Home

Studi

IL MALE NEL MONDO

 
     

ELENCO

 

 


 

NELLA STESSA SEZIONE

 

Meditazioni

Riflessione della Settimana

Commenti dei Visitatori

 


 

 

Vi è contrasto tra il Dio d’amore della Bibbia e le catastrofi, in genere, che avvengono sulla terra?

Perché Dio permette le disgrazie e le catastrofi?

La morte e la sofferenza sono ovunque!

Terremoto in India: 10.000 morti! Migliaia i morti per un diluvio in Bangladesh.

Nella cronaca quotidiana ci sono sempre tragedie, inclusi i grandi e “assurdi” disastri che spengono la vita di migliaia di persone, come gli attacchi terroristici alle torri del World Trade Center di New York e la recente catastrofe dello Tsunami nell’Oceano Indiano.

Le tragedie non sono solo confinate ai giorni nostri.

Nella storia recente un sistema politico sterminò 6 milioni Ebrei, e tanti altri ancora.

Al di sopra degli eventi, ognuno di noi soffre dolori, malattie, incidenti e morte. Non è sorprendente allora, quando i pesi di queste sofferenze diventano troppo grandi, che la gente grida a Dio con angoscia: “Perché  non fai niente? Perché non ti preoccupi di noi?”

 

Se Dio è potente e buono, come mai permette la sofferenza?

Dopo lo choc di ogni evento traumatico, la gente comincia a chiedersi perché succedono tali cose.

Leggendo la storia di guerre passate, oppure visitando i monumenti commemorativi ai caduti e alle vittime, spontaneamente ed inevitabilmente, sorge in noi sempre la stessa domanda: “Come è possibile che un Dio benevolo, che controlla l’universo, possa permettere la morte e la sofferenza, se davvero tiene a cuore la nostra sorte?”

Può darsi che l’esistenza della sofferenza sia l’argomento più efficace per coloro che non vogliono credere in Dio, usandolo per contrastare la descrizione biblica di un Dio di amore.

Gli atei protestano in una maniera che sembra ragionevole: “Se Dio esiste ed è benevolo e onnipotente, perché non esercita il suo potere per fermare la malvagità, la sofferenza, l’afflizione e la morte?”

 

Peccato e (è) morte!

All’inizio Dio creò un mondo perfetto, definito da Lui stesso come “molto buono” (Genesi 1:31).

Sia l’uomo che gli animali mangiavano piante, invece di nutrirsi l’un dell’altro (Genesi 1:29-30).

Non esistevano né violenza, né dolore, in questo mondo “molto buono”, perché era PRIVO di peccato.

Ma fu rovinato a causa della ribellione del primo uomo, Adamo, che si è alleato con Satana, un angelo, anche lui ribellatosi a Dio. Il suo peccato ha fatto entrare un “estraneo” nel mondo: la morte.

Dio aveva giudicato il peccato degno di morte, infatti aveva ammonito Adamo prima di commetterlo. (Genesi 2:17; cf 3:19).

Di conseguenza, e per il bene dell’uomo, Dio fu costretto a provocare la prima morte nel mondo, sacrificando un’animale per farne dei vestiti per coprire Adamo ed Eva (Genesi 3:21). Da quel momento in poi è entrato nella Legge di Dio la Concezione del Riscatto per compensare e restaurare la mancanza della vita (la morte) provocata dal peccato. Quell’animale usato da Dio, probabilmente degli agnelli, per trarre delle vesti per coprire la nudità dell’uomo, con i disagi che comportava, è figura di Cristo. Dio è stato costretto a sacrificare Suo Figlio Gesù per riscattarci dalla morte e provvedere delle vesti per la nostra anima, adatte e indispensabili per vivere nell’eternità.

Il peccato di Adamo ha trascinato nella rovina anche tutta la natura, per cui oggi vediamo un mondo che si esaurisce, pieno di morte e sofferenza.

Come è scritto nell’Epistola ai Romani 8:19-22, “Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, perché la creazione è stata sottoposta alla corruzione non di sua propria volontà, ma per colui che ve l'ha sottoposta, nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio.”

 

Come possiamo trovare un Dio d’amore tra il travaglio e la sofferenza di questo mondo?

Leggendo il racconto della Genesi riguardante la caduta dell’uomo, sappiamo che viviamo in un mondo peccaminoso e maledetto. Dalla prospettiva storica biblica, la morte è un nemico, non un alleato. Nella prima lettera ai Corinzi 15:26, l’apostolo Paolo descrive la morte come “l’ultimo nemico”.

La morte non faceva parte della creazione originale di Dio, che veramente fu “molto buono”; la morte e la sofferenza sono la pena al peccato.

Quando Adamo si ribellò a Dio, in effetti dichiarava che voleva vivere la sua vita senza Dio, ma non aveva fatto i conti con colui al quale ne aveva ascoltato la voce. Voleva decidere sulla verità autonomamente e indipendentemente da Dio.

Con quella azione ha volontariamente consegnato la natura, che prima le era stata affidata da Dio, nelle mani e alla mercé del distruttore, Satana, il cui intento era, ed è ancora ora, quello di recare danno e rovina all'opera di Dio, avendo deliberato, al momento della sua ribellione a Dio, di scavalcarlo nell'autorità.

La Bibbia ci dice anche che Adamo fu il capo della razza umana, e che egli fu il rappresentante di ognuno di noi, poiché noi siamo i suoi discendenti.

Paolo ci spiega nell’Epistola ai Romani 5:12-19 che noi pecchiamo “in Adamo”, cioè nello stesso modo e con lo stesso atteggiamento con il quale egli peccò.

In altre parole, noi abbiamo lo stesso problema che ebbe Adamo.

Quando egli si ribellò contro Dio, tutti gli esseri umani, rappresentati da Adamo, dicevano effettivamente che volevano vivere la propria vita dando retta a Satana, anziché a Lui.

Di conseguenza, Dio dovette giudicare e punire con la morte il peccato di Adamo, il quale era stato precedentemente avvertito.

Dopo la caduta di Adamo, egli e tutti i suoi discendenti persero il diritto alla vita.

Alla fin fine, Dio è il Creatore della vita. La morte è la pena naturale della scelta di vivere senza Dio, senza colui che dà la vita. Siccome il Signore è santo e giusto, ci doveva essere una pena per questa ribellione.

La Bibbia chiarisce il fatto che la morte è la pena per il nostro peccato, e non solo per quello di Adamo.

Secondo l'insegnamento della Bibbia, i nostri stessi peccati, e non solo sempre i peccati degli altri, sono la causa della morte e della sofferenza nel mondo. In altre parole, in realtà è anche colpa nostra se il mondo è così com’è. Nessuno è veramente innocente.

 

L’uomo e Satana: alleati per la rovina.

Nello stesso momento che Dio giudicò il peccato con la morte, Satana acquisì il diritto, basato sul peccato, di soggiogare l'umanità e la natura. L’Epistola ai Romani 8:22 ci dice che la creazione intera geme ed è in travaglio, perché, appunto, non è assoggettata al suo naturale Signore e suo Creatore.

Così tutto si consuma e si esaurisce a causa del peccato che è la causa di diritto per Satana di danneggiare, rovinare e portare la morte alla terra, alla natura e all'uomo, infatti il mondo è pieno di violenza, morte, sofferenza e malattie.

Malgrado questo, Dio, non si è del tutto ritirato dalla Sua creazione, e non ha lasciato che tutto andasse alla deriva, ma sostiene e vigila su TUTTO, avendo determinato dei limiti all'azione malefica del Diavolo, e avendo prefissato un tempo, in cui ogni cosa dovrà essere ristabilita come era all'origine, sotto la Sua totale autorità. La realizzazione di questo è possibile per mezzo e per i meriti del Figlio di Dio Gesù Cristo, il quale ha acquisito, con sua vittoria sulla morte e su colui che aveva autorità sulla morte, Satana, il diritto di riscattare dalla maledizione del peccato e dal giogo del Diavolo tutti coloro che pongono la propria fiducia in lui.

Cristo ha tolto il diritto a Satana, che si basava sul peccato dell'uomo, perché ha tolto dall'uomo la condanna del peccato, donandogli quel diritto e quella dignità di "figlio di Dio" che aveva rifiutato col primo peccato.

 

Dunque, anche se tutto questo può essere realizzato in parte, perché non tutta l'umanità accetta l'Opera Redentiva di Cristo, Dio sostiene ancora tutto il creato, perché, se ritirasse definitivamente il Suo sostegno, essa non esisterebbe più, infatti Colossesi 1:16-17 ci dice che tutte le cose sussistono per mezzo della potenza del Creatore, il nostro Signore Gesù Cristo. Ma oggi, Dio ci permette di sperimentare ciò che abbiamo voluto: la vita senza di Lui (cf Epistola ai Romani 1:18-32).

Il peccato in se stesso non ha le facoltà per causare il male, ma è la causa di diritto per colui che ha le facoltà e la volontà di causare il male: Satana.

Questi si serve del peccato, individuale e collettivo, degli uomini per causare rovina, distruzione e morte. I divieti dati da Dio agli uomini, per non peccare, sono mossi dal Suo amore, perché non vuole che il Diavolo possa operare in loro, ma gli uomini, come ha fatto anche Adamo, Lo fraintendono e dubitano di Lui, dando retta invece alla parola di colui che vuole il loro male, Satana, il quale li incoraggia e li sospinge a commettere peccato, in modo che lui possa essere libero di esercitare il suo potere distruttivo.

 

Risultati e conseguenze della ribellione.

Il risultato e le conseguenze del nostro peccato “in Adamo”: eventi tragici naturali e causati dagli uomini, guerre e attacchi terroristici, iniziative personali o di gruppo malefiche e distruttive, che coinvolgono milioni di persone.

Senz’altro, però, le azioni malvagie degli uomini sono alimentate dal peccato individuale.

La sofferenza causata da terremoti, inondazioni, maremoti, uragani, etc., non è la colpa del peccato di un individuo, ma è la conseguenza del “peccato dell’uomo”, in generale, chiamato anche: Il Peccato del Mondo.

Particolarmente per l'ultimo maremoto però, potrebbe essere implicato il fattore del peccato dell'uomo, in particolare dei governanti di quei paesi che hanno permesso gli esperimenti di esplosioni nucleari sotterranei, e questi, a loro volta, hanno potuto causare o contribuire allo sfaldamento della placca tettonica indiana, che è la placca che ha interessato il summenzionato maremoto.

Ci sono, però, dei casi di sofferenze individuali che non sempre sono in correlazione con i propri peccati in particolare.

Per esempio, Dio ha permesso la sofferenza del giusto Giobbe, il quale, a suo tempo fu l’uomo più giusto sulla terra, ma soffrì intensamente, perse tutti i suoi figli, i suoi servi e i suoi beni in un giorno solo; poi fu colpito con una malattia ripugnante e fastidiosa.

Il Signore permise la sofferenza di Giobbe per dimostrare al mondo, a Satana, a noi e a Giobbe stesso la Sua fedeltà e che, alla fine, premia sempre colui che si affida a Lui.

Una volta, i discepoli di Gesù, passando vicino un cieco, chiesero a Gesù se quell’uomo fosse cieco dalla nascita a causa del proprio peccato o a causa del peccato dei suoi genitori. Gesù spiegò che non era né l’uno né l’altro, ma nacque cieco affinché Dio potesse dimostrare la Sua potenza guarendolo (Giovanni 9:1-7).

 

Come conseguenza della ribellione di Satana e dell'uomo vi è un'altro aspetto da costatare che riguarda "l'ira di Dio", e che ha a che fare con il Giudizio di Dio, come è riportato in Apocalisse 6:16-17, "E dicevano ai monti e alle rocce: cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello, perché è venuto il gran giorno della sua ira. E Chi può resistere?";

Apocalisse 14:8, "Poi un secondo angelo seguì dicendo: caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell'ira della sua prostituzione.";

Apocalisse 15:1, "Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che recavano sette flagelli, gli ultimi, perché con essi si compie l'ira di Dio.";

Apocalisse 16:1, "Allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio.";

Apocalisse 16:19, "La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente."; ed altri passi ancora.

Al momento non possiamo distinguere, secondo la logica umana, quali sono gli eventi catastrofici che hanno a che fare direttamente con questo giudizio di Dio, ma per certo sappiamo che saranno eventi catastrofici molto terribili e straordinari sia per il genere che per il numero delle vittime.

 

Ma per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare questa condizione di sofferenza e di morte?

Quelli che si lamentano della sofferenza su questa terra devono cercare di capire il “tempo” dal punto di vista di Dio. Dio dimora nell’eternità, e sta preparando il Suo popolo in un modo affettuoso, affinché possa passare l’eternità con Lui.

Come disse l’apostolo Paolo: “Io ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata in noi.” (Epistola ai Romani 8:18).

L’Epistola agli Ebrei dice di Gesù stesso: “Il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio, e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.” (Epistola agli Ebrei 12:2).

Anche se la nostra sofferenza presente sembri intensa, è comunque di nessun conto in una prospettiva eterna, tanto che non si può confrontarla con la gloria dell’avvenire.

Dio ci ha preparato una dimora eterna dove non ci saranno né morte e né sofferenza.

Quelli che hanno fiducia in Cristo come Salvatore hanno una speranza meravigliosa: possono passare l’eternità in un luogo in cui la morte non esisterà più. “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né fatica, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 21:4).

Infatti, sarà alla morte che potremo entrare in questo luogo meraviglioso chiamato Cielo. Se potessimo vivere per sempre, invece, non avremo l’opportunità di toglierci definitivamente da questo stato peccaminoso. Ma Dio vuole darci un nuovo corpo affinché  possiamo dimorare con Lui per sempre. Infatti la Bibbia dice che “è preziosa agli occhi del Signore Dio la morte dei suoi santi.” (Salmo 116:15). La morte è “preziosa” perché quei peccatori che hanno posto fiducia in Cristo saranno alla presenza del Creatore, in un luogo in cui dimora solo la giustizia e l’amore.

 
La Redazione

torna a inizio pagina

 
 
 

Contatti | Invia commento | Stampa l'articolo

Sito web aggiornato non periodicamente - Costruito da incontraregesu.it - In rete dal 2002 - Diritti riservati