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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù dice: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato».

Amarildo

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Testimonianze - Personaggi famosi
Scritto da Redazione - Articolo letto 830 volte   

Da campione del pallone a campione per Dio.

AmarildoAmarildo ci racconta: "La gente spesso sente dire della mia fede in Gesù Cristo e mi chiede perché mai regalo delle Bibbie ai miei avversari sul campo.
Ebbene, non è stato sempre così, infatti, ci fu un tempo in cui non ero attratto e interessato a Dio.
Rimasi orfano all’età di 11 anni e mi toccò ben presto imparare le ardue lezioni della vita.
Tuttavia, cominciai a giocare a calcio, dapprima in una squadra giovanile e poi, all’età di 18 anni, passai professionista.
Feci una buona carriera e nell’84 fui ceduto al Botafogo di Rio de Jeneiro.
Per quanto non ne fossi consapevole al momento, quello divenne un anno molto importante per la mia vita.
Il tenore di vita decadente che conducevo cominciò a lasciare la sua impronta su di me.
Provai tutto ciò che il mondo aveva da offrirmi e non trovai altro che vuoto, paure e false amicizie.
Malgrado questo, credo che Dio mi proteggeva, perché in due occasioni mi salvai per poco da morte sicura.
Quello stesso anno conobbi Baltazar, un altro giocatore di calcio professionista, anche lui di Rio de Janeiro, che mi presentò la persona di Gesù Cristo.
Ascoltando come mi parlava di Dio e di Gesù, mi resi conto che sapevo tante cose su Dio, senza però conoscerlo personalmente.
Capii finalmente che Gesù era morto sulla croce per redimermi dai miei peccati, che il suo amore nei miei confronti è stato così grande da costringerlo a donare la sua vita per me.
Come dice la Sacra Bibbia: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo!”.
Quale gioia provai a scoprire la pace di Dio tramite Gesù, il mediatore unico tra Dio e l’uomo!
Fu in quell’istante di percezione che presi consciamente la decisione di dare la mia vita al Signore.
Da quel momento la mia vita fu veramente cambiata, tutto il peso che mi opprimeva mi fu tolto da Gesù Cristo ed oggi conosco la vera gioia, non quella falsa e fugace che offre il mondo.
Ed ancora: ho la certezza che un giorno potrò per sempre vivere accanto al mio Salvatore, non per qualche mia buona azione, ma semplicemente perché Dio mi ha promesso la Vita Eterna, come anche a tutti coloro che ripongono la propria fede nel Suo Figliolo Gesù Cristo.
Prego ancora che molti possano conoscere Gesù come persona vivente e non come una religione morta, in modo che possano essere anche loro liberati dalla condanna dei loro peccati".