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Liberata dalla trappola della magia.
Mi chiamo Giuseppina Leto (in Gandolfo) e sono nata a Corleone (PA) il 20 Aprile del 1960. Mi sposai il 9 Agosto del 1980 e, subito dopo il matrimonio, mi trasferii, assieme a mio marito in Svizzera. Ho tre figli: due maschi e una femmina. Pur essendo giovane, la mia vita si appesantì troppo a motivo di diversi problemi familiari. Arrivai al punto di volerla fare finita, togliendomi la vita. Però un giorno, mentre stavo leggendo un giornale intitolato "La Pagina", ho notato un annuncio relativo ad una fattucchiera, la quale si dichiarava pronta e capace di aiutare chiunque si fosse rivolta a lei. Subito le telefonai e concordammo un appuntamento. Andai, insieme a mio marito, più che altro per curiosità. Arrivati in casa di quella donna, abbiamo notato, sopra il suo tavolo, tante immagini e statue di santi. Vedendo quelle cose, concludemmo che avevavo che fare, sicuramente, con una donna brava e buona, che non ci avrebbe fatto del male. Ma non fu proprio così! Purtroppo, la mia vita era già nell'abisso e vi sprofondai ancora di più. La fattucchiera mi disse che un membro della mia famiglia mi aveva fatto la fattura e che per liberarmi le dovevo dare 4.000 Franchi Svizzeri (pari a tre milioni e mezzo di vecchie lire italiane). Con mio marito decisi di farle togliere quella fattura, avvisandola che i soldi non glie li potevamo dare tutti in una volta. Lei ci è venuta incontro, assicurandoci che potevamo pagare poco alla volta. Velocemente venne a casa mia, portando delle crochi che collocò, assieme al sale, in tutti gli angoli della mia casa. Provai tanta paura quando mi disse: "Se una di queste croci si rovina, ti accadrà una catastrofe!". Quelle croci dovevano stare in casa mia per tre giorni. Il terzo giorno notai che non solo non riuscivo più a dormire, ma che avevo sempre di più il desiderio di morire. In seguito, la fattucchiera mi diede delle gocce da bere, le quali mi causarono delle emorragie, così la mia condizione peggiorò ulteriormente, giorno dopo giorno. Lei dichiarava di curarmi, ma non cambiò nulla.
Un giorno le dissi: "Sono trascorsi sei mesi e non sono ancora guarita, anzi sono peggiorata! Come mai?". Ella mi rispose: "Io con te non ci posso fare niente. Prega!". Allora, essendo una cattolica romana, incominciai ad andare in chiesa, raccontando al prete quello che che mi era successo, chiedendogli di darmi l'acqua benedetta. Il prete mi rispose: "L'acqua santa non te la posso dare, non si può giocare con le cose sante, e in merito alla fattucchiera, ti consiglio di non credere a tutte quelle cose, perchè non esistono". Ma, alla mia insistenza, alla fine, mi diede dell'acqua benedetta, che subito portai a quella donna per farmi benedire la casa. Mi diede anche un crocefisso che doveva farmi dormire la notte, ma niente, non dormivo lo stesso! Non comprendevo bene quello che mi stava succedendo, ma avevo la sensazione che stavo per toccare il fondo. Pensai di pregare Dio, ma ero arrabbiata con Lui, perché Lo reputavo rersponsabile della morte di mio padre. Incominciai a pregare lo stesso: "Padre mio, io ho solo te. Sono andata in tanti posti, ma vuota sono entrata e vuota sono uscita. Nella mia vita non c'è più speranza, però tu, che sei misericordioso, ascolta il mio grido e rispondimi. Dammi serenità e pace nell'anima e nel corpo". Quella stessa notte Dio mi si rivelò in sogno. Mi trovavo in un campo di grano, insieme a mio marito, e mentre ero a terra raccogliendo il grano, trovai una scatoletta nera con tanti fiorellini sopra, tipo una scatola di giocattoli. Nel primo suolo c'era Gesù in croce, però era vivo. Nel secondo suolo c'erano tante bottigliette d'acqua limpida. Nel terzo suolo c'erano tante fedi di anelli, una attaccata all'altra, come una catena. Nel sogno, chiesi a mio marito: "Cosa vuole Gesù da noi?". Subito mi svegliai con dentro un gran desiderio di conoscere il significato di quel sogno. Domandai a qualcuno, ma nessuno mi sapeva dare una risposta.
Una donna credente (badava ai miei figli quando andavo a lavorare e non mi aveva mai parlato di Gesù), dopo averle raccontato il sogno mi disse: "Questo sogno te lo può interpretare il pastore della chiesa evangelica italiana di Zurigo, il fratello Domenico Prudente". Così andai da quel pastore. Quando gli raccontai il sogno, il pastore mi disse: "Gesù, come tu hai visto nel sogno, non è morto; Egli vive ancora oggi; le bottiglie di acqua significano che tu sarai lavata con l`acqua pura; gli anelli significano che devi avere tanta fede!". Nel mio cuore provai tanta gioia per quello che mi disse e alla sua proposta di venirmi a visitare, gli risposi con gioia di si. Così il pastore venne a casa mia, assieme a sua moglie. Piangendo, gli confidai tutto quello che era nel mio cuore. Il pastore mi disse che Dio non era contento di tutto quello che io avevo fatto, ma c'era la soluzione. "Adesso, io e mia moglie", disse, "pregheremo per te e tu chiederai perdono a Dio per quello che hai fatto". Così, pentita e umiliata, chiesi perdono a Dio, il Quale operò in quell'istante stesso nella mia vita. Mi guarì dalle emorragie, mise tanta gioia nel mio cuore, realizzando così una grande liberazione. Prima di andarsene, il pastore mi invitò ad andare in chiesa per il culto, al che risposi di sì. La sera, quando rincasò mio marito, mi trovò totalmente cambiata. Gli raccontai quello che il Signore aveva operato in me e gli chiesi di portarmi in chiesa. La domenica seguente andammo in chiesa e lì, Dio toccò anche il cuore di mio marito e dei miei figli. Il Signore mi battezzò anche nello Spirito Santo. In seguito, insieme a mio marito ci battezzammo nell'acqua, proclamando la nostra fede nel nostro Signore Gesù Cristo.
Appena realizzai l'opera del Signore nella mia vita, Dio mi parlò chiaramente di portare la Buona Novella dell'Evangelo alla mia famiglia, a Corleone, e di riappacificarmi con loro (infatti, in famiglia eravamo tutti litigati, a causa dei beni che nostro padre ci aveva lasciato). Così Dio mi diede anche la gioia di riconciliarmi con la mia famiglia e di vedere alcuni di loro ai piedi Suoi, salvati. A Dio va la lode e il ringraziamento del mio cuore! Dunque, il messaggio di Cristo è un messaggio di amore, di pace, di perdono e di riconciliazione; pace con Dio e pace con gli uomini. La pace fa bene all'anima e al corpo. La pace è preziosa nella coscienza, nella famiglia, nella chiesa e nella società. La pace si desidera, si ricerca e si procaccia, ma si deve essere predisposti a pagarne il prezzo, quello che a volte siamo costretti a pagare, che certamente non sarà mai troppo alto. Dopo questa bellissima esperienza vissuta, posso ben dichiarare che la Salvezza non si riceve accettando una religione, ma la si riceve soltanto quando si accetta con tutto il cuore Gesù Cristo come personale Salvatore. Infatti dice la Parola di Dio: "... con il cuore hai creduto e con la bocca confessi che Gesù Cristo è il Tuo Signore..." (Romani 10:10 ). Bisogna lasciare le tradizioni e tutto ciò che ha a che fare con la disubbidienza verso Dio: "Se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese" (2Cronache 7:14 ). Anch'io ero una religiosa, ma non c'è nessun altro modo di arrivare a Dio, solo attraverso Cristo Gesù come unico Mediatore fra Dio e gli uomini, ma vi sono quelli che vogliono rimanere nella disubbidienza, senza accettare la salvezza, così non entrano nel Regno di Dio e non vi lasciano entrare neanche gli altri. Se stai leggendo la mia testimonianza e ti senti toccare il cuore, prega e chiedi a Dio di mostrarti la vera e unica Via, e non smettere di pregare, finché non hai ricevuto una risposta da Lui. Dio non tarda mai!
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