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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere, ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

Rita

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Testimonianze - Testimonianze varie
Scritto da Redazione - Articolo letto 352 volte   

Dio guarisce ancora oggi.

Durante la mia infanzia, ho molto sofferto per la povertà e per una grave malattia che mi ha allontanato dai miei genitori, perché dovetti essere ricoverata in un ospedale lontano da casa.
Successivamente trascorsi alcuni anni in un collegio.
Questi fatti hanno provocato delle ferite emozionali che hanno condizionato pesantemente la mia vita.
Ho sempre avuto un grande bisogno di amore e facevo di tutto per meritarmelo, raccogliendo, però, solo briciole.
L'immagine che avevo allora di Dio era quella di un Dio severo che mi incuteva paura e, quindi, non osavo rivolgermi a Lui.

Mi sposai, e dopo 4 anni di matrimonio, mio marito cominciò ad avere seri problemi alla vista.
I nostri progetti per il futuro svanirono, ora non c'era più il marito forte che pensava a tutto; era lui adesso ad aver bisogno di tutto.
Avevamo un bambino di tre anni e una attività da gestire.
Emilio (mio marito) cercava di non fare pesare la sua condizione, ma più il tempo passava e più la sua vista diminuiva.
Io non riuscivo ad accettare quella nuova situazione. 
Un giorno, mio marito, piangendo, mi abbracciò gridando: "Aiutami!".
Fu allora, che per la prima volta, gridai a Dio e sentii una voce dentro di me: "Sono qui, non avere paura, vai avanti!".
Allora avvertii una forza e una serenità mai provate prima.

Emilio iniziò una scuola per diventare centralinista e, successivamente, trovò un lavoro.
Dopo alcuni anni il Signore ci donò altri due figli, prima Daniela e poi Stefano.
Malgrado avessi ricevuto tanto, ero ancora quasi indifferente verso il mio Dio, finché fui chiamata da una radio cristiana per animare un programma per i sofferenti.
Davanti a tanto dolore, mi resi presto conto della mia impotenza: potevo dare parole di conforto, ma erano solo parole.
Dal profondo del cuore invocai ancora una volta il Signore per ricevere aiuto da lui ed egli mi fece incontrare una persona meravigliosa che non solo mi parlò del Padre e del suo amore, di Gesù e del suo sacrificio e dello Spirito Santo, ma mi insegnò ad amare la Parola di Dio.
La Bibbia divenne il mio cibo quotidiano, non potevo più farne a meno.
Entrai a fare parte del Rinnovamento nello Spirito e iniziai il mio cammino di fede.
Mi resi conto che Gesù è vivo; imparai a dialogare con lui, a fidarmi di lui e a lasciarmi amare.
La mia famiglia non comprendeva la mia esperienza ed ero costretta a nascondermi per pregare e meditare la Parola di Dio.
Mio marito era seccato e Daniela, preadolescente, era molto ribelle; ormai non c' era più dialogo tra noi.

Pregavo, ma pareva che andasse tutto storto; fui anche tentata di abbandonare tutto, ma il Signore mi parlò di nuovo: "Prega! E sarai salvata tu e la tua famiglia".

 

A quel punto, un banale incidente cambiò completamente la vita di mia figlia Daniela, subendo una serie infinita di interventi chirurgici.
Il professore che l'aveva in cura cominciò a sospettare che fosse affetta di distrofia muscolare e, a quel punto, tutto sembrò davvero crollarmi addosso.
Alcuni fratelli del gruppo vennero a trovare Daniela, e uno in particolare si prese cura di lei: pregava per lei e se la portava sulle spalle per farla uscire.
Le faceva conoscere la Parola di Dio e la contagiava con la sua fede.

Daniela cominciò a pregare e a leggere la Parola di Dio con sempre maggior interesse, finché un giorno accettò Gesù come suo Salvatore e Signore.
Tutta la famiglia di quel fratello fu usata dal Signore per sostenerci e incoraggiarci: la sorella, il padre e la madre divennero nostri fratelli e amici.
In vari modi il Signore ci confermò che Daniela sarebbe guarita.
Un fratello innamorato del Signore, Kaly, venne più volte da lontano per pregare con noi e per rafforzare la nostra fede.

 

Le cose però peggiorarono: Daniela subì altri interventi, poteva camminare solo usando delle protesi e aiutandosi con le stampelle, spesso si muoveva soltanto con l'aiuto della carrozzina, i dolori erano fortissimi e non poteva dormire che un paio di ore per notte.
Tante volte piangevo e gridavo a Gesù: "Guariscila, non ce la faccio! Ho accettato la cecità di Emilio, ma non posso e non voglio accettare che Daniela rimanga così".
Mia figlia si chiudeva nella sua camera a pregare: lo Spirito Santo era diventato il suo amico più caro e ci ripeteva: "Gesù mi guarirà!".
Nel mese di Novembre del 1999, partecipammo al congresso cristiano di Uomini Nuovi.
Lì conobbi i coniugi Ruffo che pregarono più volte per Daniela; conobbi anche Lisa Laiso, attraverso la quale il Signore ci manifestò la sua tenerezza.
I piedi di mia figlia però erano sempre inutilizzabili.
Continuavo a pregare, a sperare, a leggere la Parola di Dio, a proclamare le promesse di guarigione, ma i medici che consultavamo ci davano sempre risposte negative.
Sempre più mi attaccavo alla Parola di Dio e più lo Spirito Santo operava in me e in Daniela.

Una volta, in sogno, il Signore mi disse: "Non guardare alle circostanze, ma lodami".
Al risveglio, alcuni passi della Bibbia confermarono il mio sogno: Genesi 15:1 ; Esodo 3:7-8 ; Galati 4:6-7 ; Apocalisse 22:1-7 .

Se il Signore non ci avesse messo accanto dei fratelli pieni di fede, convinti del suo amore, davvero non ce l'avremmo fatta a resistere per tanto tempo.
Il Professore che aveva in cura Daniela suggeriva di inserirle delle placche di ferro nei piedi per sostenerli, ma non era certo il risultato.
Facemmo richiesta anche di una visita all'estero, ma due appuntamenti andarono in fumo.
A quel punto Daniela intervenne con fermezza: non si sarebbe lasciata toccare da nessun medico prima del prossimo congresso cristiano di Uomini Nuovi.

Una volta mentre piangevo, chiedendo al Signore di avere pietà di mia figlia, sentii la sua voce che diceva: "Che cosa devo fare che non ho già fatto per te? Ricevi!".
Cominciai così a ringraziarlo e lodarlo per tutto quello che aveva già fatto.
Mentre la mia fede cresceva, Daniela cadde malamente sulla mano destra; la mano gli si è gonfiata e non poteva muovere le dita.

Partimmo lo stesso per il congresso: io, Daniela, mio marito e Stefano, mio figlio più giovane.
Durante la preghiera del mattino, pensai che Gesù si sia commosso davanti alla fede di Daniela, perché la vidi togliersi la fasciatura dalla mano.
Quando ho visto la mano di mia figlia, tornata perfetta, ho detto a Gesù: "Anche i suoi piedi per favore! Cosa ti costa?".
Dopo la preghiera di gruppo, Daniela si ritirò nella sua camera per stare da sola col Signore.
Daniela non ha creduto a quello che vedevano i suoi occhi, ma solo alla Parola di Dio e i suoi piedi sono tornati a essere quelli di prima l'incidente, di due anni e mezzo prima.
Due giorni dopo il congresso la portai dal professore che l'aveva in cura; questi rimase sbalordito, dicendo: "Tre giorni fa ero disperato per lei, ora vedo che cammina. Non chiedetemi altro".
Daniela ora corre, salta e va in bicicletta.
Attraverso la sua esperienza, il Signore sta cambiando la mia famiglia, cominciando da mio marito Emilio.
Tanti parenti, amici e conoscenti si stanno avvicinando al Signore.
Il Signore è fedele, non delude mai, nonostante la nostra infedeltà.
Voi, fratelli e sorelle, che state leggendo, se siete nella sofferenza, non arrendetevi, non guardate alle circostanze, ma fissate gli occhi su Gesù; Egli è il nostro scudo e aprirà una strada per ognuno di voi, cambierà il vostro pianto in gioia e la vostra tristezza in danza.
Quello che ha fatto per Daniela può farlo anche per voi, perché: "Nulla è impossibile a Dio!".