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Riflessione della settimana

A proposito della clonazione.
Ogni persona è una creatura unica, creata ad immagine di Dio, come si afferma in Genesi 1:27, e siamo diversi dagli animali.
Ancora in Genesi 2:6-8, Dio affida agli uomini il dominio sopra tutti gli animali, ma non è mai stato dato all'uomo il dominio sopra altri uomini.
Ogni cellula-uovo umana fecondata, uova clonate incluse, è un nuovo individuo umano.
Perfezionare la tecnica di clonazione richiede parecchi esperimenti, che sono il risultato della distruzione di tanti embrioni.
In verità, gli esperimenti di Massachusetts (Stati Uniti) sembrano, sino ad ora, falliti, perché gli embrioni sono morti prima che fossero abbastanza grandi per produrre le cellule staminali, che era lo scopo ultimo dei ricercatori.
La questione della clonazione umana è molto simile a quella dell'aborto e alla questione del preciso inizio della vita umana... Leggi tutto

Parole di vita

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.

Francesca Como

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Scritto da Redazione - Articolo letto 541 volte   

Salvata dall'amore.

Avevo circa 12 anni quando ho iniziato ad essere insofferente, scontrosa ed inquieta, ero entrata cioè nell'età adolescenziale, età delicatissima, perché le esperienze che si fanno in questa età ti segnano a vita e decretano in genere, l'uomo o la donna di domani.
La costante ricerca della mia identità, ma soprattutto il non sapere dove trovarla e come cercarla mi ha portato a fare terra bruciata intorno a me, a generare continui conflitti che si materializzavano soprattutto con le persone con le quali ero più a contatto, in primis, ovviamente i miei genitori.
Con loro, infatti, i rapporti sono diventati col tempo davvero difficili.
C'è da dire che sono stata sempre una ribelle, ma ora so che quella mia ribellione nasceva dal rifiuto di modelli di vita e di comportamento che dovevo seguire e che, credevo andassero a limitare la mia libertà e il mio essere spontanea.
I miei genitori mi impedivano moltissime cose, tra cui, in particolare, il fatto di truccarmi e di salire sui motorini dei miei amici.
Queste continue proibizioni, e il fatto, soprattutto, di non sentirmi amata ed accettata incondizionatamente per ciò che realmente ero, mi hanno fatto arrivare a 15 anni a pronunciare con rabbia e profonda convinzione una frase orribile che oggi suona alle mie orecchie quasi come una bestemmia: voglio morire!
Ho urlato quella frase contro il cielo milioni di volte e con profonda convinzione.....fino all’età di 15 anni, e precisamente fino al 9 giugno 2000.
Era l'ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze estive, ed i miei genitori mi avevano permesso di andare alla festa di istituto che si sarebbe svolta la sera.
Invece di prendere parte alla festa io decisi di uscire con un altro gruppo di miei coetanei in motorino.
Mi trovavo su uno scooter, seduta dietro ad un mio amico, il quale, all'improvviso, e senza una spiegazione logica mi obbligò a scendere dal motorino.
Rimasi molto colpita dalla fermezza che aveva usato nel farmi scendere (era timido e molto buono) e soprattutto dal fatto che non c'era nessun apparente motivo.
Si era fermato all'improvviso e mi aveva fatto scendere, non c'erano nemmeno poliziotti in giro!
Avrei capito, in due su uno scooter ed io senza casco!
Non c'era niente che mi potesse far capire cosa lo aveva spinto a quel gesto.
Comunque, salitai su un altro motorino e dopo neanche 50 metri ho, visto dallo specchietto retrovisore del mezzo su cui stavo, lo scooter del mio amico di prima volare per aria travolto da una macchina, che nell'uscire da un garage, in senso opposto, si era allargata troppo.
Il mio amico né uscito vivo solo ed esclusivamente perché aveva il casco... io. dietro di lui, non lo indossavo! Sarei morta sicuro!!!
Il mio amico oggi sta bene, ma ha passato 5 anni con le stampelle in giro per l'Italia a cercare di tornare sano.
Sconvolta da quel motorino che avevo visto volare, sul quale c'ero io 5 minuti prima, passai la notte in bianco, piangendo e ringraziando Qualcuno a cui era piaciuto salvarmi la vita.
Dopo un mese da quell'episodio sono entrata in un gruppo di giovani che frequentavano una chiesa, e che, soprattutto, avevano conosciuto Dio, e lì ho capito tutto: detestavo la vita, dono del Signore, sacra e che nessuno può toccare, e avevo desiderato la morte profondamente... peccato mortale!
In quel gruppo mi sono sentita amata gratuitamente... la prima volta nella mia vita!
Non mi era mai successo che qualcuno che non conoscevo facesse qualcosa per me, apparentemente senza motivo o tornaconto!
Ma il motivo c’era eccome!
Loro avevano ricevuto gratuitamente l’Amore di Dio e gratuitamente me lo stavano donando!
E io l’ho sentito… e ho gustato quanto è buono il Signore!
Oggi so che per il mio carattere c'è voluto che il Signore mi facesse passare vicino la morte, così per farmi capire il vero valore della vita.
Oggi sono una persona nuova che vive in Verità e in Libertà!
Adesso vedo anche che è difficile oggi essere cristiani in un mondo che rifiuta Gesù, ed è difficile portare il Suo messaggio in un mondo che lo crocifigge e maledice il suo nome ogni giorno, ma è questo il mio DOVERE oggi: dire a tutti cosa il Signore ha fatto per me e soprattutto che Lui è vivo e vero, qui, oggi!
Non mi importa di nient'altro se non di far conoscere a tutti l'Amore di Gesù che scaturisce dalla Sua croce per tutti gli uomini.