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Riflessione della settimana

Legami d'amore.
La Bibbia è un libro straordinario, non solo per il messaggio di salvezza che contiene e per i suoi insegnamenti etici e dottrinali, ma anche per tutte quelle verità psico-spirituali, veicolate attraverso l’esperienza di vita di uomini e donne che, pur nella loro fragilità, riescono a esprimere in tutta la loro bellezza.
Una fra le tante è quella dei “legami”: ciò che lega l’uomo a Dio e al suo simile.
Sin dagli albori, la Bibbia presenta l’uomo legato a Dio e all’altro (Genesi 2).
Quando questi legami sono stati spezzati, Dio è andato alla ricerca dell’uomo per cercare di recuperarli (Genesi 3).
Scrive il profeta Osea: “Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Osea 11:4 )... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore e il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Antonio Narducci

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Testimonianze - Personaggi famosi
Scritto da Redazione - Articolo letto 1807 volte   

Un ciclista pieno di fede.

Antonio Narducci
Antonio ci racconta: "All'età di dieci anni mi capitò di leggere a scuola un articolo che parlava del ciclismo e mi innamorai subito di tale sport.
Da allora, ho preso parte alle gare in ogni regione d'Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia, e mi fu proposto di firmare un contratto e passare da dilettante a professionista, ma per varie circostanze ho dovuto rinunciarvi.
Ho continuato comunque a gareggiare da dilettante.
Nel 1982 e ancora nel 1983 ho vinto il titolo Inter-sud.
Poco dopo, mi trovai immobilizzato per due mesi con un attacco di tendinite che mi lasciò molto scoraggiato perché non potevo allenarmi.
Le mie preoccupazioni furono tali da farmi trascorrere intere notti insonni.
Fu proprio in quei giorni che qualcuno mi testimoniò della sua fede nel Signore Gesù.
Decisi di riporre anch'io la mia fede nel Signore e pregare per il Suo aiuto e il Suo perdono.
Da allora Egli non mi ha mai abbandonato.
Ciò ha completamente mutato il mio modo di vedere e di vivere. Anche le mie paure sono svanite!
Pur avendo continuato con successo a gareggiare con altri ciclisti da tutte la parti del mondo (vincendo persino il Campionato Italiano della Montagna nel 1989), debbo dire che quanto di meglio mi sia capitato nella vita era di arrivare a conoscere il nostro Signore Gesù e riporre in Lui tutta mia fede.
Per vincere una gara, non ci si può affidare a una persona qualunque, bisogna avere un bravo allenatore.
Nella vita, noi tutti abbiamo bisogno del Salvatore per guidarci, darci conforto ed incoraggiamento e soddisfare tutte le nostre esigenze.
Dal momento stesso in cui l'ho accettato e deciso di dedicargli la mia vita, ho notato un cambiamento, e giorno per giorno, percepisco la sua pace e la serenità che Lui mi da, lavoro meglio e riconosco la Sua mano all'opera in tanti avvenimenti della mia vita quotidiana.
Per di più, adesso non temo nemmeno la morte perché, se abbiamo Gesù nella nostra vita, la morte significa solo che andremo a stare con Lui per l'eternità.