Cos'è la preghiera? Come si deve pregare? E' tramite Gesù che abbiamo l'accesso al Padre. Gesù disse, in Giovanni 14:6 : "Io sono la Via, la d Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Va avanti dicendo: "chi ha visto me a visto il Padre". Gesù è Dio in forma umana. Lui è l' immagine del Dio invisibile (Colossesi 1:15 ) e la pienezza della totale rivelazione di Dio all'uomo. In Gesù noi vediamo le caratteristiche del nostro Padre celeste. Egli è fedele, leale, retto ed onesto; è dolce, premuroso, compassionevole, amabile e gentile. Egli è grazioso, sensibile, saggio e paziente. Lui è potente, coraggioso, zelante, forte e santo. Lui è in relazione con noi come maestro, insegnante, signore, fratello e amico. Lui ha rimosso la barriera del peccato tra noi e Dio, attraverso la Sua morte sulla croce e possiamo audacemente entrare nel luogo santo dove si trova Dio, perché il Suo sangue versato ha rimosso la colpa e la potenza del peccato, conducendoci da nostro Padre (Ebrei 10:19 ). In Cristo noi siamo continuamente e completamente accettati da Dio. E' inappropriato sentirsi indegni di pregare nello stesso tempo! Ricorda, il prezzo è stato pagato. Oltre ad aprirci la porta per cominciare ad avere un rapporto con Dio, Gesù ci ha lasciato anche il Suo esempio e il suo insegnamento riguardo la preghiera.
La preghiera esempio di Gesù. Gesù condusse uno stile di vita di preghiera. C'era un'ovvia connessione tra la Sua straordinaria vita pubblica e quella segreta di preghiera. Spesso Lui si ritirava dalla persone che stavano con Lui per spendere tempo con Suo Padre. Lui cercava un posto solitario o andava sulle montagne per pregare (Luca 5:16 ; Marco 6:46 ). Si alzava, mentre era ancora buio, e lasciava la Sua casa per pregare (Marco 1:35 ). Leggiamo, nella Parola, di come stesse alzato tutte le notti pregando (Luca 6:12 ). In Ebrei 5:7 , leggiamo che offriva preghiere e suplicazioni con grandi gridi e lacrime. In Luca 22:44 , leggiamo che mentre stava pregando, gocce di sudore cadevano sul terreno come di sangue. Gesù rimaneva in costante e continua comunicazione con il Suo Padre celeste, mentre era sulla terra.
Gesù Maestro e Signore. Luca 11:1-4“…Ed avvenne che essendo Egli in orazione in un certo luogo,com’ebbe finito,uno dei suoi discepoli gli disse: "Signore insegnaci a pregare...”. Voglio far notare il discepolo a cui fa riferimento il testo, non era uno dei dodici, per due ovvi motivi: 1) i dodici avevano già assistito ad una preghiera di Gesù in occasione del sermone sul monte, per cui non c'era motivo di rivolgergli ancora tale richiesta; 2) la parola greca 'tis", significa "un certo, un tale, qualcuno", e questo mi fa pensare che si trattasse di un discepolo aggiuntosi dopo il Sermone sul monte. Questo, comunque, non è tanto importante, lo è invece la richiesta che egli fa al Signore: "Insegnaci a pregare!". Notate che in quella circostanza, Gesù, non viene chiamato Maestro, ma Signore, e ciò mette in rilievo che quel discepolo vede in Gesù più che un maestro, difatti la parola greca "kurie" significa: padrone, signore, essere superiore, imperatore. Quel discepolo aveva realizzato e capito nel suo cuore, che Gesù non era un semplice maestro come quelli dei suoi tempi, ma era superiore, era "il Maestro". Sicuramente il discepolo considerò che, come Gesù era superiore agli altri maestri, così la Sua preghiera e il Suo insegnamento sarebbero stati superiori. Ciò che il discepolo voleva era imparare a pregare. In greco la parola pregare suona così: "proseù-chestai", cioé preghiera in generale, praticamente, qualsiasi tipo dì contatto con Dio può comparire anche senza ulteriori specificazioni di contenuto. In pratica questa è la preghiera personale tra te e Dio, e penso proprio che fu questo quadro di intimità tra Gesù e Dio a colpire il discepolo, che quasi sicuramente era schiavo delle "forme" giudaiche.
La preghiera sacerdotale di Gesù. La preghiera che Gesù ha rivolto al Padre mentre si trovava nell'orto del Getsemani, riportata nel Vangelo di Giovanni 17 , esprime tutto il suo amore per la sua chiesa nascente: " ...gli uomini che tu mi hai dati dal mondo". Gesù rivela la premura per i suoi discepoli nelle parole contenute nel versetto 9: "Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dato, perché sono tuoi", e conoscendo le prove alle quali gli stessi sarebbero stati sottoposti in seguito, aggiunse: "Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi" (vers. 11). Gesù sapeva che l'uomo, pellegrino in questo mondo, è soggetto al continuo bersaglio dei colpi di un nemico che vuole impedirgli la salvezza che otterrà al raggiungimento della patria celeste ove è diretto. Per questo Gesù, desiderando che l'uomo compia interamente ed integralmente il cammino verso la salvezza, rivolto al Padre, dice: "Io non ti prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno". Consapevole della rinuncia al mondo dei suoi discepoli, Gesù prega ancora così il Padre: "Santificali nella verità: la tua parola è verità" (vers. 17). La preghiera di Gesù è eterna, come Egli è eterno. La sua intercessione è valida anche oggi, domani e sempre, fino al completamento della Sua Chiesa, infatti Egli disse: "Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola" (vers. 20). Infine Gesù espone lo scopo finale della sua preghiera dicendo ancora: "...che siano tutti uno". Ma questa "unità" nello Spirito Santo, nell'Amore con la A maiuscola (per intendere con questo l'Amore di Dio), voluta da Gesù, non si limita alle persone dei suoi discepoli, ma comprende anche le persone del Padre e di se stesso. Per questo dice, di seguito nel versetto 21: "…che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato". Per tale fine, per questa unione perfetta con la Trinità, nella Verità, Gesù concesse la gloria avuta dal Padre anche ai suoi discepoli, i quali, infatti, poterono operare gloriosamente nel Suo Nome segni, prodigi e miracoli, rivelandosi al mondo come "eletti ed amati da Dio" (vedi Romani 1:7 ; 1Tessalonicesi 1:4 ; Colossesi 3:12 ). "E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me" (vers. 22-23). Senza "questa unità" ogni evangelizzazione sarà vana, il mondo non potrà credere!
La preghiera è per i figliuoli di Dio. Gesù ha detto: "Voi dunque pregate così: Padre nostro...". Nel nostro vicinato ci sono dei bambini per i quali provvedo a tutto l'abbigliamento, il cibo ed i bisogni della vita. Essi mi chiedono liberamente ciò di cui hanno bisogno e le loro richieste sono abitualmente soddisfatte. Essi sono figli miei! Per la loro particolare relazione con me, ho nei loro confronti una particolare responsabilità.
Dio ha una precisa responsabilità nei confronti dei Suoi figli; e se non siamo nati nella famiglia di Dio attraverso la nuova nascita, non abbiamo diritto di chiedergli favori. La Bibbia dice: "Ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio, a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12 ). Persone di recente convertite alla fede sono venute adirmi: "Non so pregare, mi mancano le parole giuste". I nostri bambini, quand'erano ancora nell'età in cui avevano difficoltà a trovare le parole esatte, riuscivano, tuttavia, a farsi comprendere da mia moglie e da me, ed i loro errori non facevano che renderceli più cari. Infatti, io conservo con affetto nella mente il ricordo dei loro primi tentativi di conversazione, molto più delle parole di molti adulti che parlano senza esitazione e senza errore. Amico, che sei nell'ansia e le cui preghiere non hanno avuto risposta, Iddio ti invita all'intimità della figliolanza spirituale. "Affinché siate irreprensibili e schietti, figliuoli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione storta e perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo" (Filippesi 2:15 ).
La preghiera efficace è offerta nella fede. La Bibbia dice: "Perciò vi dico che tutte le cose che voi domanderete pregando, crediate che le avete ricevute, e voi le otterrete" (Marco 11:24 ). Come diceva qualcuno: "Se vogliamo che le nostre preghiere abbiano un senso per Dio, bisogna che lo abbiano prima di tutto per noi". E' cosa logica che, se le nostre preghiere sono senza scopo, prive di significato e mescolate a dubbio, esse NON otterranno risposta. La preghiera è qualcosa di più di un desiderio rivolto al cielo: è la voce della fede diretta verso Dio.
Dio esaudisce sempre la nostra preghiera? Si tratta di una delle domande più importanti che un uomo possa chiedere. Solitamente noi possiamo rispondere così: "Certo che Dio esaudisce le preghiere!". Ma Egli ci esaudisce sempre? Esiste qualche garanzia per la risposta alla preghiera? La risposta è: "Sì, Dio esaudisce sempre chi prega con sincerità". Però certe cosiddette preghiere Egli non le esaudisce, perché non le sente. Quando il Suo popolo si ribellò Egli affermò: "Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto" (Isaia 1:15 ). Un cristiano, tuttavia, dovrebbe aspettarsi che Dio ascolti le sue preghiere. Secondo la volontà di Dio ogni preghiera riceverà una risposta. Non c'è una sola preghiera genuina che non abbia una risonanza in cielo. Ciò nonostante sembra che la dichiarazione meravigliosa di Paolo: "Perché ogni cosa è vostra" (1Corinzi 3:22 ), sia purtroppo una completa illusione.
Ignoranza della volontà di Dio. Invece non è così. Ogni cosa ci appartiene, ma ci sono molti che non possiedono ciò che Dio generosamente mette a disposizione. I proprietari della montagna "Mount Morgan" nel Queensland (Australia) si sono affaticati per molti anni coltivando i loro poggi infruttiferi. Riuscivano a stento a sopravvivere non rendendosi conto che sotto i loro piedi si trovavano le riserve d'oro più ricche che il mondo aveva mai visto. Ecco una ricchezza di valore immenso, come mai nessuno avrebbe sognato, ma non scoperta e, perciò, inutile. Apparteneva a loro eppure non la possedevano. II cristiano invece è a conoscenza delle ricchezze di Dio nella gloria, in Gesù Cristo, ma sembra che non sappia come impossessarsene. II nostro Signore però ci fa sapere che chi chiede può riceverle. Se affermiamo che non c'è preghiera genuina che Dio non ascolti, non pretendiamo tuttavia che Dio ci dia sempre proprio quello che noi abbiamo richiesto. Abbiamo mai incontrato genitori talmente folli da agire in tale modo nei confronti dei propri figli? Non ci verrebbe mai in mente di dare in mano ad un bambino una motosega avviata, anche se gridasse con tutta la sua forza per averla.
L'esempio di Gesù. Gli uomini sulle cui spalle poggiava la responsabilità iniziale di cristianizzare il mondo, si avvicinarono a Gesù con una richiesta di suprema importanza. Essi non dissero: "Signore, insegnaci a predicare. Signore, insegnaci a fare miracoli. Signore, insegnaci ad essere savi...", ma dissero: "Signore, insegnaci a pregare". Nessuno più di Gesù ha incoraggiato la preghiera. I seguaci di Cristo ricevettero l'incoraggiamento a pregare e venne loro insegnato come farlo. Essi vedevano costantemente l'esempio posto davanti ad essi e notavano il rapporto diretto esistente tra lo straordinario ministerio di Gesù e la sua profonda vita di preghiera. Gesù considerava la preghiera più importante del cibo. La Bibbia dice che Gesù, ore prima del levarsi del sole, si recava in luoghi solitari per pregare (Marco 1:35 ). Per il Figliuolo di Dio, la preghiera era molto più importante del radunarsi di grandi folle. La Bibbia dice: "Molte turbe si adunavano per udirlo ed esser guarite delle loro infermità. Ma egli si ritirava nei luoghi deserti e pregava" (Luca 5:15-16 ). Le preziose ore di comunione con il Padre celeste avevano per Lui valore molto superiore al sonno. La Bibbia dice infatti: "Or avvenne in quei giorni ch'egli se n'andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio" (Luca 6:12 ). Egli pregava in occasione di funerali, ed i morti risuscitavano. Pregò sui cinque pani ed i due pesci, e moltitudini furono saziate con la colazione di un ragazzetto. Egli pregò invocando: "Non la mia volontà, ma la tua sia fatta", e si aprì così la strada che permette all'uomo peccatore di avvicinarsi al Dio santo.
Preghiera come dinamite. Hai mai pensato al fatto che la tua preghiera può portare una tremenda potenza a tua disposizione? No, non sto dicendo che solo la preghiera di qualche grande predicatore può portare la potenza di Dio, ma sto parlando della TUA preghiera! La tua preghiera contiene la potenzialità di una dinamite. Una dinamite che non uccide, ma che porta invece la potenza di Dio verso noi che crediamo. Già, perché questo è proprio quello che l'apostolo Giacomo ha scritto: "...Molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia" (Giacomo 5:16 ). Cioè, se il giusto (ossia, il credente, colui che è stato giustificato in Cristo) prega in modo efficace, allora la sua preghiera può molto. Non poco, ma molto! Gloria a Dio per la mentalità del MOLTO! Si, perché il molto è la mentalità di Dio! Insomma, se il credente prega in modo efficace, allora è qualificato per sperimentare la potenza di Dio nella propria vita. Ma a me piace molto di più la traduzione inglese della versione Amplified, che dice letteralmente: "...Una tremenda potenza è resa disponibile per colui che prega in modo giusto". Una tremenda potenza! Puoi immaginare una "tremenda potenza"? Non so, ma credo che sia molto più di quanto si sia mai visto in circolazione nell'ambiente religioso italiano, e questo ci stimola alla preghiera. Ora, se Iddio ha messo questa tremenda potenza a nostra disposizione, allora significa che essa ci occorre. E se ci occorre, allora credo che Dio l'abbia messa alla tua ed alla mia portata. Insomma, non me lo immagino di certo un Dio che allontana da noi qualcosa che invece è necessario per la nostra vita e che Lui ha deciso e vuole darci! Ecco quindi che, se il Signore ha deciso di elargire parte della Sua potenza a noi tutti, allora significa che ciascuno di noi è candidato a vederla manifestata nella propria vita. Ciascuno di noi, che lo creda o no, è CANDIDATO PER UN MIRACOLO NELLA PROPRIA VITA! Non importa che non l'abbia mai visto, perché il nostro Dio non è Dio per nulla, e non ha bisogno della nostra esperienza per manifestarsi. Il fatto che non si sia visto un miracolo fino ad ora, non significa che non lo si possa ricevere domani... Quello che Dio vuole è una semplice "preghiera efficace".