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Home Tematiche Natale

Riflessione della settimana

Chiamati a combattere.
Le situazioni di instabilità spirituale, anche se da ritenersi normali nel cammino di crescita, non sono certo delle culle ove adagiarsi, infatti è necessario che ciascun credente avanzi con le proprie gambe per quel che può secondo la grazia ricevuta da Dio.
Infatti, prendendo atto che ciò capita a tutti, si potrebbe cadere nella trappola di pensare che non ci si possa mettere rimedio e continuare a ripetere i propri errori ed a cadere in scoraggiamenti sempre più gravi.
Ma, è proprio questo il nostro cammino e, soprattutto, è questa la volontà di Dio verso di noi?
Certo la Parola ci insegna che la condotta del cristiano deve essere improntata alla vita del suo Capo: Gesù Cristo; e tale paragone ci impone di sostenere la Sua stessa lotta in questa vita contro il peccato (Ebrei 12:4)... Leggi tutto

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Natale
Articoli e riflessioni sul Natale.


Il significato del Natale PDF Stampa E-mail
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Tematiche - Natale
Scritto da Redazione   

Nascita di GesùOgni anno, il mondo, con l'avvicinarsi degli ultimi giorni di dicembre, festeggia, nei modi più svariati, dalle luminarie pubblicitarie al presepio e all'albero, la nascita di Cristo Gesù.
Con tutti questi modi paganeggianti, entrati ormai nella tradizione civile e religiosa, dobbiamo dire apertamente che si è degenerato dalla genuina verità, quella che promana dalla Parola di Dio a questo riguardo.
Il mondo, in realtà, approfitta della circostanza o del pretesto, per mettere in mostra i più svariati articoli commerciali, allettare il visitatore incantato e indurlo ad acquistare la merce.
Innanzi tutto, precisiamo che la Sacra Scrittura non ci ha lasciato alcuna data cronologica intorno alla Nascita di Gesù, per cui il 25 dicembre non è da ritenersi come il "dies natalis" del Signore.
Dalla mitologia si rileva che il 25 dicembre i pagani iniziati ai misteri di Mitra celebravano la festa del natale del "Sol invictus".
Questo culto idolatra al dio Sole, l'eliolatria, fu l'ultima forma ereditata dal paganesimo romano.
L'imperatore Aurelio diede ad essa una consacrazione ufficiale, erigendo in suo onore un tempio favoloso, mentre fissava la solennità di quel dio al solstizio d'inverno, cioè al 25 dicembre.
Quando però l'imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, fu necessario fare di quella data non più il "dies natalis" dell' astro del giorno, bensì il "dies natalis" di Colui di cui l'astro era soltanto il simbolo nel cosmo.
Così ebbe inizio il Natale del Signore.

 
La data della nascita di Gesù PDF Stampa E-mail
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Tematiche - Natale
Scritto da Corrado Maggia   

Gesù Cristo è nato veramente il 25 Dicembre?
E’ risaputo che Gesù non nacque il 25 dicembre. Questa data fu scelta dalla Chiesa in Occidente, perché era già una festività pagana.
Il 25 dicembre ricorreva la festa romana Dies Natalis Invicti Solis del compleanno del sole "non conquistato dalle tenebre", che al solstizio invernale iniziava a prolungare la luce del giorno.
Prima del 336 d.C., non potendo estirpare questa festività pagana, la Chiesa in Roma la spiritualizzò come festa della natività "del Sole di giustizia sorto a Betlemme".
Ma allora quando nacque Gesù? Che indicazioni di dà la Scrittura?
Elisabetta rimane incinta quando il marito Zaccaria, levita del turno di Abija serviva al Tempio (Luca 1:5-25 ).
C’erano 24 famiglie di Leviti che servivano a turno nel Tempio, due ogni mese: Abija era nell’ottavo turno (1Cronache 24:10 ).
L’anno religioso Ebraico inizia il primo giorno del mese di Nisan (Marzo-Aprile), (Esodo 12:2-6 ), "il primo dei mesi", il mese della Pesah, la Pasqua (il 15° giorno).
Quindi il turno di Zaccaria discendente della famiglia di Abija era nel mese di Tammuz (Giugno-Luglio), (l’anno civile Ebraico inizia il primo giorno di Tishri (Settembre-Ottobre), con la festa di Rosh Hashanah - Capodanno).
Maria andò a fare visita ad Elisabetta sua parente incinta di sei mesi, mentre lei rimase incinta in quei giorni (Luca 1:26-45 ), cioè tra la fine del mese di Kislev (Dicembre) e l’inizio del mese di Tevet (Dicembre-Gennaio).
Giovanni il battista, cugino di Gesù, nacque nel mese di Nisan (Marzo-Aprile) mentre Gesù, molto probabilmente, nacque sei mesi dopo, nel mese di Tishri (Settembre-Ottobre).

 
Una storia di vergogna PDF Stampa E-mail
Tematiche - Natale
Scritto da Joseph Trach   

Una storia di umiltà.
Una grande chiesa nel sud della California ogni anno fa un programma che si intitola “La gloria del Natale”.
È un programma molto elaborato, con scenari, costumi, animali veri, canzoni, angeli che volano e altri impressionanti dettagli.
Lo show presenta Gesù come unità centrale del Natale, e questo è bello, ma a volte sospetto che è lo show in sé che attira l’attenzione delle persone, più che Gesù.
Sembra che la gente vada per vedere la rappresentazione festosa e a sentire bella musica, più che concentrarsi su Gesù.
A dire il vero, sembra invece che la nascita di Gesù implichi più umiliazione che gloria.
Il Figlio di Dio vissuto in gloria, ci ha visti vivere nel fango del peccato e ci ha amati così tanto da venire nel fango per salvarci, ha messo da parte la Sua gloria e ha vissuto in circostanze umili.
Quando Gesù nacque, non ci fu una maestosa rappresentazione. Non c’era nessuna gloria nel mettere un bambino appena nato in una mangiatoia.
Gesù non meritava nessuna vergogna, ma voleva viverla, finché non fosse stato ucciso da noi. Questo è l’esempio che Dio ci ha dato.
Gesù mostra cos’è l’amore, com’è Dio. Gesù disse a Filippo: "Se tu hai visto me, hai visto il Padre!" (Giovanni 14:9 ).
Non stava parlando della sua apparenza fisica, ma caratteriale, e quindi dell’amore e dell’umiltà di Dio.
Quando Cristo divenne carne, non ci fu nessun cambiamento nel suo carattere. No, ha mostrato com’è Dio ogni giorno.
Dio è sempre così amorevole, tanto da venire nel fango per salvarci. Lui vuole sempre mettere da parte se stesso e la sua gloria per poterci salvare.
Questa è la vera grandezza. La gloria non sta nel potere e nelle luci. La vera grandezza non sta nella forza e nel denaro.
La vera grandezza sta nell’umiltà e nel servire, e ciò è vero per Dio com’è vero per noi.
La grandezza di Dio si vede nel Suo amore, nella Sua volontà di servire. La nascita di Gesù mostra tutto questo.
Per dirla in altri termini, è come se il Faraone avesse deciso di lasciare il suo trono, lasciare la sua ricchezza e andare tra gli ebrei in mezzo al fango d'argilla, a cercare di costruire mattoni senza la paglia.
Se un qualche faraone veramente avesse fatto questo, sarebbe stato considerato pazzo, ma Dio ha fatto proprio questo su una scala molto più grande.
Ha dato di più, è sceso ancora più in basso, e questo è ciò che Dio fa ogni giorno. La Sua gloria e la Sua grandezza sta nel quanto ha voluto lasciare, non nel quanto ha adesso.

 


Parole di vita

Gesù dice: «Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quelli che fanno il bene per una risurrezione di vita e quelli che fanno il male per una risurrezione di condanna.
Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c'è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace».