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IL PETTORALE
Iddio, nel dare a Mosè disposizioni per la costruzione del Tabernacolo, nel quale si sarebbe realizzata la Sua presenza, indica anche i paramenti che avrebbero dovuto indossare i sacerdoti durante il loro ufficio.
Esodo 28:4-5
"E questi sono i paramenti che faranno:
un pettorale,
un efod,
un manto,
una tunica lavorata a maglia,
una mitra e
una cintura.
Faranno dunque dei paramenti sacri per Aaronne, tuo fratello, e per i suoi figliuoli, affinché mi esercitino
l'ufficio di sacerdoti; e si serviranno d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino
fino".
Quest'ordine era stato così ben recepito dal popolo che era impensabile, per un israelita, dare culto
al Signore senza essersi rivestito dei sacri ornamenti.
In 1° Cronache 16:29 possiamo leggere infatti: "Date al
Signore la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite in sua presenza. Prostratevi dinanzi
al Signore vestiti di sacri ornamenti".
A questi sei paramenti sacri se ne aggiungeva un settimo: la lamina
d'oro, sulla quale era inciso "santo al Signore"; portata dal sommo sacerdote sulla fronte.
"Farai anche una lamina d'oro puro, e sopra di essa inciderai, come
si incide sopra un sigillo: SANTO AL SIGNORE" (Esodo 28:36).
(La tradizione ebraica vuole che tale scritta poteva essere letta solo da chi fosse in grazia di Dio).
Di questi sette paramenti considereremo in questo scritto solamente il pettorale ricercandone il significato spirituale, poiché noi sappiamo che
Dio non guarda ai vestiti o ai sacri paramenti materiali ma alle virtù che rivestono i cuori.
In 1° Pietro 3:3-4 troviamo scritto: "Il vostro ornamento non sia
nell'esteriore che consiste nell'intrecciatura dei capelli, nel mettersi attorno dei gioielli
d'oro, nell'indossar vesti sontuose ma l'essere occulto del cuore fregiato
dell'ornamento incorruttibile dello spirito benigno e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran
prezzo".
Nel libro
dell'Esodo, al capitolo 28, dal versetto 15 al 30, troviamo la descrizione, la messa in opera e lo scopo di questo primo ornamento.
"Farai pure il Pettorale del Giudizio, artisticamente lavorato; lo farai come il lavoro
dell'efod: d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto.
Sarà quadrato e doppio; avrà la lunghezza di una spanna, e una spanna di larghezza.
E vi incastonerai un serie di pietre: quattro ordini di pietre;
nel primo ordine sarà un sardonico, un topazio e uno smeraldo;
nel secondo ordine, un rubino, uno zaffiro, un calcedonio;
nel terzo ordine, un opale, un'agata, un'ametista;
nel quarto ordine, un grisolito, un onice e un diaspro.
Queste pietre saranno incastrate nei loro castoni d'oro.
E le pietre corrisponderanno ai nomi dei figliuoli d'Israele, e saranno dodici, secondo i loro nomi; saranno incise come
dei sigilli, ciascuna col nome di una delle tribù d'Israele.
Farai pure sul pettorale delle catenelle d'oro puro, intrecciate a
mo' di cordoni.
Poi farai sul pettorale due anelli d'oro, e metterai i due anelli alle due estremità del pettorale.
Fisserai i due cordoni d'oro ai due anelli alle estremità del pettorale;
e attaccherai gli altri due capi dei due cordoni ai due castoni, e li metterai sulle due spallette
dell'efod, sul davanti.
E farai due anelli d'oro, e li metterai alle altre due estremità del pettorale,
sull'orlo interiore rivolto verso l'efod.
Farai due altri anelli d'oro, e li metterai alle due spallette
dell'efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avviene la giuntura, al disopra della cintura artistica
dell'efod.
E si fisserà il pettorale, mediante i suoi anelli, agli anelli
dell'efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale sia al di sopra della cintura artistica
dell'efod, e non si possa staccare dall'efod.
Così Aaronne porterà i nomi dei figliuoli d'Israele incisi nel
Pettorale del Giudizio, sul suo cuore, quando entrerà nel santuario, per conservarne del continuo la ricordanza dinanzi
al Signore.
Metterai sul Pettorale del Giudizio l'Urim e il Thummim; e staranno sul cuore
di Aaronne quando egli si presenterà davanti al Signore. Così Aaronne porterà il giudizio
dei figliuoli d'Israele sul suo cuore, davanti al Signore, del
continuo".
La versione dei LXX traduce PETTORALE (chiamato anche Pettorale del Giudizio ved. es. 28:15) con
"Oracolo", "Ornamento"; altri (T. Lewis) con
" Borsa" (Infatti era tessuto doppio, come una borsa e quadrato, una spanna x una spanna - la spanna corrispondeva ad un palmo) (Esodo
28:16).
Queste dimensioni ci svelano un profondo significato spirituale poiché esse corrispondono a quelle del cuore umano.
I quattro ordini, ciascuno di tre pietre preziose, con i loro numeri ci rivelano altre
meraviglie:
il 4 è il simbolo dell'interezza, 4 canti del mondo, 4 stagioni, 4 fasi lunari, 4 evangeli, ecc.;
il 3 è simbolo della Trinità.
Il prodotto di tali numeri (3 x 4) dà 12, e su di esse è scritto il nome delle 12 tribù
d'Israele che è tutto il popolo di Dio, cioè l'intera Sua Chiesa unita nella Trinità: Padre, Figlio e Spirito
Santo.
La funzione e la posizione del pettorale ci svelano altre cose.
Il pettorale riuniva strettamente in esso tutte le tribù del popolo di Dio, ponendole sul cuore del sommo sacerdote Aronne, il quale le custodiva e le presentava a Dio intercedendo per loro.
Il Pettorale sul cuore di Aronne (il cui nome significa
"Portatore di luce") è figura della "Unità della chiesa sul cuore di
Cristo" il vero Portatore di Luce; infatti, Gesù Cristo, venendo in questo mondo portò la luce, perché Egli stesso era
"la Luce" come dice Giovanni nel primo capitolo del suo evangelo.
Questo fervente e struggente desiderio di Cristo Gesù circa
"Unità dei credenti" viene da Lui manifestato nella preghiera sacerdotale, che troviamo nel capitolo diciassettesimo del vangelo di Giovanni.
Gesù, rivolgendosi al Padre, chiede che i suoi discepoli
"…siano tutti uno …. affinché il mondo creda" (Giovanni 17:21).
Ma acciocché si realizzasse questa unità Gesù chiede al Padre prima
un'altra cosa dicendo: "…santificali nella Verità; la Tua Parola è Verità" (Giovanni 17:17).
SANTIFICAZIONE significa separarsi, appartarsi dal mondo, nel senso di non essere attirati morbosamente dalle cose materiali, preferendole a quelle spirituali, non essere vinti dalle passioni della carne ma lasciarsi guidare dallo Spirito di Dio.
"SANTIFICARSI nella Parola di Dio" (la Bibbia) significa vivere in essa e solo in essa, credendola ed accettandola come VERITÀ, uniformando la propria vita alla sua morale ed al suo consiglio rifiutando tutto ciò che ad essa si oppone.
Se siamo santificati nella Parola siamo veramente uniti, non in un sincretismo religioso, cioè in un insieme di dottrine diverse e inconciliabili ma nell'unica Verità, nella quale tutti i cristiani, per essere tali, debbono credere.
Le 12 pietre preziose di diverso colore e brillantezza rappresentano
l'unità nella diversità, senza che quest'ultima manifesti inferiorità alcuna.
In questo pettorale, fatto come una borsa, dovevano essere poste due cose
dette: "Urim e Thummim" (tradotte: "Luci e Perfezioni), come leggiamo:
"Metterai sul Pettorale del Giudizio l'Urim e il Thummim; e staranno sul cuore
di Aaronne quando egli si presenterà davanti al Signore. Così Aaronne porterà il giudizio
dei figliuoli d'Israele sul suo cuore, davanti al Signore, del
continuo" (Esodo 28:30).
Possiamo pensare che esse indichino due cose: Verità e Carità.
Dentro il pettorale: URIM e THUMMIM (Luci e perfezioni).
Dentro la Chiesa: VERITÀ e AMORE.
Nella Scrittura troviamo: "Bontà e verità non ti abbandonino; lègatele al collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore; troverai così grazia e buon senno agli occhi di Dio e degli
uomini" (Proverbi 3:3-4).
ECCO LO SCOPO DI UNA VERA VITA CRISTIANA, CERCARE L'UNITÀ NELL'AMORE E NELLA VERITÀ PUR CON LE NOSTRE DIVERSITÀ.
Le diversità delle pietre preziose, che rendevano nel loro insieme una maggiore e perfetta bellezza, non è da intendersi nelle differenti dottrine religiose, ma nei differenti, ruoli, compiti, ministeri che scaturiscono dai vari e diversi CARISMI, concessi a ciascuno di noi per
l'utile comune, dall'unico Spirito di Dio (1° Corinzi 12).
Non è una "religione" od un "nome" che ci rendono
"cristiani" ma la nostra vita, se è vissuta nella fede in Cristo Gesù.
Se riusciremo a trovare questa unità nell'Amore, nella Verità e nello Spirito, il popolo di Dio segnerà, per lo Spirito Santo, una grande vittoria in Cristo Gesù alla gloria di Dio Padre.
Attenendoci, dunque, strettamente ed unicamente alla Parola, e seguendo il consiglio che Paolo dà ai Corinzi, anche noi, stando
"lontani da ogni giudizio personale", praticando
"il non oltre ciò che è scritto" (1° Corinzi 4:5-6), ricreeremo ed indosseremo, nello Spirito, il Pettorale stupendo e perfetto, per dare gloria a Cristo Gesù nostro Signore benedetto in eterno.
Antonio Strigari
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