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Il compito di una vita.
Ho conosciuto Gesù nel momento più triste della mia vita. Tutto iniziò circa 30 anni fa quanto aspettavo il mio meraviglioso bambino. Durante la gravidanza, ogni sera leggevo un passo biblico, e mi accorgevo che se dimenticavo di farlo, non riuscivo a dormire, e sentivo che neanche il mio bambino dormiva. Leggevo la Bibbia, un capitolo alla volta e anche se non avevo molta dimestichezza con la Bibbia, Dio mi benediceva ugualmente. Quando nacque il mio bambino provai una gioia indescrivibile: finalmente dopo due bellissime bambine era arrivato il maschietto. Purtroppo questa grande emozione durò poco, perché lo stesso giorno venne il medico a dirmi che il bambino soffriva al cuore e che stavano facendo il possibile per trasferirlo in altro ospedale più idoneo. Non vi dico quello che ho provato e come sono stata male. Il 5° giorno, mio figlio viene condotto in sala operatoria, mentre i dottori dicevano che non ne sarebbe uscito vivo, ma ringraziando il Signore non fu così! Non solo è uscito vivo, ma il 12° giorno lo portai a casa. Premetto che il medico, quando uscì dalla sala operatoria, disse che l'intervento era andato bene e che non aveva mai visto un bambino così piccolo lottare con grande tenacia davanti alla morte. Sì, aveva voglia di vivere, e anche nella sua breve vita l'ha sempre dimostrato.
Ora il mio bambino non c'è più, ma con questo non posso dire che sono disperata, perché il Signore mi ha dato la speranza che un giorno lo rivedrò, quando Lui ritornerà. Ricordo quando i medici lo vedevano per fare i controlli e gli dicevano che era un miracolo vivente; lui rispondeva che era Dio stesso che gli donava la forza. La sera prima di morire disse che anche lui ha avuto un compito da svolgere, come tutti noi. Non doveva arrivare nemmeno all'adolescenza, invece ha vissuto quasi 27 anni. Io ringrazio il Signore di avermi dato la possibilità di vederlo crescere e diventare uomo. Tutti quelli che lo hanno conosciuto lo hanno amato tanto. Ringrazio il Signore per le grandi benedizioni che mi ha dato, donandomi la speranza nel cuore. Posso anche dire che il Signore non mi ha mai lasciata sola, e sono grata del grande amore che ha per i Suoi figli. Dunque, confidiamo in Colui che non ci lascia mai soli! Quando proviamo la solitudine e la sofferenza, ricordiamoci che Gesù ci porta in braccio. Affidiamoci al nostro amato Salvatore. Spero tanto che questa mia esperienza serva di aiuto per qualcuno. "Il Signore vi benedica e vi protegga! Faccia risplendere il suo volto su voi, vi sia propizio e vi dia la pace" (Numeri 6:24-26 ).
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