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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore e il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Ze Maria

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Testimonianze - Personaggi famosi
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Dal dio del calcio al Dio del perdono.  

Ze MariaMarcelo Zè Maria è nato nel 1973 in uno dei paesi più poveri del Brasile, "con un pallone sotto il braccio".
All'età di cinque anni già giocava in una società calcistica.
Malgrado le insistenze di sua madre di smettere di giocare a calcio per impegnarsi negli studi di ingegneria, Zè Maria ha perseguito con tenacia il suo sogno: giocare nella squadra Nazionale Brasiliana.
A 17 anni giocava da professionista e a soli 21 anni giocò la sua prima partita nella nazionale brasiliana.
Ben presto approdò in Italia come giocatore del Parma con una vita completamente realizzata, ma un grave infortunio lo fece cadere in una profonda crisi e alla fine dei suoi sogni.
Forse non avrebbe mai più giocato a calcio!
"In quel periodo buio", racconta Zè Maria, "mia suocera, una credente in Cristo Gesù, iniziò a pregare per me e per mia moglie Sandra.
In un momento di grande disperazione, nel corso di una telefonata dal Brasile, mia suocera mi disse:
"Non ti disperare, il Signore Gesù può fare tutto!".
In quel periodo, con il salmista, potevo dire: “Le mie lacrime sono divenute il mio cibo giorno e notte” (Salmo 42:3 ).
Nel mio profondo sconforto pregai: "Signore, tu conosci le mie lacrime; vengo davanti a te perché so che tu mi darai la forza necessaria".
Nel giro di pochi giorni, il grave problema fisico, che aveva minacciato di stroncare la mia carriera sportiva, scomparve miracolosamente.
Molte persone sbagliando pensano che Dio si faccia i fatti suoi, e sia lontano e irraggiungibile, al contrario, la Bibbia ci dice che quando le lacrime sono nostre compagne, Lui è lì, con noi.
Dai nostri simili spesso non siamo capiti e a volte anche se doni loro tutto il tuo cuore, come ricompensa, non ne ricevi che male, ma a Gesù possiamo avvicinarci serenamente e piangere.
La ragione per cui Lui ci capisce e sa consolarci pienamente è semplice: Egli ha sofferto come noi ed ha pagato per noi. 
E' sicuro, che quando non ci resta che piangere, Dio ci porge la Sua mano.
Tornato in Brasile con la mia famiglia, con gran desiderio, mi misi alla ricerca, per conoscere quel Dio che aveva compiuto quel grande miracolo nel mio corpo, donandomi la possibilità di continuare a vivere e a giocare.
Ascoltando la Parola di Dio in una comunità a Bel Horizonte, fui colpito da un brano biblico che si trova nel Vangelo di Matteo 11:28 : "Venite a ME, voi tutti che siete stanchi e travagliati ed I0 darò riposo alle anime vostre!".
Decisi, quindi, di porre tutta la mia fede in Cristo Gesù come Signore e Salvatore, ricevendo così il miracolo più grande, quello del perdono e della salvezza dell'anima mia.
Ben presto, ubbidendo al Signore e alla Sua Parola, fui battezzato.
Dopo di che il Signore mi fece un altro regalo: richiamato in Italia, andai a giocare nel Perugia (campionato 2003-2004).
Per il mio lavoro, ho un solo rammarico: non potere essere presente a tutte le riunioni domenicali della mia comunità a Perugia, per adorare e ringraziare il Signore per tutti i doni che mi ha fatto".

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