua impronta a tutta la storia è nella natura delle religioni, vere e false che siano, possono essere viste come un’ombra degli avvenimenti di Caino ed Abele.
Limiterò le mie domande ai due alberi. L’Albero della Vita appare nuovamente in Apocalisse 22:2, questa volta in modo plurale, perché appare su entrambe le sponde del fiume che scorre nella Nuova Gerusalemme (21:2). Credo che l’Albero della Vita nel Giardino fosse un albero reale che possedeva proprietà spirituali – e faccio la stessa supposizione per l’albero d.c.d.b.e.d.m. Il Nuovo Commentario Biblico (Inter-Varsity Fellowship 1953), vede l’albero d.c.d.b.e.d.m, come se non possedesse delle proprietà intrinseche da poter cambiare un uomo che ne avesse mangiato il frutto (Genesi 3:3), ma lo vede solo come un punto di riferimento sul quale Dio poteva testare attraverso l’ubbidienza o disubbidienza del comando divino l’alleanza di Adamo con Lui. In parte non sono d’accordo con N.C.B. perché ogni peccato ha in sé due aspetti. Uno è generale – ogni peccato è un peccato – ragione per la quale Giacomo dice: “Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge, e avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti” (Giacomo 2:10), l’altro aspetto del peccato è particolare – qual’era l’offesa precisa che arrecava? In questo caso, il primo di tutti i peccati (Genesi 3:6), il fallimento di qualsiasi prova etica che Dio aveva dato, ha presumibilmente reso Adamo quello che è diventato: un peccatore; incluso il totale cambiamento della sua natura che tale titolo descrive. Fino a questo punto, il NCB ha ragione. Il pensiero dell’autore si trova in linea con il pensiero comune. Ma il peccato di Adamo era particolare, mangiò del frutto dell’Albero d.c.d.b.e.d.m. Il NCB congeda questo particolare dicendo:..."perché l’uomo acquisisse una conoscenza sperimentale del bene o male secondo la sua perseveranza ad ubbidire o se fosse caduto nella disubbidienza”. (Pag. 79). Pone in questo modo la conoscenza del bene e del male in obbedienza o disobbedienza astratta, e non a qualche cosa di intrinseco all’albero. Questa successiva quotazione illustra ulteriormente la posizione del NCB ed allo stesso tempo include tutto quello che esso ha da dire sull’Albero della Vita. “Questi Alberi (l’Albero della Vita e l’Albero d.c.d.b.e.d.m) non devono essere considerati come misteriosi o come se possedessero una potenza fisica o materiale di portare vita o conoscenza. La loro posizione qui è quella del simbolismo delle realtà spirituali”.
LA NATURA DEI DUE ALBERI
La reticenza del NCB mi stimola a fare la domanda che cerca di evitare: Che cosa sono gli Alberi della Vita e l’Albero d.c.d.b.e.d.m?
Genesi 3:22 dice: “Poi l'Eterno Iddio disse: 'Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi quanto a conoscenza del bene e dei male. Guardiamo ch'egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo'". Io credo che questo dimostri che l’Albero della Vita ha di fatto “il potere materiale di portare vita”. Dico questo perché Dio non usa l’Albero della Vita come punto di riferimento per provare Adamo in alcun modo. Se il mangiare da esso poteva in qualche modo fare ricevere vita direttamente da Dio, e non da qualche proprietà che l’albero possedeva, allora questo avrebbe dovuto essere la risposta a qualche tipo di direzione da parte di Dio, esempio una promessa o un comando. (Dio non agisce mai senza uno scopo, per capriccio). Ma non ci viene indicato niente a questo proposito. Evidentemente l’Albero impartiva vita, per sua stessa natura. Inoltre, Genesi 3:22 abbina i due Alberi: mentre il mangiare da uno di essi dà vita, mangiare dall’altro dà conoscenza etc..
Il risultato del mangiare dall’Albero d.c.d.b.e.d.m, è stato qualcosa che l’uomo ha subito (non qualcosa che Dio ha fatto all’uomo), così come l’uomo avrebbe vissuto per sempre se avesse mangiato dell’Albero della Vita. Evidentemente entrambi gli Alberi hanno il potere insito di produrre l’effetto che implica il nome che portano. Quindi, mangiando da esso, a parte l’effetto generale di fare di un uomo un peccatore, cos’era la natura particolare dell’Albero, che desumo abbia dato alcuni tratti particolari a tutta la razza adamitica, che l’innocente Adamo non aveva? È chiaramente il possedere la conoscenza del bene e del male. Dio disse: “...l'uomo è diventato come uno di noi quanto a conoscenza del bene e del male”.
La mia domanda è: Che cosa significa?
Propendo a pensare che sia qualche cosa di buono (Dio la possedeva), Satana sapeva che rendere l’uomo un peccatore avrebbe suggellato la sua opera (quella di Satana): sarebbe stato impossibile per l’uomo fuggire da quella condizione. Se posso fare un po’ di speculazione, posso immaginare Satana godere nel vedere l’uomo cercare di resistere alla tentazione. La conoscenza del bene e del male è tentatrice, sembra offrire una via d’uscita, ma in modo sottile ti impedisce di farlo. Per venire al punto, penso che la conoscenza del bene e del male sia la Legge, che l’uomo sperimenta nella forma della coscienza o nella forma delle leggi scritte di Dio, o entrambe. La natura peccaminosa dell’uomo gli rende impossibile adempiere la legge. La cosa tentatrice è che sembrapossibile: le persone raggiungono quello che sembra essere una certa qual soddisfazione, per esempio: non ho mai ucciso, rubato, fatto niente che potesse fare del male, etc., poi sono arrivati a credere che con un piccolo sforzo si potesse ottenere un totalesuccesso. Tuttavia, la natura di peccato non solo rende impossibile al 100% raggiungere quest’obiettivo, ma anche ogni “successo” presunto è visto da Dio come incapace di redimere una persona dalla sua condizione e dalla dannazione finale. “…Tutta la nostra giustizia come un abito lordato”. Isaia 64:6
Usando la terminologia propria del “bene e del male”, Paolo esprime il problema e la sua esasperazione in questo modo: “…il comandamento è santo, … giusto e buono….poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Perché il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, lo faccio….ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra”. (Romani 7:12-23). Quell’aspetto della natura decaduta dell’uomo, che è derivata specificamente dall’Albero d.c.d.b.e.d.m, io dico che sia conoscenza etica, consapevolezza (“gli occhi di entrambi furono aperti” Genesi 3:7). Il problema è che il peccato infetta ogni cosa, inclusa di conseguenza la così acquisita percezione naturale dell’uomo caduto. Gnosticismo che significa “conoscenza”, è una perversione religiosa, trovata in tutto lo spettro, non solo dei culti, ma anche molto di quello che è oggi il Cristianesimo accettato. Il suo marchio è la conoscenza, spesso segreta, che è speciale per il gruppo, la quale una volta impartita dà accesso speciale alla salvezza, in una forma o un’altra. Un buon esempio è la psicologia – le teorie dell’animo umano (ci sono molte teorie psicologiche in contrasto) – che quando è applicata alla persona (psichiatria) cerca di spiegare e risolvere i suoi problemi spirituali. Di recente ho letto un libro “dichiarato” Cristiano che descrive il cuore dell’uomo come una “vittima” che ha bisogno di trasformarsi in “vittorioso”. Si definisce un aiuto per la santificazione Cristiana, ma non esiste la salvezza per le opere. Tutte le sfide di poter redimere il cuore dell’uomo sono vane, svaniscono al confronto di “...il cuore dell’uomo è ingannevole più di ogni altra cosa, e disperatamente malvagio, chi lo potrà conoscere?” Geremia 17:9. La risposta della Bibbia è “...solo Dio lo può conoscere.” (Romani 8:27; Apocalisse 2:23).
L'ALBERO DELLA VITA:FIGURA DI UN UOMO.
Guardando al finale della storia, vediamo che mangiare dell’Albero della Vita non è, dopo tutto, senza conseguenze morali.
Apocalisse 2:7 dice: “A chi vince io darò a mangiare dell'Albero della Vita, che sta nel Paradiso di Dio”. E Apocalisse 22:14: ”Beati coloro che lavano le loro vesti per aver diritto all'Albero della Vita." Direi per supposizione, che se Adamo avesse “vinto”, se avesse “obbedito al comandamento di Dio”, Egli gli avrebbe dato da mangiare dell’Albero della Vita. Invece alla fine fu escluso da esso, per la sua condizione di peccato. La benedizione, che doveva essere la Vita Eterna, divenne la maledizione della vita eterna nell’inferno. La soluzione a questo dilemma orrendo, io suppongo, potrebbe risiedere nel luogo dove sorge l’Albero, come spero di spiegare.
Alla domanda: Cos’è l’albero della vita?, il mio suggerimento è: una “teofania”; ossia l’apparenza in forma fisica della Seconda Persona della Trinità. In genere uno pensa alla teofania come se prendesse una forma d’uomo, tuttavia, c’è almeno un’altra teofania dove la forma acquistata è un albero, e più precisamente un pruno. Questo è quando “L’Eterno apparve a Mosè in una fiamma di fuoco che proveniva da un pruno.” (Esodo 3:2). Ad un’obiezione che mi era stata sollevata, che poiché Dio parlava “da un pruno”, allora questa non era una teofania del Signore, ma che Egli era come spirito invisibile dimorante nelle spine e nelle fiamme, io ho replicato che il pruno stesso non era consumato dal fuoco. Allora credo che il pruno possa essere paragonato ad “Uno che pareva un Figlio degli Dei”, in Daniele 3:23-27, che insieme agli altri tre uomini non erano consumati dalla fornace di Nabucodonosor. Il pruno stesso era un’anticipazione di Gesù. Così come Dio era un fenomeno nel pruno ardente, allo stesso modo Gesù era Dio “nel mezzo” degli uomini.
L’Albero della Vita era situato nel giardino dell’Eden. Sebbene Adamo fosse ancora lì dopo la caduta, lo fu solo per un breve tempo; ora si trovava nel posto sbagliato e Dio lo mandò, subito dopo, nel mondo esterno che ora era rovinato. Per cui, se l’Albero della Vita era una teofania della Seconda Persona, allora anche questo è in un luogo diverso spiritualmente, da dove si trovano tutte le altre teofanie. Penso che sia corretto dire che se l’Albero era associato solo alla pace e all’innocenza, tutte le altre teofanie, sono associate ognuna alla sofferenza, o alla lotta o al dolore. Per esempio, così come i figlioli d’Israele erano in una “fornace” in Egitto (Deuteronomio 4:20), allo stesso modo il pruno da cui Dio parlò a Mosè era in un fuoco. Se ho compreso correttamente, allora penso che questo rifletta il bisogno dell’uomo nel suo stato di peccato. Non solo ha bisogno di Gesù, ma ha bisogno di Lui e della Croce. Paolo disse: ”Poiché mi proposi di non saper altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso.” (1 Corinzi 2:2), e “Noi predichiamo Cristo crocifisso.” (1 Cor. 1:23). I modi in cui oggi Gesù è offerto alle persone sono molti e svariati, senza la Croce. Senza questa però Egli non ci può salvare.
Adamo era già un’anima vivente; Dio aveva “soffiato nelle sue narici lo spirito della vita” (Genesi 2:7), eppure lì c’era l’Albero della Vita che avrebbe potuto dare vita ad Adamo.
Cos’è la risposta a questo? Penso che ci siano due tipi di vita: una è biologica, quella che era stata soffiata in Adamo (e che era stata ritirata “tutto quello che aveva alito di vita nelle sue narici, morì”. [Genesi 7:22] nel diluvio di Noè). La vita che era nell’Albero, invece, avrebbe potuto dare vita eterna. Il Nuovo Testamento sembra distinguere tra queste due vite, usando le parole psiche e biosper la vita terrena e zoe per la vita eterna. La vita eterna ci è offerta solo da Gesù. Non deve essere cercata nello Spirito Santo, sebbene alcuni rami della Chiesa di oggi tendano a crederlo. L’Albero della Vita per noi è Gesù ed e anche l’albero su cui Egli è morto. Lo Spirito Santo non è stato crocifisso per noi. È la funzione dello Spirito quella di guidarci a Colui che è stato crocifisso, cioè Gesù. A noi peccatori verrebbe impedito di mangiare dell’Albero della Vita nel Giardino, ma l’Albero della Vita, come Gesù è ora in questo mondo decaduto, deve essere mangiato: “...se non mangiate la carne del Figliuol dell'Uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi”. (Giovanni 6:53).
L'ALBERO DELLA CONOSCENZA DEL BENE E DEL MALE: FIGURA DI UN UOMO.
Che cos’è l’Albero d.c.d.b.e.d.m? Notate prima di ogni cosa che è fatto di legno, naturalmente.
In tutta la Scrittura, il legno rappresenta l’umanità. Così come l’Albero della Vita in un certo qual modo è un uomo (una rappresentazione di Gesù), così l’Albero d.c.d.b.e.d.m, in un certo modo è un uomo. Per ricercare ulteriormente, guardiamo alla caduta di Lucifero. “Come mai sei caduto dal cielo, o astro mattutino, figliuol dell'aurora?! Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: 'Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io m'assiderò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all'Altissimo'". (Isaia 14:12-14). “Tu mettevi il suggello alla perfezione, eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden, il giardino di Dio; eri coperto d'ogni sorta di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati per il giorno che fosti creato. Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t'avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, perché non si trovò in te la perversità. Per l'abbondanza del tuo commercio, tutto in te s'è riempito di violenza, e tu hai peccato; perciò io ti caccio come un profano dal monte di Dio, e ti farò sparire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco. Il tuo cuore s'è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti gettò a terra, ti do in spettacolo ai re”. (Ezechiele 28:12-17).
Nella ricerca di essere come l’Altissimo, l’ambizione di Lucifero non era vaga e generica, nel quale egli sarebbe stato magari un “secondo”, rivale a Dio, simile all’Originale. Credo che il suo desiderio fosse specifico: voleva prendere il posto del Figlio di Dio. Quanto si è spinto Lucifero nel suo tentativo di ostacolare Dio? Solo a scopo di supposizione, diciamo che si fosse preparato la strada in qualche modo. Cosa ha trovato sul suo cammino? Credo (se era arrivato al quel punto) che sia stato confrontato inequivocabilmente dalla Seconda Persona della Trinità. Di seguito espongo il mio pensiero. 1) Lucifero era un essere creato. Nello specifico, è la Seconda Persona della Trinità che creò tutte le cose, non solo sulla terra, ma anche in cielo. Le Scritture che lo sostengono sono: “… la Parola…Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:1-3). “…il primogenito d'ogni creatura; poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili; …tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui; ed egli è avanti ogni cosa, e tutte le cose sussistono in lui.” (Colossesi 1:13-17). “...il suo Figliuolo…mediante il quale pure ha creato i mondi;…il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza.” (Ebrei 1:2-3). Non solo il Figlio ha creato, ma Egli sostiene, preserva costantemente ed attivamente l’esistenza di tutte le cose create. “In Lui sussistono tutte le cose”. Questo include Lucifero. Se Lucifero avesse cercato di avvicinare la Prima Persona della Trinità, il Padre, Egli lo avrebbe indirizzato subito al Suo Esecutivo, Suo Figlio. Se lo posso dire in modo riverente, il Padre avrebbe detto al Figlio: “questo intruso esiste perché tu lo sostieni; è compito Tuo trattare con lui”.
2) Lucifero aspirava alle vette del cielo, “sopra le stelle di Dio”, “sopra le nuvole”, ossia la posizione dell’autorità Divina.
L’autorità posseduta dal Padre era quella di essere l’esistente Dio non creato. L’autorità del Figlio, sebbene sia uguale e la stessa di quella del Padre, è diversa in un aspetto importante. È stata data al Figlio. “Il Padre ama il Figlio, per questo gli ha dato ogni cosa nelle mani.” (Giovanni 3:35). “È piaciuto al Padre che in Lui (nel Figlio) abitasse tutta la pienezza della deità.” (Colossesi 1:19). Sia che pensiamo che Gesù sulla terra avesse autorità perché era sotto l’autorità del Padre (di Dio), o che pensiamo a quella che aveva quando ritornò al Padre (tutta la potenza mi è stata data in cielo e in terra – Matteo 28:18), non fa alcuna differenza, il Figlio, in genere riceve autorità dal Padre. Lucifero, essendo “pieno di sapienza” comprendeva sicuramente che l’autorità divina, come posseduta dal Padre era assolutamente inaccessibile. Per aspirare ad essa, Lucifero doveva essere stato non creato, mentre sapeva di non esserlo. Ma l’autorità divina, come posseduta dal Figlio era aperta a chiunque fosse stato degno di riceverla. Si sarebbe aperta l’opportunità, diciamo così, di presentarsi davanti al trono del Figlio. Lucifero non è degno, solo l’Agnello (la Seconda Persona) è “degna di ricevere potenza e ricchezza e sapienza, onore, gloria e benedizione.” (Apocalisse 5:12). Lucifero non è stato elevato “sopra le stelle (angeli) di Dio”, è solo Gesù che è stato fatto di gran lunga superiore agli angeli.” (Ebrei 1:4).
3) Nella mia congettura, il confronto tra Lucifero e Dio era incentrato sul Figlio; sebbene non possa provarlo precisamente, penso che fosse praticamente inevitabile che Lucifero fosse mosso dall’invidia per il Figlio. Lucifero era orgoglioso, come sanno tutti: “il tuo cuore si era innalzato per la tua bellezza” – non posso evitare di pensare che il suo narcisismo lo portò all’invidia, come nella storia di Biancaneve e la strega. Mi pare di sentirlo: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?” e Dio replica: “Gesù è il più bello”. L’orgoglio non è il peggiore dei peccati. La concupiscenza dice: “Lo voglio!”, l’orgoglio dice: “me lo merito!”, ma l’invidia dice: “perché deve averlo lui e non io?”. L’orgoglio è incentrato su sé, ma l’invidia va oltre: aggiunge l’odio. Non solo cerca di promuovere l’io, ma anche la caduta degli altri. Porta in fretta all’omicidio. Proverbi 27:4 dice: “L'ira è crudele e la collera impetuosa; ma chi può resistere alla gelosia?”. Caino uccise Abele per invidia; i fratelli di Giuseppe cercarono di ucciderlo per gelosia; Saul cercò di uccidere Davide per invidia; Faraone uccise i bambini Ebrei nel Nilo; Haman cercò di sterminare tutto Israele; Erode uccise piccoli innocenti nell’area di Gerusalemme. Tutti erano tentativi di Satana di sterminare la vita di Gesù, finché non pensò di aver ottenuto il suo scopo quando i servitori di Satana “per invidia lo diedero nelle loro mani” (Matteo 27:18).
Naturalmente, la croce “scoppiò” nelle mani di Satana, sconfiggendolo, eppure stranamente, non si è ancora arreso. Io credo che l’Albero d.c.d.b.e.d.m. sia una figura di quello che sarà la fine di Satana al termine di questi tempi in cui ha cercato di derubare Gesù. Ossia, incapace di detronizzare Gesù, Satana cerca di raggiungere lo stesso effetto derubando il trono del suo valore, che è la regalità sull’umanità. Inizialmente Satana ottenne un successo, quando Adamo mangiò dell’albero, tutti i regni della terra che sarebbero venuti, inclusi i popoli ad esse appartenenti, furono dati a Satana: appartengono legalmente a lui e questi può darli a chiunque egli voglia (Luca 4:5-6). Ha bisogno di un essere umano a cui darli. Per quest’uomo Satana avrà diritto di regnare sul genere umano. Egli li ha offerti all’Uomo, Gesù, ma questi ha detto di no. Avrebbe significato adorare Satana (Luca 4:8). Sgridando Satana, Gesù indicò la via della Croce dove Egli avrebbe conquistato un popolo completamente diverso, una nuova razza, nata di nuovo, una razza riscattata dal regno di Satana. Su questa nuova razza di persone, Gesù sarebbe stato il Re eterno. Nel frattempo, Satana cominciò a preparare il suo uomo, per “possederlo” quando sarà il tempo. Satana imiterà il Padre Divino che abita nel Figlio. Satana sentirà di essere infine, ma falsamente, quello che ha sempre cercato di essere: il Cristo. Invece sarà la sua diabolica imitazione: l’Anticristo. Forse, senza comprendere quello che stava facendo alla sua progenie non salvata negli ultimi tempi, Adamo mangiando dell’Albero d.c.d.b.e.d.m, li condannò a diventare assoggettati al falso re del mondo. Io credo che l’Albero d.c.d.b.e.d.m era l’imitazione di Satana dell’Albero della Vita ed era quindi una figura dell’Anticristo. La scelta che l’umanità avrebbe affrontato era già lì nel Giardino, ancora prima che Adamo cadesse: “Chi volete che vi governi, quest’uomo o Gesù?”. La scelta tuttavia, non può essere procrastinata. Sebbene sia diventata prettamente universale, è ancora prettamente individuale. Anche 3000 anni fa era imperativo: “scegliete oggi chi servire” (Giosuè 24:15).
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