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IL FIGLIO DI DIO

 
     

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Satana, quando ancora era il grande Arcangelo in paradiso, divenne invidioso del Figlio di Dio e cercò di ascendere al suo trono usurpandolo.

 

Vi era in ciò una certa logica: sebbene il trono appartenesse di diritto solo al Figlio di Dio, di fatto apparterrebbe a colui che si guadagnerebbe tale diritto. Il Figlio di Dio si è guadagnato tale diritto allorquando si è caricato della natura umana, ha vissuto una vita senza peccati ed è poi morto sulla croce. In breve, il trono non solo appartiene di diritto al Figlio di Dio, ma anche per merito. Satana cercò con ogni mezzo fraudolento (d'altra parte è il solo modo che lui conosce), di usurpare  il trono al suo legittimo destinatario, che pure, nella infinità bontà di Dio, era disponibile al migliore.

Per questa ribellione Satana fu gettato fuori dal Cielo, giù sulla Terra. Fin dal quell’'evento, il terribile ribelle è stato usato da Dio per fornire la forza di opposizione, nella battaglia, a seguito della quale per il vincitore verrebbe acquisito il diritto al trono. Tutta la storia umana si riflette e si spiega in questa invisibile, quanto terribile, guerra spirituale.

 

Nella Bibbia il "principio" del Padre, come colui che genera, è il fatto che Lui è la sorgente del Figlio, egli è il beneamato del Padre, è la "pupilla dei suoi occhi", come dice la Parola di Dio in Zaccaria 2:8 "Chi tocca Lui tocca le pupille dei miei occhi". Il Figlio ha un traguardo, egli è inviato direttamente dal Padre: "Come una freccia della sua faretra" (Salmo 127:5). E' il beneamato servo che alla fine della sua missione riceverà come ricompensa, in eredità, tutta la proprietà del Padre.

Il primo uomo, Adamo, non è nato (nel senso di nascere da un parto umano. N.d.t.), ma Dio lo ha  creato direttamente dall'argilla. E' stato fatto ad immagine di Dio, ed è proprio come un altro, UOMO che la Bibbia chiama "il Figlio di Dio" (Luca 3.38). La furia di Satana si è abbattuta sulla terra guadagnando una vittoria: è riuscito con successo, tentando Adamo ad unirlo a se nella ribellione contro Dio (vedasi Genesi 2:16-17 e tutto il capitolo 3). Adamo a causa di ciò ha poi trasmesso questa natura di decaduto (nel senso di decaduto dallo stato di grazia eterna nella quale Dio lo ha posto creandolo. N.d.t) a tutti i suoi discendenti. Ogni essere umano che è vissuto nel peccato a causa della sua nascita, come membro della famiglia di Adamo, o perché lo abbia praticato, verrà sottoposto all'ira di Dio, che alla fine dei tempi si esprimerà con la sentenza del giudizio universale, ovvero raggiungere Satana all'inferno per la dannazione eterna.

 

La risposta (è la sola risposta) per ognuno, Ebreo o Gentile, (non vi è alcuna differenza in questo caso), che vuole essere salvato, è di credere nel Figlio di Dio e in ciò che Egli ha fatto. Dio promise ad Eva, la moglie di Adamo, un figlio che avrebbe schiacciato la testa a Satana. (Genesi 3:15). Quel figlio era il perfetto FIGLIO DI DIO, il quale 77 generazioni dopo Adamo, è nato da donna: Gesù di Nazareth.

Egli visse come uomo perfetto e senza peccato ed alla fine si diede, tramite la morte sulla croce, come propiziazione per la redenzione dai peccati per coloro che desiderano essere salvati. La benedizione suprema offerta da Dio alle nazioni attraverso i figli di Abramo, è Gesù. Egli è il dono di Dio offerto al mondo in modo ché "chiunque crede in Lui non perirà ma avrà vita eterna" (Giovanni 3.16). A questo riguardo, l'Ebreo non ha alcun vantaggio riguardo al Gentile, perché anche se ha le "Comunioni e Promesse" di Dio, non lo rende meno responsabile di ogni altro uomo, per confessare i suoi peccati a Dio, e di arrendersi alla croce di Gesù per ricevere il perdono. Tutti i miei peccati hanno offeso Dio perciò anche io devo chiedere a Lui di perdonarmi, e Dio mi può perdonare!

 

"Siamo noi (Ebrei) migliori di loro (Gentili)? No, per nessun riguardo. Entrambi, Ebrei e Gentili, sono nel peccato; così come sta scritto: non vi è alcun giusto, nemmeno uno." (Romani 3.9-10). Gesù sarebbe dovuto nascere, comunque, in una nazione che conoscesse Dio, dove anche i più piccoli sarebbero stati portati alla conoscenza, al timore ed alla adorazione di Dio. Ovvero, avrebbe dovuto ubbidire a Giuseppe e a Maria per non cadere nell'idolatria. Per essere il Salvatore, Gesù, doveva trovarsi nella condizione di totale assenza di peccato sia da infante che da adulto. 

Satana, ben determinato a consolidare il suo piano per intrappolare l'uomo e ad  arrestare il piano di Salvezza di Dio, fece dei tentativi frenetici per impedire che Gesù, il Messia, potesse nascere come uomo. Mi riferisco in particolare ai tentativi del Faraone di uccidere tutti i ragazzi ebrei (Esodo 1:16), all'editto di Haman di distruggere Israele (Esther 3:18-11), e al tentativo del Re Erode di far uccidere tutti gli infanti di Betlemme (Matteo 2:16).

Ma ora, dato che il Figlio è già venuto, perché Satana continua nei suoi tentativi di annichilire la nazione d'Israele?

 

Perché Gesù tornerà una seconda volta per adempiere la sentenza finale nei confronti di Satana. Satana sa molto bene che il Re degli Ebrei, l'Unigenito Figlio, sta per tornare alla nazione nella quale è nato come uomo. Egli sta tornando ai propri fratelli e sorelle per realizzare le profezie e completare il suo impegno a favore degli Ebrei e dei Gentili. Gesù ritornerà in Israele. Se Satana potesse impedire il ritorno di Gesù lasciandolo privo della terra e del popolo a cui tornare, cioè facendo in modo che non ci fossero più ebrei, o che la terra d'Israele non sarebbe degli ebrei, lo farebbe per "salvare la sua pelle". Ma Satana non avrà successo. Gesù tornerà per governare su tutta la terra dal Monte Sion, il luogo che al momento sembra essere una sfida a Dio.

 

John Kidd

 

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