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Bussate e vi sarà aperto.
Cari fratelli in Cristo vi presento la mia testimonianza di fede e dell'opera gloriosa che Cristo Gesù ha fatto nella mia vita. Ero in un clan camorristico, dove i miei giorni erano colorati di sangue, di droga e di armi; vivevo sempre sapendo che da un momento all'altro sarebbe venuta la mia fine, visto che il rischio era molto alto, e così cercavo di prepararmi al peggio. Già da quando ero inserito in quel contesto criminale mi accadevano cose strane alle quali non davo importanza, ma poi, quando arrivò Gesù, capii che Lui era sempre stato vigile sulla mia vita e che aveva un piano per me. Nel 1995 subii un agguato da sicari avversari, intenzionati ad uccidermi, ma la gloria di Dio sì manifestò e le pistole dei killer, quando le puntavano alla mia testa, si inceppavano; avevo ricevuto molti colpi addosso: alle gambe, nelle braccia, di striscio alla testa, ma quando puntavano l'arma alla mia testa, quelle si bloccavano. Anche a questo fatto non diedi alcuna importanza. Nel 1999 subii un altro agguato dove persero la vita due miei amici, io, per grazia di Dio, riuscii a scamparla ancora. La cosa eclatante accadde quando un nostro affiliato decise di collaborare con la giustizia e fece i nomi dei componenti del nostro clan, ma il mio nome non fu nemmeno nominato da questi. Anche a questo io non diedi alcun significato.
Un giorno poi ci fu il miracolo di Dio. Mentre camminavo per strada, afflitto stanco ed aggravato, qualcosa toccò il mio cuore, mi misi a piangere senza un valido motivo (ero triste quel giorno), non avevo neanche i soldi per comprare il latte a mio figlio piccolo, in quanto i soldi che guadagnavo con il peccato e la violenza volavano via (così come il Signore dice nella Sua Parola). Qualcosa, o qualcuno stava parlando alla mia vita, ed una voce mi diceva di percorrere proprio quella strada che stavo attraversando fino alla fine. Mi ritrovai davanti ad un imponente edificio con sopra scritto "Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale". Non capii cosa ciò volesse significare. La voce in me diceva: "Bussa!". Io bussai, ma nessuno veniva ad aprire. Rimasi lì circa 2 ore, fuori al portone. Alla fine arrivò un uomo chiedendomi perché stessi a bussare, in quando era ben visibile il catenaccio apposto sulla porta. Allora capii che il Signore aveva reso quel catenaccio invisibile davanti ai miei occhi, perché sapeva che se l'avessi visto, per certo sarei andato via. Comunque, Gesù aveva aspettato e preparato quel giorno con cura e mai mi avrebbe lasciato andar via dalla Sua presenza. Fui invitato il giorno dopo alla riunione che si teneva in quella chiesa e lì mi arresi a Gesù, capii che gli ero sempre appartenuto. Ora sono passati sette anni e il Signore mi ha reso degno del Suo nome, che annuncio per le strade, nelle piazze e a chiunque incontri, proprio nel ricordo di come il Signore si ricordò di me attirandomi a Se; e non riesco a trovare altro modo di servirlo se non praticamente evangelizzando in paesini e luoghi vari. A Lui voglio dare tutta la gloria.
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