La morte di Gesù è attuale come non mai. Una cosa è chiara: l'esistenza, la morte sulla croce e la risurrezione di Gesù sono ancor oggi di massima attualità, dopo duemila anni. Questo dato di fatto innalza il Signore molto al di sopra di qualsiasi altra figura storica. Alcuni attribuiscono ai Giudei la colpa della morte di Gesù e li rendono responsabili di essa, come se si trattasse di un normale crimine. Gli ebrei, di contro, accusano i cristiani di Antisemitismo consapevole e definiscono antisemiti anche parte degli Apostoli.
Il governatore romano davanti al Re dei re. Pilato è stupito e molto perplesso: fino allora, i Giudei si erano fatti i difensori dei loro concittadini che gli comparivano davanti, ma oggi avviene il contrario; egli è convinto dell'innocenza dell'incolpato ed essi esigono la sua condanna a morte! Pilato non nasconde loro il suo profondo disprezzo: "Prendetelo voi", dice, "e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa" (Giovanni 19:6 ). Essi sanno che non era loro permesso di far morire qualcuno (Giovanni 18:31 ), e lo confermano, ma non avranno tanti scrupoli quando, più tardi, lapideranno Stefano! (Atti 7 ). Davanti alla perplessità di Pilato, i Giudei finiscono per lasciar cadere la maschera e, rinunciando alle loro accuse di ordine politico, dichiarano: "Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché Egli si è fatto Figlio di Dio" (Giovanni 19:7 ). Figlio di Dio? È la prima volta che il governatore ode questa espressione. E "quando Pilato ebbe udita questa parola, temette maggiormente e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu?" (Giovanni 19:8-9 ). Il sogno della moglie gli ritorna senza dubbio in mente (Matteo 27:19 ); il contegno pieno di sovrana dignità del Signore lo colpisce. Che sia uno degli dei che ha preso "forma umana" ed è sceso fino a loro? (Atti 14:11 ).
Cenni storici. Gli antichi testi letterari dicono poco intorno alla pena di morte per crocifissione; ci sono, però, dei riferimenti storici dai quali è possibile dedurre che essa era largamente praticata nel mondo latino di 2.000 anni fa, e anche prima. Anche se non è certo che furono i Persiani ad inventare la crocifissione, da alcuni riferimenti nelle opere di Erodoto e Tucidide si può rilevare che essi, certamente, la praticavano su vasta scala. Una delle migliori fonti di informazione riguardo questo tipo di condanna è l'iscrizione di Bisutun, nei pressi di Kermanshah, nell'Iran Occidentale. In essa il re Dario afferma di aver crocifisso i capi ribelli che aveva vinto in battaglia. Una delle possibili ragioni per cui la morte per crocifissione era diventata così popolare è da attribuirsi al fatto che i Persiani avevano consacrato il terreno al loro dio Ormuzd. Questo tipo di esecuzione non avrebbe contaminato il suolo, in quanto il corpo del condannato non giungeva a toccarlo. Alessandro Magno introdusse questa pratica nel mondo mediterraneo, soprattutto in Egitto e Cartagine. Sembra che i Romani l'abbiano appresa proprio dai Cartaginesi.
La morte per crocifissione divenne gradualmente uno dei metodi di tortura più crudeli e infamanti. Flavio Giuseppe, lo storico giudeo che fu consigliere di Tito, durante la presa di Gerusalemme, aveva assistito alla crocifissione di molte persone, e l'aveva classificata come "la morte più atroce". La crocifissione era una punizione così degradante che Roma ne escludeva i cittadini romani e la riservava agli schiavi, per scoraggiare le rivolte, o a coloro che si ribellavano contro il governo romano; era, dunque, una pena applicata soprattutto nei processi politici.
L'agonia di Gesù. Noi sappiamo che Gesù è stato l'unica persona della storia a nascere senza peccato, a vivere senza peccato ed a morire senza peccato. Stando così le cose, come mai ha mostrato tanta angoscia, sofferenza e timore nel giardino del Getsemani? Ci sono pochi episodi nella storia umana più drammatici di ciò che accadde in quel piccolo giardino durante le ultime ore di Gesù sulla terra. Potrebbe essere d'aiuto immaginare di trovarci lì e cercar di comprendere la schiacciante emozione che Egli ha dovuto provare. Getsemani significa "frantoio". Noi conosciamo l'olio d'oliva come ingrediente per le insalate o come grasso per cuocere. In Palestina era ed è uno dei prodotti più preziosi. Il Monte degli Ulivi viene ricordato spesso nel Nuovo Testamento ed è intimamente connesso con la vita spirituale di Gesù. Fu sul Monte degli Ulivi che si trovò spesso con i discepoli per parlare loro di eventi futuri. E sul Monte degli Ulivi si ritirava ogni sera per la preghiera e il riposo, dopo il lungo lavoro del giorno. I più vecchi alberi d'ulivo, attualmente in Palestina, sono quelli nel Giardino del Getsemani.