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Salvato per salvare altri.
Dove lavoravo c'era un mio collega che era un evangelico e tutti i giorni mi parlava di Gesù, ma non gli davo retta, anzi mi infastidiva. Un giorno mi fece un invito di andare in chiesa, perchè doveva venire un predicatore da lontano. Per accontentarlo, accettai l'invito. La domenica seguente mi presentai nella sua chiesa. Stavano un centinaio di persone. Ricordo che il pastore stava predicando sul libro di Daniele cap.3. Ad un certo punto si ferma, si porta le mani al volto e dice: "Questa sera Dio chiama al Suo servizio tre persone", (che sarebbero stati: io, mia moglie ed un'altra donna). Costui fa cenno verso di me, invitandomi ad andare da lui. Mi sembrava tutto ridicolo. Dopo tanta insistenza, mi avvicinai al predicatore, il quale disse: "Se non credi che è Dio a farti questa chiamata, chiedi qualcosa e Dio ti esaudirà, così puoi credere che è Lui che ti chiama e non io". Siccome avevo mio figlio, il primogenito, che soffriva di attacchi epilettici, frequentemente durante il giorno, chiesi nel mio segreto: "Se veramente sei tu o Dio, guarisci mio figlio". In quell'istante fui avvolto come in un vortice e caddi a terra senza capire più niente. Alla fine della preghiera andai a casa e vidi mio figlio gioioso e senza alcuna crisi. Gloria a Dio! Era tutto un Suo piano meraviglioso su di me. Era il periodo novembre, dicembre 1977, da allora incominciammo ad andare in chiesa assiduamente. Dopo 3 mesi ci battezzammo: io, mio figlio e mia moglie. Dopo qualche mese da quelle esperienze, ritornati a casa, dopo il culto, chiesi a mia moglie Antonietta di leggermi un passo della Bibbia. Ci sedemmo, e mentre ascoltavo quello che stava leggendo mi sentii rapito nello spirito e mi ritrovai in un'altra dimensione, ero in un luogo e mi vedevo che stavo pregando. All'improvviso, dal centro della sala dove mi trovavo, apparve Gesù con una veste lunga bianchissima, il suo volto sfolgorante di luce ed una chioma di capelli lunghi di color oro. Ebbi paura, chinai il capo, mentre ascoltavo la Sua voce dicendomi: "Michele non temere sono io, Gesù". Vidi le sue mani e i suoi piedi forati. Mi disse ancora: "Vai! Dì a questo popolo che si ravvede e si converte, perchè io sto per tornare. Non temere, perchè quando tu parlerai io sarò vicino a te". Ritornai nel mio corpo e vidi che mia moglie stava piangendo, perchè pensava che ero morto. Da allora incominciò il mio lavoro di evangelizzazione, con la conversione di migliaia di persone.
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